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    The dimensional analysis of the bricks. The case study of Lucera between the thirteenth and fourteenth century

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    In a project aimed to the historic reconstruction of the medieval landscape of Capitanata, particularly of fortified sites, the swabian – angevin fortification of Lucera was the subject of targeted archaeological investigation in order to identify the material parameters present in the walls. This investigation allowed to outline the production dynamics, in relation to the resources of 'landscape', the design choices, and the social and cultural implications of the building work organization. The dimensional analysis carried out on the brick buildings in the center of Lucera has contributed to identify the role that the Angevin fortification may have played in the development of reactivated clay cycle. It also helped to focus on typical relationship between dimensional features and production, circulation and use of bricks, starting from to late middle age to early modern age

    Il ciclo edilizio dell’argilla a Lucera tra XIII e XIV secolo attraverso l’analisi mensiocronologica dei laterizi

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    A building complex encompasses a variety of specific parameters, investigated by different languages and methodologies, which are often a more immediate expression of the economy, the society changes, and territorial mobility, both human and material. In a project aimed to the historic reconstruction of the medieval landscape of Capitanata, particularly of fortified sites, the swabian – angevin fortification of Lucera was the subject of targeted archaeological investigation in order to identify the material parameters present in the walls. This investigation allowed to outline the production dynamics, in relation to the resources of 'landscape', the design choices, and the social and cultural implications of the building work organization. For instance, the brick construction of most part of the fortified walls of angevin – lucerin complex has promoted the observation of the dynamics of exploitation of the clay as a building resource, highlighting how the brick plays a pivotal role in urban building in Lucera from the second half of the thirteenth century up to date. The dimensional analysis carried out on the brick buildings in the center of Lucera has contributed to identify the role that the Angevin fortification may have played in the development of reactivated clay cycle. It also helped to focus on typical relationship between dimensional features and production, circulation and use of bricks, starting from to late middle age to early modern age

    L’archeografia delle architetture: modelli e percorsi per la progettazione concettuale dell’ArchiDb

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    The complex nature of building construction and the dual nature of architectures (between appearance and function) led to limited methods of analysis: the study of surfaces has been privileged towards the three-dimensional body and synthesis prevailed over chronology. Developments in Archeology of Architectures have now demonstrated the need for a multidisciplinary approach, with interpretative tools fit for different kind of data. We propose the design of an archiving system for the archeological and architectural record, based on multi-scale organization of constructive entities. The basis of the system is the hierarchical model of the Reference Unit (RU) of G. Brogiolo, expanded in several aspects. The construction bodies are grouped in four groups depending by construction’s complexities: Spatial-Functional Unity, Structural Unity, Stratigraphic Unit and Attribute Elements. The system design aims to make data management and content repository easy and effective, suitable for simple and complex queries and capable to fit the complexity of building techniques

    La fortezza di Lucera: un cantiere tra svevi e angioini, attraverso un sistema integrato di fonti. Il contributo archeologico delle fonti indirette

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    Negli ultimi decenni l’ampliamento del campo di osservazione a tutti quei sistemi di informazione che possono allargare la domanda storica ha comportato la dilatazione del concetto di ‘fonte archeologica’. Un ‘organismo edilizio’ racchiude in sé una varietà di indicatori specifici, indagabili attraverso distinti linguaggi e metodologie, che costituiscono spesso una delle più immediate espressioni dell’economia, delle trasformazioni sociali e della mobilità, umana e materiale, a livello territoriale. Nell’ambito di un progetto finalizzato alla ricostruzione storica del paesaggio ‘globale’ medievale della Capitanata e rivolto in particolare all’analisi dei siti fortificati, in quanto luoghi privilegiati da cui osservare i processi di trasformazione insediativa e da cui indagare le basi economiche della vita sociale, il complesso fortificato svevo-angioino di Lucera (FG) è stato oggetto di mirate indagini archeologiche finalizzate ad individuare gli indicatori materiali presenti nelle murature. La costruzione in laterizio di gran parte della cinta fortificata angioina del complesso lucerino ha promosso l’osservazione, attraverso il metodo della mensioconologia, delle dinamiche di sfruttamento dell’argilla quale risorsa edilizia nel centro di Lucera. Si è posto in evidenza come il mattone a partire dalla seconda metà del XIII secolo, proprio con la costruzione della fortificazione angioina, sembri assumere fino ad età moderna. La ricca disponibilità di fonti indirette tratte dai Registri della Cancelleria angioina in relazione al cantiere della fortificazione lucerina, una serie documentaria (384 documenti) riferibile ad un preciso arco cronologico (1269-1284) e relativa alle decisioni, ai modi e ai ruoli del costruire, ha tuttavia ampliato lo spettro multidisciplinare della ricerca e contribuito a porre in connessione i dati statistici relativi alla produzione dei mattoni nel XIII secolo con le probabili maestranze preposte alla fabbricazione. La pluralità di fonti, che connota l’architettura medievale, consente di identificare differenti elementi e di porli in relazione, individuando un percorso privilegiato per una ricostruzione dell’intero ciclo economico dell’edilizia, dallo sfruttamento delle risorse alla diffusione delle tecniche. A tal fine il comparto territoriale prescelto sta progressivamente rivelando un potenziale osservatorio privilegiato per innescare un rinnovamento negli studi sulla edilizia storica in Italia meridionale

    Ricerche archeologiche sulle architetture di Capitanata: dalla fase analitica alla ricostruzione degli edifici, dei cantieri e dei contesti produttivi e sociali

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    Il contributo presenta l’approfondimento e l’ampliamento delle ricerche archeologiche sulle architetture della Capitanata medievale, prevalentemente incentrate sul sito di Montecorvino, ma di recente estese anche ad altre località dei Monti Dauni (Volturara, Pietramontecorvino) e del Gargano (Rignano, Vico) congiuntamente a riflessioni sull’organizzazione, la composizione dei cantieri e sulle caratteristiche del contesto produttivo e sociale di riferimento. Si presenta in particolare un breve aggiornamento relativo all’analisi ricostruttiva della torre di Montecorvino, dall’utilizzo di nuovi supporti schedografici relativi alle unità relazionali delle architetture ai dati di una mirata campagna di rilievo dell’edificio, illustrando i risultati di un’ipotesi ricostruttiva dell’articolazione degli spazi costruiti attraverso la rappresentazione di un modello tridimensionale dell’edificio. Viene illustrata inoltre l’impostazione del lavoro di analisi puntuale delle tracce di lavorazione e di degrado delle superfici dei materiali lapidei condotto sul complesso episcopale della stessa Montecorvino e la relativa ricostruzione dello strumentario adoperato; l’esito della ricerca viene poi discusso anche in rapporto alle ipotesi di sequenza stratigrafica già proposta in altre sedi per il complesso edilizio
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