87,504 research outputs found

    Civitanova del Sannio: il monastero di Iumento Albo

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    L'articolo illustra i risultati delle ricerche archeologiche condotte presso il sito monastico di San Benedetto de Iumento Albo a Civitanova del Sannio, negli anni 2014-2017. Nello specifico, il contributo focalizza l'attenzione sulle ricerche effettuate all'interno della chiesa abbaziale e nella zona ad essa prospiciente

    Lingua e letteratura nel contesto dell'emigrazione italiana : alcune riflessioni

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    Uno studio della produzione letteraria nata all’interno della complessa e stratificata esperienza dell’emigrazione italiana richiede un’ampia riconsiderazione di una cultura segnata non solo da una “doppia assenza” (Sayad), ma da continui processi di adattamento e trasformazione che toccano profondamente l’identità personale e collettiva. Dietro la spesso trascurata produzione letteraria (sia quella “istituzionale” che quella “privata” delle più varie testimonianze memorialistiche) agisce una variegata e pluridecennale vicenda di metamorfosi linguistica, che rielabora autonomamente e in senso “non nazionale” aspetti della tradizione italiana

    Collaborative dishonesty

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    Replication package of the paper "Trust and Trustworthiness in the Villain’s Dilemma: Collaborative Dishonesty with Conflicting Incentives?", conditionally accepted on Experimental Economics. Paper authors: Andrighetto G., Angelovski A., Di Cagno D., Marazzi F., Szekely A

    La naissance d’une capitale éditoriale dans l’Europe postrévolutionnaire? Transformations et permanences du champ éditorial milanais (1790-1830)

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    How did publishing contribute to the construction of a city’s image and power at a time of political and social transition? This is the question addressed in this special issue, which focuses on Milan between the end of the 18th century and the first half of the 19th. A small city on the borders of the Habsburgs Empire, Milan experienced spectacular growth from 1796 onwards. It quickly became the most significant editorial centre on the peninsula. The contributions gathered here endeavour to develop a collective reflection on changes in professional practices and their impact on the construction of the city’s role in Napoleonic Europe. Beyond this case study, these pages look more broadly at the impact of cultural policies in legitimising the new regime and redefining the cultural geographies that result from it.Comment l’édition participe-t-elle à la construction de l’image et de la puissance d’une ville dans un moment de transition politique et sociale ? C’est à cette question que souhaite s’intéresser ce dossier, consacré à l’étude du cas milanais entre la fin du XVIIIe siècle et la première moitié du XIXe siècle. Aux marges du système absolutiste des Habsbourg, Milan connaît, à partir de l’invasion française en 1796, un essor spectaculaire et devient rapidement le centre éditorial le plus significatif de la péninsule. Les contributions ici rassemblées s’efforcent de développer une réflexion collective sur les évolutions des pratiques professionnelles et leur impact sur le rôle de cette ville dans l’Europe napoléonienne. Dès lors, au-delà du cas d’étude pris en examen, ces pages interrogent plus largement l’impact des politiques culturelles sur la légitimation du nouveau régime et la redéfinition des géographies culturelles qui en découlent

    Pastorali americane : da Poggioli a Giovannitti

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    Nel 1957 Renato Poggioli pubblica sull’“Harvard Library Bullettin” The Oaten Flute, un colto attraversamento della tradizione pastorale, vista comparatisticamente come uno dei codici fondanti del linguaggio letterario europeo, poetico e non solo. Si tratta della cellula genetica di un lavoro che vedrà la luce solo postumo, nel quale si spazia da Teocrito a Tolstoj passando dal Paradiso terrestre della Commedia. Una ricognizione formale, tematica, psicologica, ideologica, in linea con gli interessi coevi di altri studiosi a lui vicini quali Spitzer, Salinas, Brooks. Ma sulla East Coast, al di fuori dalle torri d’avorio e “d’avena” dell’atlantismo postbellico, da quasi mezzo secolo il popolo dell’emigrazione italiana si riconosceva in un altro, singolare, esperimento di recupero bucolico, la livida invettiva di Nenia sannita (1909), di Arturo Giovannitti, che in entrambe le sue versioni (italiana e inglese) aveva proposto con forza una lettura “proletaria” del topos arcadico. Accomunati dalla militanza antifascista nella Mazzini Society, Giovannitti e Poggioli incarnano due modalità diverse di neo-pastorale americana. Il dotto harvardiano non a caso rivaluta una tradizione di otium, ad uso e consumo della civitas accademica e di un’affluent society suburbana. Il suo silenzio nei confronti della ballata “meridionalista” del bardo dell’emigrazione italiana è il chiaro segno di una precisa volontà di chiusura socio-culturale nei confronti di una cultura letteraria non laureata
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