1,721,365 research outputs found
Contraddizione, Inabituale, Palinsesto, Restituzione, Storie, Strumenti
L'autrice ha curato sei delle trentuno voci del Glossario, che costituisce la parte terza del volume
Paesaggi di raccordo. Nuove trame di spazi aperti tra Anagnina e Torre Spaccata
La ricerca riguarda le discontinuità materiali e immateriali delle parti di città che gravitano attorno al GRA. L’area di studio, a sud-est di Roma, è l'esito della giustapposizione di pezzi eterogenei, introversi, autonomi e separati da vuoti, dove né la trama del costruito né quella infrastrutturale risolvono la questione complessa dei rapporti tra le parti.
È possibile individuare proprio nel sistema dei vuoti la figura in grado di determinare, supportare e potenziare rapporti di carattere funzionale, narrativo e ambientale tra le parti? Può questa figura diventare ossatura e principio di orientamento, senza perdere la varietà di condizioni al suo interno? È possibile volgere le porzioni di "strato libero" in un sistema continuo, capillare e coesivo?
La strategia di progetto individua nei Paesaggi di Raccordo - paesaggi ibridi i cui valori da preservare sono la continuità e la capacità di insinuarsi nella materia urbana esistente - la trama ri-strutturante di questa parte di città.The research is about material and immaterial discontinuities in those parts of the city that surround the GRA. The selected area, in Rome, is the result of a juxtaposition of pieces that are heterogeneous, introverted, autonomous and divided by empty spaces, where neither the urban fabric nor the system of the infrastructures can solve the complex matter of relationships among the parts.
Is it possible to identify in the system of the voids the figure that is able to determine, to support and to enhance the relations (functional, narrative and environmental) among the parts? Can this figure become the backbone and the guiding principle, without losing its variety of conditions? Is it possible to turn the "empty layer" into a continuous, capillary and cohesive system?
The strategy identifies Paesaggi di Raccordo - hybrid landscapes whose values to be preserved are the continuity and the ability to seep in the existing urban fabric - as the plot able to reorganize this part of the city
Paesaggi di raccordo. Nuove trame di spazi aperti tra Anagnina e Torre Spaccata
La ricerca riguarda le discontinuità materiali e immateriali delle parti di città che gravitano attorno al GRA. L’area di studio, a sud-est di Roma, è l'esito della giustapposizione di pezzi eterogenei, introversi, autonomi e separati da vuoti, dove né la trama del costruito né quella infrastrutturale risolvono la questione complessa dei rapporti tra le parti. È possibile individuare proprio nel sistema dei vuoti la figura in grado di determinare, supportare e potenziare rapporti di carattere funzionale, narrativo e ambientale tra le parti? Può questa figura diventare ossatura e principio di orientamento, senza perdere la varietà di condizioni al suo interno? È possibile volgere le porzioni di "strato libero" in un sistema continuo, capillare e coesivo? La strategia di progetto individua nei Paesaggi di Raccordo - paesaggi ibridi i cui valori da preservare sono la continuità e la capacità di insinuarsi nella materia urbana esistente - la trama ri-strutturante di questa parte di città
Paesaggio tra le righe. Temi e traiettorie nelle riviste italiane di architettura del XX secolo
Le riviste di architettura pubblicate in Italia nell’ultimo secolo sono riferimenti imprescindibili per lo studio e l'approfondimento del dibattito e della produzione architettonica. Si propone di considerarle come strumenti di ricerca al fine di rispondere ad alcune domande circa il progetto di paesaggio. Che spazio ha avuto sulle riviste di architettura? Quali personaggi se ne sono occupati, in che termini e su quali testate? Come il dibattito che ha avuto luogo sulle riviste ha contribuito all’orientamento di questa disciplina? Le tracce di un crescente interesse verso il tema del paesaggio e verso il progetto degli spazi aperti possono essere cercate nelle riviste che a partire dagli anni Venti si sono occupate non solo di architettura ma di progetto a tutto tondo e che sono state luogo privilegiato di confronto, catalizzatori di idee e proposte. Si considerano, quindi, cinque testate che hanno fatto la storia dell'editoria di settore (Domus, Casabella, L'architettura cronache e storia, Spazio e Società, Lotus) e le figure di alcuni direttori che, più di altri, nella loro attività pubblicistica, speculativa e progettuale hanno intercettato il tema del paesaggio. Dopo aver presentato e analizzato i loro approcci e le loro posizioni – attraverso la lettura critica degli editoriali, per esempio – si individuano traiettorie capaci di mettere in relazione i temi ricorrenti nel dibattito architettonico del Novecento e alcuni caratteri del progetto di paesaggio contemporaneo. Rileggere criticamente quanto già è stato scritto è più che mai importante oggi, che del progetto di paesaggio si apprezza sempre di più il potenziale, la valenza strutturale e strategica a tutte le scale, il ruolo cruciale che può giocare, anche, rispetto ai delicati equilibri planetari
La Buvette d'Évian. Maurice Novarina, Jean Prouvé, Serge Ketoff. 1955-2018
Achevée en 1957, la Nouvelle buvette de la Source Cachat à Évian-les-Bains est à classer parmi les icônes du XXe siècle. Le bâtiment est issu de la collaboration fructueuse entre un architecte expérimenté, Maurice Novarina, un « constructeur génial », Jean Prouvé, et un architecte-ingénieur, Serge Ketoff, capable de conjuguer une très grande sensibilité plastique à la rigueur du calcul structurel. Le résultat de cette aventure collective est épatant : un objet technique d’une originalité indéniable, une pièce de bravoure conduite avec brio qui va bien au-delà de la mise en scène de matériaux industriels. Mécanique de précision plutôt que simple Meccano, ce chef-d’œuvre que Jean Prouvé chérissait tout particulièrement est un assemblage très habile d’éléments et composants divers. Parfaitement intégrée dans le paysage de la ville thermale d’Évian, sur les rives du lac Léman, la buvette mérite une nouvelle reconnaissance. Issue des études préalables au chantier de restauration, cette première monographie souhaite y contribuer. Completed in 1957, the Nouvelle Buvette de la Source Cachat – or Pump Room for the Cachat springs – at Évian-les-Bains is ranked as a twentieth century icon. The building was the product of fruitful collaboration by a team capable of combining tremendous plastic sensitivity with precise structural rigour: Maurice Novarina, an experienced architect; the “construction genius” Jean Prouvé; and architect-engineer Serge Ketoff. From their collective exploit came a technical object of undoubted originality, a daring performance delivered with gusto – this was much more than just industrial materials made to look good. Precision mechanics rather than Meccano, this masterpiece so cherished by Jean Prouvé is an impeccably calibrated assemblage of very different elements and components. The Buvette seems to inhabit perfectly the urban landscape of Évian, on the shores of Lake Geneva. As part of the analysis undertaken prior to the program of conservation, this initial monograph is intended to help win back the recognition it so clearly deserves.TSA
Le Cèdre. Jean Tschumi 1951-1956
La découverte d'une œuvre d'art totale de Jean Tschumi, aussi célèbre que méconnue. Achevé en 1956, le siège de la Mutuelle Vaudoise à Lausanne devient rapidement le modèle de l'architecture administrative en Suisse. L'intention du maître de l'ouvrage est clairement démonstrative: on veut un bâtiment en mesure d'exprimer, par sa modernité architecturale, l'image d'une société tout aussi moderne et dynamique. Jean Tschumi, figure clé de l'architecture du XXe siècles, est à l'œuvre. Béton armé apparent; dispositifs techniques de pointe; flexibilité des intérieurs. Ces idées sont savamment transposées dans le bel ensemble dit "Le Cèdre", du nom du site, dans un cadre naturel d'exception que Tschumi saura valoriser. L'architecte compose avec les formes et les matériaux, les couleurs et les textures, selon une démarche de très grande cohérence. Viendront s'ajouter une série d'œuvres d'art admirablement intégrées dans l'architecture, une véritable "œuvre d'art totale". Le Cèdre est l'un des bâtiments les plus célébrés en Suisse et au-delà, une démonstration même. Cette première monographie consacrée au bâtiment de Jean Tschumi souhaite lui rendre hommage.TSA
Dalla forma del territorio al disegno del paesaggio: due editoriali di Gregotti
Nel 1966 e nel 1991 Vittorio Gregotti dà alle stampe La forma del territorio (Edilizia Moderna 87-88) e Il disegno del paesaggio italiano (Casabella 575-576). Due numeri doppi monografici – considerati ancora oggi testi di riferimento – con cui, nell’arco di venticinque anni, il maestro novarese propone di ragionare sui temi della grande scala e del progetto di paesaggio. Oggi è interessante riguardarli con spirito critico al fine di ricostruire l’evoluzione di alcuni temi che ormai ci appaiono ordinari
Reaching out, letting in. La Fontana in memoria di Diana di Gustafson Porter e Bowman
Uno spazio ibrido e difficile da etichettare: la Diana Memorial Fountain non è solo un memoriale, non è solo una fontana, è entrambe le cose e, insieme, molte altre. "Reaching out, letting in" è il concept proposto dal team di Kathryn Gustafson, Neil Porter e Mary Bowman. Letteralmente, “protendersi e lasciare entrare”, offrire supporto, essere inclusiva e dimostrare empatia: alcune delle caratteristiche più apprezzate e amate della Principessa. Questa idea di scambio, reciprocità e interazione, dunque, è alla base del progetto e si fa spazio attraverso la stratificazione e la collaborazione di alcuni elementi: il recinto in granito, l’acqua e l’aspetto scultoreo della fontana. Ciascuno di questi diventa ancor più interessante se descritto in relazione ai comportamenti che suggerisce. La Diana Memorial Fountain è presentata in questo contributo - attraverso le categorie di field, stage e playground - come un luogo doppiamente fertile: da un lato, la fontana invita il pubblico a interagire con lo spazio in maniera inventiva e, dall’altro, il recinto richiede di essere compreso e interpretato attraverso un’esperienza attiva e diretta
Dalla forma del territorio al disegno del paesaggio: due editoriali di Gregotti
Nel 1966 e nel 1991 Vittorio Gregotti dà alle stampe La forma del territorio (Edilizia Moderna 87-88) e Il disegno del paesaggio italiano (Casabella 575-576). Due numeri doppi monografici – considerati ancora oggi testi di riferimento – con cui, nell’arco di venticinque anni, il maestro novarese propone di ragionare sui temi della grande scala e del progetto di paesaggio. Oggi è interessante riguardarli con spirito critico al fine di ricostruire l’evoluzione di alcuni temi che ormai ci appaiono ordinari
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