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Il cibo dei morti. Questue e figure dell’alterità in Sardegna
Le questue infantili, pressoché scomparse in tutte le regioni euromediterranee, sono ancora diffuse in numerosi centri della Sardegna. L’1 e il 2 novembre, il 31 dicembre e il 16 gennaio è possibile osservare gruppi di bambini che, in orari definiti e con formule consuetudinarie, questuano nelle case alla ricerca di doni, e segnatamente denaro e beni alimentari. Il cibo, tra gli altri simboli rituali, è il tratto costante che meglio connota tali questue, a prescindere dai cambiamenti occorsi negli ultimi decenni che hanno introdotto, di fianco all’offerta di pani, dolci, frutta e frutta secca, la dazione di soldi, giocattoli, materiale scolastico, caramelle. Se si considera, come è noto, che i bambini costituiscono simbolicamente i vicari dei defunti – in Sardegna, peraltro, questa concezione è ancora vitale –, nonché la collocazione temporale delle questue infantili, s’intuisce l’importanza e la dimensione sacralizzante del cibo nella mediazione tra offerenti e riceventi. La sacralità degli alimenti emerge ancor più chiaramente in una tipologia di questua invalsa l’1 novembre in alcune comunità della Sardegna centrale, in cui a questuare sono i chierichetti. Il cibo rientra in una complessa fenomenologia di dono e controdono, in cui a fruire delle offerte non sono esclusivamente i bambini questuanti – come accade nella maggior parte delle altre questue documentate – ma l’intera collettività
Cibo e banchetto rituale nella festa della Beata Vergine del Miracolo di Lula
Sul consumo di alimenti nell’ambito delle feste campestri si tenta di ragionare nel contributo, assumendo a caso emblematico i festeggiamenti che annualmente si rinnovano a Lula, centro rurale in provincia di Nuoro, in onore della Madonna del Miracolo. La costruzione del santuario e l’istituzione della festa sono relativamente recenti (1899) e ciò consente di documentare più agevolmente sensi e funzioni di un tipo di occorrenze cerimoniali diffuse in tutta l’isola, che presentano un iter rituale pressoché analogo e che rimandano a un simbolismo rituale proprio di una società tradizionale di tipo agropastorale. L’esempio preso in esame consentirà di rilevare, inoltre, quando e in che misura la festa è cambiata, come si sono modificate le istanze dei priorati che si sono alternati negli ultimi decenni e quali sono le esigenze dei fedeli che venerano con profonda devozione la Madonna del Miracolo
Introduzione
La cultura del cibo investe un' ampia dimensione simbolica che, radicandosi nella storia lunga dei territori e delle civiltà che li hanno abitati, si riverbera nelle concezioni e nelle pratiche legate a certi alimenti e allo stesso atto del mangiare inteso come momento di condivisione rituale di un momento fondante la socialità e la stessa comunità. Tutto questo è ben visibile in ambito festivo. Nelle feste, infatti, universo simbolico e universo sociale si presentano strettamente correlati. I simboli del sacro alludono al vario modo in cui le comunità rappresentano se stesse, i loro valori, le loro interne gerarchie
L’arcipelago rurale: processi di riattivazione e rigenerazione nelle aree interne e montane
The article intends to analyse, through ethnographic investigation, the rural, inland and
mountainous territories of Sardinia, focusing on two case studies: Mamoiada, which actively
responds to the idea of regeneration and reactivation of its own territory by making use of
its identities and cultural heritage; Lula, which has attracted the attention of universities and
research centers that aim to investigate gravitational waves in the area: a project that could
reverse the economic and socio-cultural situation of the small town but at today it has not yet
developed an idea of relaunching its territor
Paesi montani: quale rinascita per le aree interne e rurali?
Il contributo si propone di riflettere su uno specifico caso di studio: Lula, paese montano, interno e rurale della provincia di Nuoro. Sino ai primi anni 2000, Lula è stata interessata da frequenti fenomeni di criminalità, e ad oggi non ha attivato nessun processo di rilancio del territorio e di inversione di tendenza allo spopolamento e all’abbandono né progetti di riattivazione comunitaria. Vive in una sorta di torpore e apatia che scompaiono apparentemente e provvisoriamente nei momenti di aggregazione festiva e di solidarietà sociale. Negli ultimi anni, grazie alle sue miniere, Lula ha attirato l’attenzione di Università e centri di ricerca che si pongono l’obiettivo di studiare nel territorio le onde gravitazionali: un progetto internazionale, l’Einstein Telescope, che se dovesse essere assegnato a Lula potrebbe invertire la situazione socioculturale e politico-economica del piccolo paese del Nuorese. Il caso proposto è interessante e paradigmatico della condizione di numerosi altri paesi montani, interni e rurali dell’isola. I comuni che hanno promosso negli ultimi decenni progetti di rilancio a lungo termine sono pochi e le iniziative si sono dimostrate molto spesso effimere, poco efficaci e soprattutto poco rispondenti all’idea di inversione del trend di spopolamento e di marginalità socioeconomica che in modo più o meno marcato colpisce i paesi sard
La fiera dell'ospitalità e delle vanità. La festa novenaria di san Francesco di Lula
L'articolo descrive la festa novenaria di san Francesco di Lula, una delle maggiori occorrenze festive della Sardegna. In particolare, sono indagate le fasi più importanti della ricorrenza: l'elezione del priore, il pellegrinaggio, la dimensione equestre dell'8 maggio, S'arbore
Questua, sacrificio e banchetto rituale nelle feste campestri della Sardegna
The begging of money, food and livestock, the sacrifice of the latter and the collective banquet are still today among the most important ritual actions of the Sardinian rural festivals. Through the description and analysis of some case studies, the contribution aims to investigate the importance of food in the festive sphere. In fact, during the banquet, relations and hierarchies are created and renewed, abundance and consumption are exalted, membership of community and community worship is reiterated. In essence, food becomes an important and inescapable tool for social communication
La montagna: miti, simboli, immagini, storie, culture
In occasione del Convegno internazionale di studi “La montagna: miti, simboli, immagini, storie, culture”, tenutosi a Geraci Siculo nei giorni 29 settembre-1 ottobre 2022, studiosi e ricercatori di diversa provenienza e formazione si sono ritrovati a riflettere sul caleidoscopio montano confrontandosi su un tema quanto mai attuale e provando a restituire i multiformi aspetti che connotano tempi e spazi delle culture di montagna. Quest’ultima continua a configurarsi quale luogo “altro” in cui, con maggiore evidenza, comunità e gruppi umani hanno sperimentato/elaborato strategie e posizionamenti di lunga durata testimoniati dal ricchissimo e variegato patrimonio di miti, riti, saperi, immaginari, pratiche ergologiche, ecc. che proprio nella montagna trovano ancora un modello culturale imprescindibil
Transhumance in the Time of UNESCO: Political Narratives, Rhetorical Representations, Enhancement Practices
In recent years, there has been a resurgence of tourist and economic interest in transhumance in Sardinia and more generally Italy. Previously viewed as a hindrance to sheep farming development and associated with isolation, sacrifice, and uncertainty for the people involved, transhumance is now being reconsidered. This study aims to explore the impact of this renewed attention by examining the new transhumance routes, identifying its advocates, and understanding why pastoral mobility was once deemed as a sign of cultural backwardness but is now celebrated as a heritage object and identity trait. The paper also investigates how transhumance has been integrated into territorial marketing efforts, often through rhetorical appeals to pastoral identity and authenticity and nostalgic and poetical depictions of a mythologized past. In fact, the emotional peak following UNESCO’s recognition of transhumance as intangible heritage is not the sole driver of this trend, as Sardinia has been focusing on the heritage value of pastoral mobility since the early 2000s. This paper emphasizes the role that rural space and landscape revaluation, sustainable tourism promotion, new pastoralism models, and local agri-food production revitalization play in driving this shift, aligning with current environmental and cultural heritage conservation and enhancement policies
La Settimana Santa in Sardegna: alcuni casi di studio
La Settimana Santa rappresenta uno dei periodi festivi più importanti, attesi e partecipati dei calendari cerimoniali sardi. I riti pasquali, e la varietà delle loro forme espressive, ancora oggi registrano il coinvolgimento dei diversi strati delle popolazioni che nel rinnovare le manifestazioni della morte e resurrezione di Cristo, rinnovano il proprio senso di appartenenza e le proprie identità. Nonostante le trasformazioni economiche e i cambiamenti socioculturali intervenuti negli ultimi decenni, e al di là dei differenti significati che possono assumere e possono essere attribuiti ad alcune pratiche rituali, continuano a tramandarsi e a ripetersi riti e simboli di origine remota, che permettono all’individuo di rispondere alle crisi esistenziali e di orientare il suo “essere nel mondo”. Attraverso l'analisi di alcuni contesti, si tenterà di chiarire dunque come la resurrezione di Cristo si carichi, in ambito folklorico, di un valore segnico che trascende il significato liturgico, rappresentando con la sua vicenda di morte e rinascita il trionfo delle forze del cosmos sul caos, la rinascita del tempo e della vita, l’affermazione del bene sul male.Holy Week represents one of the most important, expected and participated in the Sardinian ceremonial calendars. The Easter rites, and the variety of their expressive forms, still today record the involvement of the different layers of the populations who, in renewing the manifestations of Christ's death and resurrection, renew their sense of belonging and their own identities. Despite the economic transformations and socio-cultural changes that have occurred in recent decades, and beyond the different meanings that can take on and can be attributed to some ritual practices, rites and symbols of remote origin continue to be handed down and repeated, allowing the individual to respond to existential crises and to guide his "being in the world". Through the analysis of some contexts, we will try to clarify how the resurrection of Christ is charged, in the folkloric context, with a sign value that transcends the liturgical meaning, representing with its story of death and rebirth the triumph of the forces of the cosmos. on chaos, the rebirth of time and life, the affirmation of good over evil
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