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    "Più bella e comoda forma": Villa Adriana come modello per l'architettura rinascimentale e barocca

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    I maggiori interpreti dell'architettura moderna annoverarono la prestigiosa Villa tiburtina dell'imperatore Adriano tra gli edifici dell'antichità, "li più execellenti e fatti con più bella maniera". Lo studio e la rielaborazione degli stilemi architettonici antichi costituiscono, come noto, i cardini solidissimi e imprescindibili della sperimentazione architettonica rinascimentale, a sua volta declinata dalla roboante ricerca spaziale barocca. Alcune invenzioni adrianee - una per tutte il cd "triconco" - confluiscono nella sperimentazione tipologica paleocristiana e bizantina, segnandone marcatamente il successivo sviluppo e riapprodando, non senza contaminazioni, nella ricerca architettonica del primo Rinascimento

    "È questa un'opera d'arte che non doveva essere toccata": addenda su crollo e ricostruzione del Salone Sistino nella Biblioteca Apostolica Vaticana (1931-1933)

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    On 22 December 1931, the dramatic collapse of the Vatican Library’s middle section led to the devastating loss of six people, 15,000 volumes and part of the structures and decorations of the building constructed in 1587-1598 by Domenico Fontana for Pope Sixtus V Peretti. As early as 1928, the Vatican Library had undergone decisive functional adaptations works, first in the so-called Arm of Julius II, but later also in the Sixtine building. These measures were made necessary by the introduction of heavy cast-iron bookshelves, as well as by the opening of large arches on the external facades and in the spine wall of the Library. While the chronicle of the terrible collapse has been already reconstructed, the official documentation by the Inquiry Commission that investigated this terrible event remains secret to this day. Nevertheless, causes and dynamics of the collapse, as well as the principles and procedures followed in the subsequent fast reconstruction, can be reconstructed by cross-referencing the information provided by the newspapers of the time and by the precious Memoirs of Engineer Federico Mannucci, written in 1935, but only recently published. Mannucci's precise and competent reconstruction reveals his condemnation of the inappropriate manipulation of the 16th-century building and, above all, of the untimely perforation of the backbone wall, the main cause of the disaste

    Le piante storiche di Villa Adriana

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    Nel saggio sono documentati, all'interno di schede, i primi rilevatori di Villa Adriana e le piante da essi prodotte, con le indicazioni pertinenti le differenze riscontrabili tra ciascuna pianta, le parti copiate e le aggiunte originali. L'insieme delle informazioni prodotte permette di ottenere un quadro diacronico dello stato cognitivo della Villa dal XVII secolo al XIX secolo

    La dimora dell’imperatore: sfarzo e sperimentazione

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    Sono indicati alcuni dei principali sistemi di lettura da adottare per la comprensione di siti archeologici e, in particolare, di quello della Villa Adriana; a partire dal'esposizione degli indicatori a carattere costruttivo, fino alla definizione dei materiali di finitura, passando per le tipologie funzionali degli ambienti e dei complessi

    Gli oggetti della Villa negli inventari piranesiani

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    Preziosi per lo studio dei ritrovamenti occorsi a Villa Adriana nel corso delle attività piranesiane sono alcuni documenti redatti in seguito alla morte di Giovani Battista Piranesi al fine di valutare la consistenza dei lasciti. Benché già più volte pubblicati, tali documenti, il cui elenco è di seguito riportato, quando analizzati con riferimento alle singole voci pertinenti Villa Adriana e incrociati con le informazioni che i Piranesi scrivono sui disegni da loro incisi, per lo più raccolti nella collezione “Vasi, candelabri, cippi,...”, e con quelle trasmesse da Agostino Penna, permettono di ottenere ulteriori dati passibili di completare la conoscenza di quanto asportato dalla Villa imperiale

    Le legende delle piante storiche

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    Attraverso la rilettura comparata di quanto gli autori dei rilievi e delle piante storiche hanno riportato nelle legende dei loro elaborati è possibile delineare percorsi di conoscenza innovativi per la storia della Villa imperiale adrianea. A tal proposito vengono presentate le trascrizioni delle legende delle due principali piante con le integrazioni di quanto riportato anche nelle legende della pianta di Kircher e di quella, attribuibile a G. B. Piranesi, stampata nel 1751

    Per una iniziale comprensione degli spazi della Villa

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    Con il saggio si fornisce un iniziale inquadramento di Villa Adriana, a partire dai cenni bibliografici di Adriano, passando per coloro che possono essere ritenuti gli abitanti della Villa - dagli ospiti alla servitù imperiale - fino alla "riscoperta" quattrocetesc

    Le piante moderne

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    A partire dal XIX secolo, l’apparato iconografico di Villa Adriana subisce un rapido e progressivo incremento indotto dall’introduzione di nuovi strumenti, da un maggiore numero di visitatori e da un rinnovato interesse archeologico di stampo prettamente indagatorio e conservativo. Con particolare riferimento alle rappresentazioni planimetriche, però, le prime piante prodotte derivano sempre da quella di Francesco Piranesi e, con ciò, si assiste al fenomeno del ripetersi di quegli errori che, originati dalla interpretazione continiana delle prime due descrizioni di Ligorio e successivamente riproposti da Kircher e dalla pianta del 1751, sono tutt’oggi presenti in numerose planimetrie anche di recente produzione, fatta esclusione di pochissimi esemplari che derivano dalla cd “pianta degli ingegneri” del 1906 e della pianta più recente, rilevata tra il 2002 e il 2006 dagli allievi della Facoltà di Ingegneria di Roma, “Tor Vergata”sotto la responsabilità di chi scrive. Si propone una rassegna di base delle piante generali, in alcuni casi corredate di analisi di dettaglio che possono risultare utili per lo sviluppo di nuovi studi, organizzata in ordine cronologico

    Memorie di Villa Adriana nel Palazzo del Quirinale

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    Sebbene siano ben note le connessioni tra la Villa imperiale tiburtina e la villa di Montecavallo a Roma - oggi palazzo del Quirinale - durante gli anni nei quali la seconda era una delle residenze romane del cardinale Ippolito II d'Este, vescovo tiburtino e promotore di numerose campagne di scavo nella Villa Adriana, meno nota è la presenza di mosaici pavimentali che, provenienti dalla Villa imperiale di Tivoli, oggi arricchiscono due sale del palazzo presidenziale. Documentati solo in pochissimi articoli pubblicati entro la metà del XX sec., di tali mosaici vengono descritti al dettaglio, con le restituzioni grafiche dei rilievi e le ortofoto al fine di fornire supporto per ulteriori studi specialistici
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