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    Ideations of the Body. Neurosciences and Theory of Society

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    Surprisingly, today it is the natural sciences that offer convincing perspectives of critical theory in the study of the relationship between individual and society. In particular, as we have already seen, the neurosciences have introduced highly significant new information regarding the relationship between body, mind and the environment of the human being. Revealing that the body has a natural physiological predisposition to cooperate and share with others, for some time now developments in neurobiology have paved the way for a series of interesting implications in very diversified fields of research, including sociology. There is little doubt now about the fact that the integrity of the mechanisms of emotion and feelings is necessary for human behaviour that conforms with ethics and laws, or that the codification of the various rules expressed by society would not have been possible if there were not a natural penchant for this on the level of emotions and feelings. Furthermore, a world without the emotions of fondness, attachment, compassion, embarrassment and other social emotions would be entirely inconceivable. This orientation of scientific research certainly cannot be overlooked. Starting with Darwin’s theory of evolution, continuing with Mendel’s study of genetics and going on to the most recent experimental studies on emotion and those on the bíos as a mathematical-ideational space, it has been possible to underscore the cognitive value of emotions, along with the undeniable fact that the most archaic physiological mechanisms harmoniously regulate the relationship of the individual body-brain-mind but also social relations

    Costruttivismo e teoria della società. Procedendo sulla scia di Niklas Luhmann

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    Esiste una realtà oggettiva? E se esiste, in che modo ne facciamo esperienza? Il costruttivismo risponde a questi interrogativi a partire dalla seguente constatazione empirica: tra l’esperienza di osservazione e la realtà come tale non può esservi corrispondenza, poiché è lo stesso osservatore che la costruisce – la inventa – nelle diverse circostanze. L’impostazione costruttivista, dunque, non nega l’esistenza reale del mondo esterno (anche perché, se così fosse, si ritroverebbe annichilita di fronte al problema di giustificare la propria stessa esistenza), piuttosto si limita ad aderire a una visione piuttosto scettica rispetto alla quale l’unico mondo che è possibile conoscere è dato della stessa esperienza di osservazione. La riflessione dello studioso tedesco Niklas Luhmann si inserisce proprio all’interno di queste spinose problematiche epistemologiche verso cui convergono differenti ambiti di indagine scientifica (biologia, neurofisiologia, termodinamica, scienze cognitive, teoria dell’informazione, cibernetica di secondo ordine, teoria dell’evoluzione, scienze dell’educazione e della formazione e altro ancora), sviluppandone ulteriormente la portata nel quadro di una prospettiva genuinamente sociologica. Questo libro intende ripercorrere i passaggi topici della realizzazione del progetto luhmanniano di una teoria sistemico-costruttivista della società, e ciò nel tentativo di far emergere, da questo percorso indubbiamente complesso, problemi inediti e stimolanti – o quantomeno, più modestamente, facendo affiorare certe idee del passato sotto una luce nuova

    LA SOCIETA' DELLA SOCIETA'

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    Al centro della riflessione di questo studio vi è il mutamento del rapporto individuo-società nello scenario storico ed evolutivo che segna il passaggio dalle società tradizionali alla società iper-complessa e globalizzata di oggi, con particolare riguardo a ciò che tale mutamento ha implicato nel passato, implica nel presente e - nella prospettiva delle principali autodescrizioni del moderno, nonché dei più recenti sviluppi in ambito (bio) tecnologico, finanziario e comunicativo in genere - potrebbe implicare nel prossimo futuro per la memoria e per le sue possibili forme di elaborazione sul piano dell'esperienza individuale. Succede allora che in un'epoca in cui rischio, complessità e contingenza diffondono tutto il loro straordinario potenziale nel cuore dell'ambiente umano, emerge e si fa intraprendente un'ipotesi evolutiva autoimplicativa e costruttivista la quale, assumendo la forma della vita intesa come memoria bio-psichica - la distinzione originaria vita/non vita - capovolge radicalmente il senso della modernità

    Le radici culturali del disagio contemporaneo

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    Da qualche tempo è in atto un sensibile cambiamento delle forme del disagio individuale. L'aspetto inedito e problematico al tempo stesso sembra essere quello di un vissuto che assume la precarietà esistenziale come fonte principale delle crisi di identità, delle dipendenze compulsive (chimiche e/o digitali) e di tutte le altre ricorrenti sofferenze psico-fisiche. L'idea che viene espressa in questo saggio è che, al di là delle apparenze, l'origine dei problemi del disagio contemporaneo è non solo e non tanto di natura individuale o psicologica, ma più decisamente di carattere socio-culturale. E' dai contesti da cui prende corpo la relazione formativa, dunque, che bisogna ripartire per invertire la tendenza

    EROS E SOCIETA'-MONDO. LUHMANN/MARX FREUD

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    Le idee raccolte in questo saggio si muovono nell'ambito di un'area interdisciplinare di indagine, verso cui vengono fatti convergere orientamenti conoscitivi e di ricerca fra loro alquanto eterogenei: costruttivismo e teoria della società, storia sociale, antropologia e psicoanalisi. In particolare, il quadro concettuale del lavoro si articola su due differenti piani o livelli di analisi; il primo livello, squisitamente sociologico, fa costante riferimento alla teoria neo-funzionalista della società di Niklas Luhmann, mentre il secondo, di matrice storico-antropologica, può essere individuato, almeno in prima approssimazione, in una sintesi concettuale fra alcuni aspetti della della critica dell'economia politica di Karl Marx e della psicoanalisi nella sua versione precipuamente freudiana. E la sfida consiste in questo: tornare a interrogare, attraverso una ricognizione su alcune opere di questi tre protagonisti della cultura moderna, le radici stesse della modernità, e ciò nel tentativo di chiarire meglio se, effettivamente, la crisi della modernità - e con essa la 'crisi del rapporto individuo/società' - è un fatto irreversibile oppure, al contrario, superabile

    IDEAZIONI DEL CORPO. NEUROSCIENZE E TEORIA DELLA SOCIETA'

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    A offrire convincenti prospettive di teoria critica nell’ambito dello studio del rapporto individuo/società oggi sono, sorprendentemente, le scienze naturali. In particolare, dalle neuroscienze provengono novità di grande rilievo per quanto riguarda il rapporto tra corpo, mente e ambiente dell’essere umano. Rivelando la presenza nel corpo di una naturale predisposizione alla cooperazione e alla condivisione con gli altri, già da qualche tempo gli sviluppi della neurobiologia hanno aperto la strada a una serie di interessanti implicazioni in ambiti molto diversificati della ricerca, non ultimo quello sociologico. Vi sono ormai pochi dubbi sul fatto che l’integrità dei meccanismi dell’emozione e del sentimento sia necessaria ai fini di un comportamento umano conforme all’etica e alle leggi; oppure, che non avrebbero potuto aver luogo le codificazioni delle diverse regole espresse nella società se non vi fosse stato un naturale orientamento emozionale e dei sentimenti in tal senso. Inoltre, un mondo senza le emozioni della simpatia, dell’attaccamento, della compassione, dell’imbarazzo e le altre emozioni sociali sarebbe del tutto impensabile. Non si tratta certamente di un orientamento trascurabile della ricerca scientifica. A partire dalla teoria evoluzionista di Darwin, proseguendo con gli studi della genetica di Mendel, fino ad arrivare alle più recenti ricerche sperimentali sulle emozioni e a quelle sul bíos come spazio matematico-ideativo è stato possibile mettere in evidenza il valore cognitivo delle emozioni, nonché il fatto innegabile che i più arcaici meccanismi fisiologi regolano armonicamente la relazione fra corpo-cervello-mente individuale, da un lato, e la socialità, dall’altro
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