1,721,062 research outputs found

    SELENIO IN UOVA BIOFORTIFICATE: CONFRONTO CON UOVA COMMERCIALI

    No full text
    Obiettivi. Il selenio, micronutriente essenziale per l’uomo, sembra svolgere un ruolo protettivo nei confronti dell’insorgenza di malattie cronico-degenerative, in particolare del cancro, grazie alla sua attività antiossidante. La sorgente naturale di selenio è rappresentata dalla dieta e la sua concentrazione nei cibi dipende dalle caratteristiche geobotaniche dell’area di provenienza degli alimenti. Nell’ambito di uno studio sull’arricchimento delle uova con acidi grassi 3 e microelementi essenziali (Se e I), il nostro obiettivo era quello di verificare se la supplementazione con Se potesse realmente arricchire l’uovo con questo elemento contribuendo ad un miglioramento della qualità nutrizionale dell’uovo. Per confronto sono state esaminate uova presenti normalmente sul mercato.Metodi. La prova è stata condotta su sette gruppi di galline ovaiole, alimentate con un mangime di base solo o addizionato con I o Se o con entrambi i sali. Le uova commerciali sono state acquistate tenendo conto dei diversi sistemi di allevamento delle ovaiole.Risultati. Il Se si accumula prevalentemente nel tuorlo delle uova sia commerciali (1,040,28 g/g) che trattate (da 1,600,21 a 1,980,16 g/g, secondo il trattamento). La supplementazione con Se e ancora di più quella con Se + I si associava ad una riduzione del contenuto di Cd , in misura inferiore di Pb, e favoriva l’accumulo di acidi grassi 3. Tuttavia si è osservato una tendenza al calo di Zn nei prodotti supplementati.Discussione. La dieta con alga supplementata con Se+I è quella che sembra offrire il maggior numero di vantaggi sia qualitativi che nutrizionali. Con questa dieta si ottiene il maggiore accumulo di Se e di omega 3, e il minore assorbimento di metalli tossici come Pb e Cd nel tuorlo delle uova biofortificate. Nessuna differenza è emersa nelle uova commerciali in relazione al tipo di allevamento

    Etiology, source and prevention of waterborne healthcare-associated infections: a review.

    No full text
    The purpose of this review is to discuss the scientific literature on waterborne healthcare-associated infections (HCAI) published from 1990 to 2012. The revision focuses on the aquatic bacteria and describes both outbreaks and single cases in relation to patients characteristics, settings, and contaminated sources. An overview of diagnostic methods and environmental investigations is summarized in order to provide guidance for future case investigations. Lastly, on the basis of prevention and control measures adopted, information and recommendations are given. A total of 125 reports were included, 41 of them describing hospitalized children. All cases were sustained by opportunistic pathogens, mainly Legionellaceae, Pseudomonadaceae and Burkholderiaceae. Hot water distribution systems were the primary source of Legionnaires' disease, bottled water was mainly colonized by Pseudomonaceae, and Burkholderiaceae were the leading cause of distilled and sterile water contamination. Intensive care unit was the most frequently involved setting but patient characteristics are the main risk factor, independently of the ward. As the microbes water contamination is difficult to be avoided and disinfection treatments may be insufficient to control the risk of infection, a proactive preventive plan should be put in place. Nursing staff should pay special attention to children and immunosuppressed patients to avoid tap water exposure, also for their personal hygiene, and to regularly use sterile water for rinsing/cleaning device

    studio sulla sopravvivenza di Legionella pneumophila in microhabitat idrici artificiali: micrometodo

    No full text
    Considerata l’ampia diffusione, la gravità della patologia causata da Legionella pneumophila e l’aumentata la sopravvivenza in ambiente idrico all’interno di biofilm o intracellularmente nei protozoi, ci è sembrato interessante intraprendere uno studio in microhabitat idrici artificiali per ottenere maggiori informazioni circa la sopravvivenza di L. pneumophila all’ambiente naturale ed il suo comportamento in presenza di batteri idrici appartenenti a specie ritenute responsabili della formazione di biofilm e con A. polyphaga. Gli esperimenti sono stati eseguiti in “micrometodo” utilizzando piastre a 12 pozzetti a fondo piatto addizionati di acqua autoclavata e valutando il comportamento degli organismi in esame, presi singolarmente o in associazione, a differenti temperature (4 e 30°C) di incubazione. I risultati mostrano che L.pneumophila posta a 30°C subisce un calo fisiologico di circa 1 log nei primi 2 giorni, appare costante nei successivi 12 giorni e scompare intorno al 17° giorno. Un calo iniziale più accentuato e un andamento altalenante emerge quando il microrganismo è inoculato insieme ad A. polyphaga, che si risolve però con una più prolungata sopravvivenza. Cariche più ridotte sono risultate dall’incubazione a 4°C , che ha consentito però il rilevamento di L. pneumophila per tempi ancora più lunghi. Alla luce dei risultati ottenuti si può ipotizzare che la legionella è capace di sopravvivere anche da sola nell’ambiente extracellulare purchè in questo vi ritrovi i nutrienti necessari; qualora queste sostanze vengano meno, il batterio subisce un drastico abbattimento se non sono presenti protozoi da parassitare

    Possible protective role of trace elements in human cancer: a review of recent epidemiological studies

    No full text
    The interest in the role of trace elements in cancer is increasing, particularly for those with a possible protective action, such as selenium and zinc. Despite the vast amount of epidemiological studies already conducted, there is a need for further investigations to better understand what compounds, at what levels and with which mechanism trace elements are involved in the protection of a specific cancer or groups of cancer. From our studies, we observed that cancer type and patient characteristics can substantially affect plasma concentrations of trace element status. A better evaluation of the body burden of trace elements should include analysis of other indicators such as hair, cells or tissue specimens, which tends to reflect long-term exposure th these elements

    Hand hygiene in nursing and medical students during training: a study on knowledge, practices and impact on bacterial contamination.

    No full text
    Aim. To collect information about knowledge, behavior and hand hygiene (HH) practices in Italian nursing and medical students combining data with hand bacterial contamination before and after a morning training. Methods. A questionnaire designed to investigate knowledge on HH and its practical realization was administered to a casual sample of 100 nursing and 100 medical students attending our University. Data collected were associated with hand contamination measured at the entrance and exit of the turn of training. Results. All nursing students performed HH during training and the frequency was significantly higher compared to medical students, 39% of which declared not to have done it. At the end of training, hand contamination were significantly reduced in both groups, but more pronounced in nursing students. Scores on the HH knowledge were significantly related to HH practices and self-reported HH compliance and were significantly higher for nursing students. Students were also asked to give their opinion on HH knowledge acquired during the course and a significant increase of adequacy as the medical students progressed through their course was found. Discussion. Since the first year of their course, nursing students receive adequate knowledge and consequently apply HH practices during training activities, data confirmed by total bacterial count. Medical students get HH knowledge later and less attention is devoted to these practices also in relation to the reduced occasions of patient contact during their training. This suggested us to anticipate the Hygiene and Public Health teaching before the start of the training activity

    Ruolo dell’interferenza batterica e del parassitismo nell’ecologia di Legionella pneumophila

    No full text
    Obiettivi. Numerosi studi hanno ampiamente dimostrato che i protozoi rivestono un ruolo cruciale nell’ecologia di Legionella pneumophila, mentre meno nota è l’influenza dei batteri idrici, in grado di interferire con la sopravvivenza e la crescita dell’ospite protozoario. Al fine di comprendere meglio tale interferenza indiretta, abbiamo indagato la capacità di L. pneumophila (sierogruppo 1 e 7-14) e altri batteri acquatici di entrare e moltiplicarsi all’interno delle amebe. Metodi. Co-culture dei batteri in esame con un ceppo di Acanthamoeba polyphaga sono state allestite in Synthetic Tap Water (STW), incubate a 30°C e osservate per 24 ore, determinando ad intervalli regolari le conte intra ed extra cellulari. Risultati. Entrambi i ceppi di L. pneumophila sono risultati un grado di entrare e trovare riparo all’interno dell’ameba, ma non di moltiplicarsi, probabilmente a causa del breve periodo di incubazione. Burkholderia cepacia, Pseudomonas aeruginosa, Pseudomonas fluorescens e Aeromonas hydrophila hanno mostrato una maggior capacità di ingresso e replicazione intracellulare. Nelle co-colture di A. polyphaga e L. pneumophila (sierogruppo 1) condotte in presenza dei batteri acquatici è stato osservato che B. cepacia era in grado di ridurre l’ingresso di legionella nel protozoo. L’analisi microscopica delle co-colture, ha permesso di rilevare due differenti comportamenti. Il primo, mostrato da L. pneumophila e B. cepacia, era caratterizzato dalla presenza di pochi batteri all’interno delle cellule infettate del protozoo e dall’assenza di lisi entro 24 ore di incubazione. Il secondo, osservato in A. hydrophila e P. fluorescens, ha mostrato la presenza di un elevato numero di batteri intracellulari ed una lisi violenta dopo poche ore di co-incubazione. Conclusioni. Questo studio conferma la capacità dei batteri appartenenti alla naturale microflora degli habitat acquatici di interferire con i protozoi e quindi, indirettamente, con l’ecologia di L. pneumophila

    STUDIO IN VITRO SUI MECCANISMI PATOGENETICI ASSOCIATI ALLA VIRULENZA DI LEGIONELLA PNEUMOPHILA

    No full text
    Obiettivo. Comprendere i meccanismi di virulenza di Legionella pneumophila nei confronti dell’ospite attraverso lo studio delle interazioni tra Legionella e macrofagi umani.Materiali e metodi. Per lo studio sono stati testati ceppi di Legionella pneumophila appartenenti al sierogruppo 1, ceppo altamente virulento responsabile di un caso clinico, e ai sierogruppi 6 e 9, confrontati con il ceppo di riferimento Philadelphia 1 (ATCC 33152) e saggiati su cellule macrofagiche umane in linea continua (U937). Sono state studiate l’attività citotossica, misurata come sopravvivenza fino a 72 ore dei macrofagi dopo contatto con Legionella a diverse concentrazioni (MOI); l’attività citopatogena, valutata come vitalità macrofagica dopo l’esposizione a Legionella per 2 ore; la crescita/sopravvivenza di Legionella nelle cellule ospiti e infine la produzione di citochine.Risultati. Nei tests di citotossicità la sopravvivenza dei macrofagi si modificava solo dopo 48 ore e alla MOI 1:1 dopo 72 ore il sierogruppo 1 si associava ad una significativa minore sopravvivenza delle U937 (35% vs 65%-76% degli altri sierogruppi) (p<0.05). Un comportamento analogo si è evidenziato per l’attività citopatogena alla MOI 10:1. I dati di crescita intramacrofagica suggerivano una maggior capacità del sierogruppo 1 ad entrare nel macrofago: dopo 2 ore le legionelle erano da 2 a 4 volte più concentrate rispetto agli altri ceppi. Il sierogruppo 9 invece manifestava una crescita più elevata solo dopo 48 ore.Discussione. I dati preliminari dello studio sembrano confermare che ceppi appartenenti a diversi sierogruppi di Legionella pneumophila possono avere caratteristiche di virulenza differenti, in grado di spiegare una diversa capacità di dare malattia. In particolare, il sierogruppo 1 manifestava una più rapida crescita intracellulare e una maggiore attività citotossica e citopatogena. Il sierogruppo 9 invece, più raramente coinvolto nella comparsa di malattia, pur crescendo attivamente nelle cellule macrofagiche, non era in grado di causarne la distruzione

    Hospital-acquired Legionella infections: an update on the procedures for controlling environmental contamination

    No full text
    The waterborne healthcare-associated infections are mainly sustained by Legionella and Pseudomonas spp. Various water factors and plumbing characteristics, and the interaction with other water microorganisms are considered to be predictive of Legionella contamination. It is therefore mandatory to organize plans of surveillance, prevention and control in order to avoid disease appearance in immunosuppressed patients, with higher risk of death. Guidelines for the prevention of Legionnaires' disease have been published, benefiting those who face this problem, but definitive standardized solutions do not exist yet. Here we describe fifteen years of activity, during which our study group gathered interesting data on the control of Legionella contamination. Water disinfection is not generally sufficient to control the risk of infection, but a complex water safety plan should be developed, including system maintenance, training of staff and implementation of a clinical surveillance system aimed at early detection of cases. Concerning the control measures, we evaluated the effectiveness of different treatments suggested to reduce Legionella spp contamination, comparing our results with the current literature data. The performance ranking was highest for the filter, followed by boilers at high temperature, monochloramine and, at a lower level, chlorine dioxide; the effectiveness of hyperchlorination was limited, and thermal shock was even more ineffective

    LEGIONELLA PNEUMOPHILA COME PATOGENO EMERGENTE IN SANITA’ PUBBLICA: NUOVE PROSPETTIVE PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO

    No full text
    Nell’ambito dello studio multicentrico sulle legionellosi in Italia, è stata avviata una ricerca sui meccanismi di interazione tra Legionella pneumophila ed ospite, al fine di individuare quali caratteristiche del germe consentono di indurre o meno l’infezione e la progressione verso la malattia.I dati epidemiologici raccolti in cinque anni di attività suggeriscono la netta prevalenza del sierogruppo 1 come agente responsabile dei casi, nonostante che questo rappresenti una minoranza degli isolati ambientali, mentre altri sierogruppi, più frequenti nell’ambiente, raramente si associano alla malattia. La nostra ipotesi di lavoro è che all’interno della specie pneumophila i diversi sierogruppi possano avere caratteristiche di virulenza diverse, tali da spiegare la differenza nella capacità di dare infezione/malattia.Nella fase iniziale del nostro studio vengono utilizzati modelli sperimentali di crescita/sopravvivenza di Legionella in macrofagi umani in linea continua per verificar la capacità citotossica del germe e l’interferenza con l’immunocompetenza del macrofago. L’aspetto innovativo della nostra ricerca riguarda il confronto tra ceppi di L. pneumophila a diversa virulenza e differente distribuzione clinico/ambientale.I risultati preliminari dei test di citotossicità condotti con legionelle e macrofagi in rapporto pari a 10:1 per un periodo di incubazione di 24 ore dimostrano che L. pneumophila sierogruppo 1 è in grado di uccidere una percentuale di macrofagi significativamente più elevata di altri sierogruppi di provenienza ambientale.Sono tuttora in corso gli esperimenti per valutare eventuali differenze nella replicazione intramacrofagica di diversi ceppi L. pneumophila assumendo come ceppo di riferimento L. pneumophila Philadelphia 1

    Rischio infettivo associato all'acqua potabile. Parte II: il problema legionellosi.

    No full text
    La diffusa presenza di Legionella nelle strutture pubbliche e private italiane e il rischio di malattia connesso è un problema emergente nell'ambito della Sanità Pubblica che richiede una speciale attenzione, anche perchè è possibile prevenirlo, ma solo attraverso la stretta collaborazione tra le diverse figure professionali coinvolt
    corecore