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    Palinologia: una scienza nello spazio e nel tempo

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    Breve excursus sulle potenzialità della palinologia e delle relative analisi che interessano diverse discipline specialistiche quali l'archeopalinologia, la melissopalinologia, la criminopalinologia, la iatropalinologia, la farmacopalinologia, l'actuopalinologia, la paleopalinologia, ecc

    Il contributo delle indagini palinologiche alla scoperta delle cause di morte di Cangrande della Scala, Signore di Verona (1291-1329)

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    Results are here presented concerning palynological analyses carried out over two samples taken from the Prince’s corpse, particularly from left hemi-abdomen and rect-intestine. The preservation state of identified granules is good; the pollen concentration is rather low. Pollen granules of camomile/Matricaria camomilla, black mulberry/Morus nigra, digitalis cf. red/Digitalis cf. purpurea and fern/Pteridophyta have been recognised. The identification of pollen remains in Cangrande’s intestine could indicate that he was given either one or more medicinal camomile, black mulberry and fern based infusions/beverages in order to relieve colic and stomach and intestine cramps. It is more difficult to interpret the presence of digitalis; in fact the death of the Prince is probably due to an overdose of digitalis but a doubt remains whether this overdose was accidental or intentional

    I legni del pozzo di Cognento (Modena) dal periodo tardo romano all’età moderna

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    Nel presente articolo vengono riportati i risultati ottenuti dallo studio dei manufatti e reperti lignei naturali rinvenuti nel pozzo di Cognento (Modena). Lo studio ha fornito interessantissime informazioni sulla flora e sulla vegetazione circostante il pozzo. Le fonti di approvvigionamento del legname sono prevalentemente locali (querceto planiziario e specie tipiche di ambienti umidi fra cui salici e pioppi) e le tipologie di legname sono state selezionate dall'uomo in funzione delle caratteristiche tecnologiche. Il riempimento del pozzo è avvenuto in circa un migliaio di anni, tra la fine del VI e la prima metà del VII sec. d.C. Tutti i manufatti rinvenuti sono riconducibili a momenti di vita domestica; la stratificazione dei materiali sul fondo del pozzo fanno propendere per una deposizione volontaria dei beni

    L’alimentazione nell’oltretomba: le offerte votive vegetali nelle necropoli romane dell’Emilia Romagna.

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    In questo contributo vengono presi in esame gli studi relativi alle offerte votive vegetali carpologiche rinvenute in alcune necropoli a cremazione di età romana dell’Emilia Romagna. Le necropoli indagate sono complessivamente 5 e sono dislocate nelle province di Bologna (3), Ferrara (1) e Modena (1) per un numero complessivo di 95 tombe. Sono stati identificati 17 taxa di cui 11 riferibili a Legnose e 6 a Erbacee. Malgrado il numero di questi studi stia aumentando negli ultimi anni, sono ancora molto poche le indagini sistematiche archeobotaniche condotte sulle terre di rogo. I dati risultanti da questi studi hanno dimostrato l’importanza delle analisi carpologiche effettuate sulle terre di rogo consentendo di evidenziare la rilevanza delle offerte votive di frutta nel rituale funebre romano

    Ricostruzione del paesaggio vegetale e antropico nelle aree centuriate dell’Emilia Romagna attraverso le indagini archeobotaniche

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    In questo lavoro viene ricostruito il paesaggio vegetale tipico delle zone centuriate della pianura Padana attraverso lo studio di 9 siti (edifici, ville rustiche, ecc.) della pianura bolognese. I Romani occupano un territorio già fortemente deforestato e vi instaurano un’attività agricola più intensiva e diversificata rispetto al periodo celtico. Con il passaggio dall’età repubblicana a quella imperiale si ha una progressiva colonizzazione del territorio, favorito anche da un miglioramento climatico. Diffusa è la coltivazione di cereali (grano tenero, spelta, farro e farro piccolo, orzo, avena, panico, segale e pabbio), leguminose (fava), piante tessili (canapa e lino), ortive (cicoria, fragola, carota, pastinaca, porcellana, ecc.) alberi da frutta (gelso bianco e nero, melo, nespolo, noce, olivo, pero, pino da pinoli, pruno e sorbo) e vite. Nella seconda parte dell’età imperiale compaiono segni di regresso dell’organizzazione agricola, soprattutto è evidente la riduzione dei campi di cereali e della vite. Tutto ciò è dovuto a una progressiva crisi politico-economica che determina, una radicale trasformazione della gestione delle campagne con l’affermarsi del latifondo. Il tutto è aggravato da un deterioramento ambientale, con alluvioni e impaludamenti che si manifesteranno con tutta la loro violenza nel periodo tardoantic

    Reperti antraco - xilologici, dall’età del bronzo al medioevo, in alcuni siti archeologici dell’Emilia-Romagna (Nord-Italia)

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    Vengono presenti i risultati di una rassegna di studi riguardanti siti archeologici dell'Emilia Romagna in cui sono stati rinvenuti reperti lignei e antracologici (manufatti, reperti naturali, rami, rametti, tronchi, ecc.) cronologicamente compresi fra l'età del Bronzo e il Medioevo

    Ricostruzione del paesaggio vegetale e dell’ambiente dal Bronzo Finale alla prima Età del Ferro nel settore centrale delle valli grandi veronesi: risultati delle indagini palinologiche condotte nel sito di Perteghelle - Cerea (Verona, Nord Italia)

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    Nell’ambito del Progetto AMPBV – un progetto di survey e di documentazione di emergenze strutturali di cultura materiale associati ai grandi siti terramaricoli e alla campagna dell’età del Bronzo ad essi correlata, che si attuano nel cuore del bacino vallivo delle Valli Grandi Veronesi, si è scelto di indagare il sito di Perteghelle di Cerea. Si tratta di due piccoli siti, il primo e principale (denominato A), è circondato da un aggere di terra che ha restituito materiali ceramici derivati da raccolte di superficie pertinenti a due distinti periodi di frequentazione (in apparenza separati da uno iato di abbandono) ed il secondo (denominato B) posto di fronte al precedente forse utilizzato per attività di trasformazione marginali. In particolare le analisi palinologiche effettuate su entrambi i siti hanno permesso di ricostruire il paesaggio vegetale e l’ambiente circostante gli insediamenti dal Bronzo finale fino alla prima età del Ferro, permettendo inoltre di effettuare alcune considerazioni sul clima che caratterizzava le diverse fasi cronologiche. Di notevole importanza sono infine i numerosi confronti dei risultati botanici di questo studio con i dati emersi in altre aree cronologicamente coeve e più o meno prossime a Perteghelle (siti nell’area di Rovigo, Cremona, Modena, Reggio Emilia, Bologna, ecc.)

    Analisi palinologiche condotte su un campione di torba dal sito di Ponte Moro – Cerea (Verona, Nord Italia)

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    L’analisi palinologica effettuata sul campione di torba prelevato dal sondaggio geologico presso Ponte Moro (Cerea - Verona) ha permesso di mettere in luce interessanti aspetti relativi non solo alla flora e alla vegetazione circostante il sito ma anche di valutare l’impatto dell’uomo sull’ambiente e sul territorio veronese. L’area indagata risulta abbastanza aperta con campi coltivati a cereali e piante da frutto alternate a zone a prato/pascolo con presenza di aree boschive molto prossime al sito. Il manto forestale è costituito da Latifoglie Decidue; l’esistenza di aree umide abbastanza estese è documentata da una discreta presenza di igrofite arboree; i segni dell’attività dell’uomo sono documentati sia da piante Coltivate/coltivabili che da piante che accompagnano le colture e gli insediamenti umani quali infestanti, ruderali/nitrofile, indicatori di calpestio, ecc. comunemente detti Indicatori Antropici Spontanei. Particolarmente significativo è il rinvenimento di cereali, documentati da numerosi reperti pollinici appartenenti al gruppo dell’orzo/Hordeum gruppo e dell’avena-frumento/Avena-Triticum gruppo. Fra le specie arboree sono presenti Vite/Vitis vinifera, Pruno/Prunus e Castagno/Castanea sativa. Da segnalare anche un’abbondante presenza di Graminacee/Gramineae spontanee che suggeriscono l’esistenza di aree più o meno estese destinate probabilmente a prato/pascolo o lasciate incolte

    Le analisi xilologiche

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    Nell'ambito dell'insediamento sono costruite diverse strutture in legno e altri materiali deperibili. Prevalgono le specie tipiche dei boschi mesoigrofili e in particolare le querce. Piante che forniscono un legno resistente e duraturo con ottime caratteristiche tecnologiche

    Il paesaggio vegetale e l’ambiente nel passato

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    Il volume, realizzato dal Comune di San Giovanni in Persiceto su proposta della Consulta comunale per l'ambiente e del WWF Pianura Bolognese in occasione del 20° anniversario della sua nascita, raccoglie numerosi contributi sulla storia di un'area di recupero ambientale che ha radici lontane. Attraverso un breve excursus storico-ambientale vengono presentati i risultati di numerose ricerche archeobotaniche effettuate nell'Emilia Romagna e, in particolare, nella pianura bolognese con specifici riferimenti al territorio persicetano, per delineare e ricostruire il paesaggio vegetale e l’ambiente a partire dalla preistoria fino alle soglie dell’Evo moderno. Inoltre, i dati risultanti dagli studi archeoambientali possono diventare un utilissimo strumento di indirizzo progettuale per l’individuazione del ricoprimento più appropriato nel recupero di cave, in particolare, lo studio dei carotaggi effettuati per individuare il materiale di cava è in grado di fornire importanti indicazioni utili per accertare le condizioni geomorfologiche ed ambientali e l’epoca in cui si è formato il deposito, contribuendo così ad individuare le aree estrattive di minor impatto ambientale. Questi studi sono utili anche per creare percorsi di visita ragionati in orti botanici, parchi pubblici e parchi storici mediante itinerari multidisciplinari che collegano gli aspetti ambientali a quelli storici e archeologici di un determinato territorio
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