3,170 research outputs found

    “Halte-là la musique / par ici les chansons”. André Salmon sur les airs de son époque

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    This article has two parts. In the first, Jacqueline Gojard studies the privileged relationship between poetry and song in the life and work of André Salmon (1881-1969). In the second, Alessandro Maras analyses the relationship between this poet and art music. Although he lived in a time of great musical revolutions, Salmon seems to have had nothing to do with the world of Stravinsky and Debussy, thus confirming and making explicit the attitude of many artists and poets in the context of the aesthetic paradigm shift between the nineteenth and twentieth centuries

    Rubare uno scatto. Il «surrealismo musicale» di Francis Poulenc

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    Riflessioni sul citazionismo musicale di F. Poulenc e suoi rapporti con le coeve correnti del surrealismo e del neoclassicismo

    Apollinaire, les musiciens et la musique

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    La relation de Guillaume Apollinaire à la musique était complexe et contradictoire. La peinture cubiste étant devenue la principale préoccupation des jeunes écrivains post-symbolistes, on n'en trouve que de rares traces dans ses écrits. On lui doit néanmoins un livret de comédie lyrique, une collaboration fructueuse avec Alberto Savinio et des poèmes dans lesquels la musique résonne. Cet ouvrage tente d'explorer les chemins empruntés par le poète qui l'ont conduit à rencontrer la musique de Richard Wagner, le café-concert ou encore Erik Satie, et d'interroger l'héritage que ces rencontres nous ont laissé

    La musica corale nel Ventennio. Convergenze e intersezioni fra pedagogia, musicologia e musica d’arte

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    Molte volte è stato sottolineato come nel progetto totalitario fascista, inteso a creare un “uomo nuovo”, la musica corale abbia avuto un ruolo di non secondaria importanza (cfr. ad es. Gentile 1993, Tarquini 20162, Bernhard e Klinkhammer 2017). Inserito dalla riforma Gentile (1923) fra gli insegnamenti obbligatori delle scuole elementari, della scuola secondaria di primo grado, e dei corsi degli istituti magistrali, la pratica del canto corale venne introdotta anche nell’ambito dell’Opera Nazionale Balilla, dell’Opera Nazionale del Dopolavoro, e nelle molteplici manifestazioni pubbliche del regime (cfr. ad es. De Felice 1974; Scalfaro 2014). Pur non essendo questa la sede adeguata per ripercorrere e valutare il decorso dell’insegnamento della polifonia vocale nelle scuole e accademie italiane in quest’epoca, né la sua funzione educativa – o meglio “rieducativa” in senso fascista – all’interno delle “Opere nazionali”, si può nondimeno affermare che il suo impatto sulla cultura italiana non è stato minimo. Circoscrivendo il campo d’indagine, ciò che si vuole mettere in luce attraverso la presente ricerca è il ruolo giocato da questa rinnovata attenzione pedagogica, socio-culturale e politica verso il canto corale all’interno dei contemporanei discorsi musicologici e della pratica compositiva d’arte; e nell’evidenziare quali siano state le interazioni fra pedagogia, teoria e pratica della musica – e quale ne sia stata l’eventuale portata. Attraverso questa breve indagine potranno scaturire ulteriori percorsi di ricerca non solo in prospettiva storiografica ma anche all’interno dell’odierna riflessione sulle intersezioni fra musicologia, composizione colta e pedagogia musicale

    Intersezioni geosemantiche fra classico e neoclassico: la furlana

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    In the piano suite Le Tombeau de Couperin, composed in the years of the Great War, Ravel inserts a “furlana” (or “forlane”), an ancient Renaissance dance of Friulian origin, little known and little diffused both at the time and during the previous three hundred years. Paradoxically, this dance (as well as the other five movements of the suite) serves as an epicedium for the French dead of the war. The nationalist spirit in contrast with the foreign origin of the dance set in motion a dynamic that, inserted within a broader reflection on furlana (understood as dance tout court), raises questions about the re-semantization of music depending on the socio-cultural variables that characterize the era and the mentality in which it is produced. More specifically, the Tombeau de Couperin era, the dawn of twentieth-century musical Neoclassicism, coincides with a profound and complex meditation on “classical materials” - melodies, rhythms, pieces - and on the possibilities of re-elaboration and masking not only of the compositional tradition - in a technical and structural sense - but also of the semantic values of the musical past

    Stravinskij a Roma (1915-1945). L’immagine del compositore e delle sue musiche nella pubblicistica romana coeva

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    È possibile chiedersi con quali modalità la stampa periodica della Terza Roma, e in particolare della Roma fascista, abbia modellato l’immagine di Stravinskij e delle sue musiche, e in quali termini abbia influenzato l’esecuzione e il pubblico – o ne sia stata a sua volta condizionata – inserendo quest’immagine in un tessuto socio-culturale che, nel trentennio precedente la definitiva esplosione delle musiche stravinskiane a Roma, promuoveva senza soluzione di continuità il tardo-Verismo di Mascagni, il sinfonismo post-impressionista di Respighi e il modernismo di Casella

    "Musica clandestina": i concerti per ottone di Nino Rota

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    I concerti per ottone e orchestra di Nino Rota (Concerto per trombone e orchestra, 1966; Ballata “Castel del Monte” per corno e orchestra, 1974) rientrano perfettamente nella definizione che Fedele d'Amico diede della musica di Rota: musica clandestina. Sono rivolti a quella parte di pubblico che non aderisce alle istanze ideologiche-musicali del secondo Novecento (un uditorio clandestino), e sono composti in uno stile accessibile e per nulla rivoluzionario (ossia pienamente neoclassico). Ciononostante nella loro scrittura appare chiaro uno stretto collegamento fra l'idea compositiva di Rota e due concetti fondamentali della sua contemporaneità. L'esplorazione del timbro e delle capacità tecniche di uno strumento tanto antico quanto poco sfruttato in ambito solistico, è l'ambito in cui si muove il Concerto per trombone; il rapporto intermediale fra narrazione, immagine e musica, oltre che con una delle grandi passioni di Rota, l'esoterismo, è invece il fulcro della Ballata per corno “Castel del Monte”

    William Molard

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    Biografia enciclopedic

    Verisme musical

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    Voce enciclopedica sul Verismo in musica, in rapporto al pensiero di Guillaume Apollinair

    Edgar Varèse

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    Biografia enciclopedic
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