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Leggi di amnistia e crimini contro l'umanità alla luce della sentenza della Corte suprema argentina
Argentina after the military dictatorship is an interesting case study of transitional justice in a
post-conflict society. The article takes inspiration from the recent decision of the Supreme Court
of Argentina that declared null and void the “Full Stop” Act and the “Due Obedience” Act
adopted under the Alfonsín Government. It also underlines the influence of international law in
the legal reasoning of the Supreme Court. In particular, taking Argentina as a case study, the Author
examines the limits that international law provides for when an act of amnesty jeopardizes
the prosecution of crimes against humanity in order to verify whether the democratic transition
process can be considered satisfactory
Danni causati dall'embargo contro l'Iraq e responsabilità extracontrattuale della Comunità
Aspetti applicativi del principio di responsabilità dello Stato per violazione del diritto comunitario
La proposta di regolamento in materia di filiazione e la sua incidenza sulla libertà di circolazione delle persone nell'Unione europea
Il contributo ha ad oggetto l’esame dell’incidenza che può produrre, sulla libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione europea, la proposta di regolamento volto ad uniformare i diversi aspetti internazionalprivatistici della materia della filiazione. A tal fine, dovranno innanzitutto essere richiamati il quadro giuridico vigente e gli ostacoli attualmente presenti rispetto al riconoscimento – ad ogni fine – del rapporto di filiazione accertato in un altro Stato membro. Verranno quindi esaminati i passi in avanti ipotizzati dalla proposta di regolamento anche rispetto agli sviluppi registrati negli ultimi anni nella giurisprudenza della Corte di giustizia. Al contempo, dovranno essere valutate le reali prospettive di approvazione della proposta, anche tenendo conto del fatto che la stessa rischia di scontrarsi con le sensibilità, ancora forti, presenti in materia di filiazione, trattandosi di un ambito in cui quanto meno alcuni Stati membri sono poco inclini a cedere porzioni della loro sovranità.This contribution explores the potential impact of the proposed Regulation, which aims to harmonise EU rules on private international law concerning parenthood, on the free movement of persons within the European Union. To this end, the existing legal framework and the obstacles to recognising parenthood between Member States will first be recalled. Afterwards, the proposed Regulation’s envisaged steps forward will be evaluated against the recent developments in the Court of Justice case law. Moreover, the proposal’s real prospects of approval will also have to be assessed, since it will likely face resistance as it touches a sensitive area such as filiation, in which at least some Member States are reluctant to cede portions of their sovereignty
Verso un sistema comunitario di diritto internazionale privato e processuale (Tesi di dottorato, Firenze)
La Corte di Giustizia censura il divieto di cumulo tra pagamenti anticipati dal datore e crediti coperti dal Fondo di garanzia
Recognition in Italy of same-sex marriages celebrated abroad: the importance of a bottom-up approach
This paper aims to challenge the traditional concept of marriage, as union between persons of opposite-sex, which until now has underlain the Italian policy of registration of same-sex marriages celebrated abroad and that the recent Italian law introducing civil unions for same-sex couples has not yet aside completely. To this end, this paper explores the interplay of rules on EU free movement of persons and human rights and the recognition
of a legal status created abroad. In a situation where the (national and supranational) legal framework fails to address all the problems, a bottom-up approach fuelled by societal change and its reflection in increasing litigation could be decisive. In fact, this kind of approach could lead to solutions which do not always fall into step with the normative context, but which is equally important in order to raise awareness of the need to eradicate any discrimination against same-sex couples
Perdita della cittadinanza e diritti fondamentali: profili internazionalistici ed europei
Obiettivo dell'indagine è verificare l'esistenza di limiti alla discrezionalità statale a fronte di casi di privazione della cittadinanza e le prospettive di tutela che vengono riconosciute all'individuo dal diritto internazionale ed europeo. Pur trattandosi di un tema classico per il diritto internazionale, lo stesso ha però acquistato nuova linfa negli ultimi anni, soprattutto per la risonanza che hanno avuto le proposte volte a facilitare la revoca della cittadinanza nell'ambito della lotta al terrorismo. Particolare spazio viene dato al rilievo che in materia hanno progressivamente assunto la cittadinanza dell'Unione e lo statuto fondamentale ad essa sotteso. La cittadinanza dell'Unione, così come altre cittadinanze "sovranazionali", introdotte o prospettate in seno ad organizzazioni di integrazione regionale attive, in particolare, in ambito africano e sudamericano, consentono di verificare in quale misura le stesse contribuiscano al consolidamento di uno statuto di residenza in grado di sopperire ai diritti che vengono meno in occasione della privazione della cittadinanza statale. Un ulteriore scenario di stretta attualità è rappresentato dalla Brexit, in relazione alla quale viene verificato se sia fondata la tesi che ipotizza un sindacato da parte dei cittadini del Regno Unito che intendano opporsi alla perdita della cittadinanza dell'Unione e se, in ogni caso, il legame che questi ultimi abbiano eventualmente acquisito con il territorio di altri Stati membri possa consentire di mantenere, anche dopo la Brexit, alcuni dei diritti derivanti dalla cittadinanza dell'Unione
Matrimonial Matters and The Harmonization of Conflict Of Laws: a Way to Reduce the Role of Public Policy as a Ground for Non-Recognition of Judgments
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