122,485 research outputs found

    Progetto di ristrutturazione e riqualificazione di un edificio nel quartiere San Lorenzo a Roma per la realizzazione di un centro diurno per l'accoglienza dei minori migranti

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    Il progetto del nuovo CivicoZero a San Lorenzo, adibito a Centro di accoglienza diurna per minori migranti non accompagnati, è frutto del contratto di ricerca stipulato tra Save the Children Italia Onlus e il Dipartimento di Architettura e Progetto (DiAP) Sapienza università di Roma per "lo studio di adeguamento funzionale e l'assistenza tecnica alla redazione del progetto di ristrutturazione e riqualificazione dei locali situati in via dei Bruzi n. 16 a Roma", Marzo 2018. Responsabile scientifico per il DiAP: prof. arch. Domizia Mandolesi; referente per Save the Children Italia Onlus: dott. Claudio Gatti. Vista la particolarità del tema e la mancanza di servizi di questo tipo nella città di Roma, il progetto che rappresenta un caso pilota, pone in relazione sinergica il tema della riqualificazione urbana con quello dell'accoglienza dei migranti e più in generale delle fasce deboli della popolazione. L'ipotesi di base è che il tema dell'accoglienza possa costituire un'opportunità per riattivare edifici e luoghi abbandonati o sottoutilizzati distribuiti nel tessuto urbano, rappresentando una strategia operativa e un'occasione di grande interesse per la città. Il progetto del nuovo CivicoZero costituisce inoltre un caso esemplare perché dimostra che è possibile vincere il degrado di alcuni quartieri romani unendo spirito di accoglienza, impegno sociale e attenzione per la qualità degli spazi

    Measurements of the Cosmic Background-Radiation Temperature at 6.3 Centimeters

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    New measurements of the cosmic background radiation (CBR) intensity at 4.75 GHz (6.3 cm), made as a part of a large experiment to measure the CBR spectrum between 2.5 and 90 GHz, are reported. The present result, T(CBR) = 2.70 + or - 0.07 K, agrees with, but is substantially more accurate than, that previously reported by Mandolesi et al. (1984). Careful new observations of the emission from the atmosphere and from the Galaxy are also presented and discussed

    The Planck-LFI instrument : Analysis of the 1/f noise and implications for the scanning strategy

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    We study the impact of 1/f noise on the PLANCK Low Frequency Instrument (LFI) observations (Mandolesi et al. 1998) and describe a simple method for removing striping effects from the maps for a number of different scanning strategies. A configuration with an angle between telescope optical axis and spin-axis just less than 90° (namely ≃ 85°) shows good destriping efficiency for all receivers in the focal plane, with residual noise degradation < 1 - 2%. In this configuration, the full sky coverage can be achieved for each channel separately with a 5° spin-axis precession to maintain a constant solar aspect angle

    Operosità di Enrico Mandolesi

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    II Centro Studi del Consiglio Nazionale degli ingegneri ha, come è noto, lo scopo di contribuire alla valorizzazione della professione dell'ingegnere. Nell'ambito di tale attività si è avuto modo di constatare come non sia diffusa, al giorno d'oggi, una conoscenza reale e diretta della complessità e dell'ampiezza dell'attività di un professionista che opera nel campo dell'edilizia e dell'urbanistica: dallo studio ai rapporti con il mondo imprenditoriale, all'attività collegiale con altri colleghi sia sotto il profilo sociale che dell'aggiornamento operativo, con uno sguardo consapevole al ritmo incessante del progresso tecnologico. Si è perciò ritenuto opportuno dar vita ad una ricerca basata sull'analisi di figure significative del XX sec. che hanno operato e operano nel settore dell'edilizia e dell'urbanistica, esplicando una molteplicità di interessi e di esiti esemplari aidiversi livelli delle competenze professionali e culturali. In tal senso si è inteso di iniziare questo tipo di indagine esaminando Ia figura dell'ing. Enrico Mandolesi per la sua ampia e articolata attività. II Mandolesi, infatti, può essere considerato a pieno titolo un esempio paradigmatico di cosa volesse dire essere un ''professionista" nel campo dell'ingegneria edile nel XX secolo: nato nel 1924 (il padre era un ingegnere-imprenditore), laureatosi in ingegneria nel 1947, inizia la sua attività professionale nel 1948 e nello stesso anno inizia anche la carriera universitaria; svolge, da oltre sessant'anni, una ricca ed operosa attività professionale, caratterizzata da motivazioni forti e da una spiccata poliedricità nell'ambito progettuale, della ricerca, e della didattica con esiti significativi, come testimonia la sua nomina nel 2002 a Professore Emerito dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e il suo permanere figura attiva e propositiva ancora oggi. L'aspetto interessante e qualificante della persona/ita del Mandolesi e proprio questa sua poliedricità e vitalità che gli ha consentito di intervenire con coerenza ed equilibrio nei diversi campi dell'attività professionale con apporti che, pur essendo diversificati tra foro, si integrano nel tracciare il ritratto di una figura caratterizzata al tempo stesso in qualita di progettista, ricercatore e docente. Come progettista una visione globale costituisce il filo conduttore della sua attività rivolta tanto all'urbanistica quanto all'architettura. In architettura pone specifica attenzione all'integrazione fra forma e risoluzione costruttiva, all'evoluzione del linguaggio architettonico e alla innovazione tecnologica; in urbanistica svolge una copiosa attività di pianificazione dal territorio alla città. In qualità di ricercatore sin da 1950 focalizza gli studi e le ricerche sull'evoluzione dei sistemi di produzione e dei sistemi costruttivi interessanti l'architettura, con particolare attenzione ai procedimenti costruttivi in rapporto al processo di industrializzazione del settore edilizio. Vera e propria ricerca applicata con la realizzazione di progetti pilota, in piena sintonia con le esigenze del mondo imprenditoriale e istituzionale, soprattutto negli anni della ricostruzione e del boom economico. Come docente dà vita ad una impostazione nuova nell'insegnamento dell'architettura tecnica introducendo "l'analisi dell'organismo architettonico da un punta di vista globale", non esclusivamente tecnico, tanto da influire a livello istituzionale per la creazione di una nuova figura professionale specifica, riconosciuta a livello europeo, di "ingegnere edile-architetto" La presente pubblicazione vuole essere testimonianza dell'operosità del Mandolesi attraverso l’agile strumento della "scheda illustrativa/informativa" che, secondo un'attenta sequenza cronologica, documenta in maniera immediata ed esauriente ogni singola attività: dal progetto alla pubblicazione, dalla ricerca all'insegnamento. Ciò è stato possibile soprattutto per il fatto che il Mandolesi ha conservato una documentazione puntuale ed esauriente della sua attività in un archivio personale che ha gentilmente e di buon grado messo a disposizione per la consultazione. Per meglio comprenderne la figura sono stati considerati separatamente i tre aspetti salienti della sua "operosità"· - la progettazione ai vari livelli; - la ricerca e la pubblicistica finalizzata all'innovazione tecnologica dei sistemi costruttivi; - l'impegno fattivo e continuo nell'università. Ciascuna parte è preceduta da una breve introduzione che ne spiega i contenuti principali e le modalità di presentazione. II tutto senza perdere di vista una visione d'insieme delle valenze culturali, scientifiche, sociali che sono state dal Mandolesi salvaguardate, promosse e sostenute tanto nell'insegnamento quanto nella ricerca applicata: la costante attenzione al binomio ideazione-fattibilità appare come il leit-motiv che percorre tutta la pubblicazione. L'ampiezza del materiale di archivio selezionato ha condotto a suddividere il lavoro in due volumi volutamente denominati "faldoni di archivio" Nel primo faldone è inserita la documentazione relativa all'attività di "progettazione", nel secondo quella relativa alia "ricerca, pubblicazioni, partecipazione" e alla "università" Pertanto la presentazione si artico/a in due parti rispettivamente contenute nel primo e nel secondo faldone. Da un'analisi complessiva della documentazione raccolta nei due faldoni emerge, in sostanza, che quella del Mandolesi e stata un'operazione culturale consapevole, di cui solo oggi all'alba del XXI secolo è possibile coglierne la sostanza. Un'operazione che si spiega solo se si fa riferimento all'atmosfera culturale in cui si è formato. Esponente tipico della generazione dei progettisti italiani laureatisi nell'immediato dopoguerra (anni '40), il Mandolesi ha avuto una formazione globale che ha segnato profondamente il suo percorso professionale. Tale formazione, caratterizzata da una inconsueta flessibilità nel passare dal particolare al generale, dal dettaglio all'intero organismo, dal progetto della sedia alia architettura degli interni, ha avuto modo di dare immediatamente i suoi frutti consentendo al Mandolesi di inserirsi appieno nel clima di entusiasmo e di mobilitazione di tutte le forze attive, che ha caratterizzato il nostro Paese nell'immediato dopoguerra. E' da sottolineare che dall'analisi svolta sull'operosità di Enrico Mandolesi emerge come a partire dall'inizio degli anni '50 si è avuto in Italia un impegno produttivo e realizzativo senza precedenti in tutti i campi dell'attività economico­ sociale, e in particolar modo nel settore edilizio a tutti i livelli (dall'edilizia abitati­ va e civile a quella infrastrutturale, all'urbanistica) che ha portato lo stesso Stato ad avere particolare attenzione peri giovani laureati nel campo dell'ingegneria e dell'architettura, migliorandone l'educazione universitaria, promuovendo iniziative specifiche peri neo laureati (programmi Ina Casa), bandendo concorsi a tutti i livelli e iniziative ministeriali come il Cep, stimolando la promozione da parte di settori industriali, di enti pubblici, di associazioni culturali (ad esempio IN-arch, INU, APAO), non ultima, l'azione motivata degli Ordini Professionali, cosa di cui oggi non si ha un riscontro adeguato. II clima "promozionale" è proseguito anche dopo la ricostruzione, in pieno boom economico, a tutti i livelli e capillarmente in tutte le zone d'Italia, e ha consentito di rendere ampia, aperta, volenterosa e responsabile l'azione tanto dei professionisti maturi, quanta di quelli giovani, stimolando non solo sui piano individuale, con Ia creazione del classico studio professionale caratterizzato dalla targhetta in ottone applicata sulla porta, ma sviluppando oltremodo il lavoro di gruppo, finalizzato ad un saper operare in modo qualificato e motivato, perché bisognava rispondere ad una esigenza del paese. Ed è in questa contesto culturale la chiave per comprendere il contributo dato dal Mandolesi, anche a livello europeo, per una configurazione ancora più chiara e sempre più qualificata dell'attività e delle competenze professionali dell'ingegnere edile: una maggiore completezza operativa, sia a livello tecnologico che culturale, che deve essere espressione di una autonoma e piena capacita di affrontare il costante evo/versi del settore edilizio ai vari livelli di competenze, dalla programmazione alia progettazione sia tipologica che costruttiva. Nel consultare la prima parte del 2° faldone relativo all'attività di "ricerca", alle "pubblicazioni" e alla "partecipazione", si può osservare il percorso evolutivo che ha subito il processo di industrializzazione dell'edilizia. II Mandolesi è infatti passato dall'ideazione di sistemi costruttivi "misti" (prefabbricazione in officina e realizzazione in opera) a livello artigianale (come l'infisso monoblocco pubblicato su “Acier”; gli elementi strutturali unificati in acciaio e, nell'ambito dell'utilizzazione del marmo, la realizzazione di pannelli prefabbricati semipesanti rivestiti in lastre lapidee), alla progettazione programmata di grandi interventi di edilizia economica e popolare sul territorio, basati su una impostazione integrale della progettazione con previsione del passaggio dalla realizzazione in opera ai sistemi di prefabbricazione in officina (C.P.A.). Ha effettuato studi sulla prefabbricazione a "ciclo aperto" dando contributi sui rinnovamento di tecniche tradizionali come ad esempio nel progetto Sinpre; ha sviluppato una indagine sull'utilizzazione di elementi costruttivi prefabbricati in acciaio effettuando interventi sperimentali per conto dell'Italsider a Piombino; ha svolto, per canto della lnso, un'analisi di nuove tipologie edilizie relative a scuole, alberghi, uffici da realizzare con un sistema costruttivo con ossatura in acciaio multipiano. A livello internazionale si è interessato di grandi interventi basati sulla prefabbricazione a livello territoriale, come ad esempio della progettazione per lo sviluppo dell'edilizia scolastica in Iran. Nella sua lunga carriera ha percorso perciò tutto l'area di esperienze dalla costruzione tradizionale razionalizzata all'evoluzione della prefabbricazione, dalla produzione spontanea artigianale ai sistemi a "ciclo chiuso", a quelli basati sul "ciclo aperto" fino a contemplare la maggiore liberta della produzione in "serie analogica" Con tali esperienze vissute sui campo ha svolto studi sistematici riguardanti l'edilizia nei suoi aspetti più complessi, sia a livello programmatico che operativo e tipologico; di questo è testimonianza la nota collana Edilizia (ed. Utet) e in particolare la voce Prefabbricazione sull'Enciclopedia Treccani, di cui e stata autorizzata la pubblicazione in questo volume. Nella seconda parte del faldone, dedicata all'attività costante e qualificata svolta nella "Università" dal 1948 a tutt'oggi, si fa riferimento in particolare all'apprezzamento espresso dal mondo accademico in modo ampio e documentato nel verbale, del Consiglio della Facoltà di lngegneria di Roma "La Sapienza", relativo alla proposta di nomina a professore emerito, ratificata in data 3-10-2002 dal Ministero dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca. A integrazione di tale documentazione vengono effettuati richiami all'intenso lavoro promozionale e organizzativo svolto nell'ambito della conduzione degli impegni direttivi nel contesto delle Facoltà nelle quali ha insegnato, alia spontanea attività complementare svolta da parte del Mandolesi nell'ambito dell'insegnamento e soprattutto al rapporto diretto con gli allievi ottenuto attraverso attività integrative a carattere culturale e conoscitivo. Questo stretto contatto con gli studenti e con i colleghi è testimoniato, a chiusura di questa parte, nella documentata "ultima lezione" del Mandolesi nel 1997 presso la Facoltà di Ingegneria di Roma e nella prosecuzione della sua attività didattica per altri due anni (dal 2003 a/ 2005) presso la Facoltà di Ingegneria dell'Aquila. Anche in questo settore la pubblicazione rappresenta testimonianza di quanta avvenuto nell'ambito dell'insegnamento universitario negli ultimi sessant'anni. Dall'analisi dell'intera documentazione riportata nei due faldoni si evidenzia come la molteplicità degli interessi del Mandolesi abbia coinvolto numerose figure e costituisca una panoramica sugli ultimi sessanta anni del settore edilizio visto ai vari livelli, da quello progettuale a quello della programmazione, dell'insegnamento, della ricerca. Basti pensare all'indice dei nomi riportato in appendice a questo faldone nel quale sono elencati quanti a vario titolo e competenze hanno operato con il Mandolesi nei diversi ambiti di attività. Come ultima cosa, ma non meno importante, nel chiudere questa presentazione occorre sottolineare l'attività di partecipazione del Mandolesi a congressi, convegni e attività di promozione nel settore edilizio e, per quanto riguarda i rapporti con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e con il Centro Studi del CNI, la collaborazione spontanea alia redazione dei quaderni e all'allestimento delle mostre itineranti organizzate negli ultimi anni, e in particolare la partecipazione alia Tavola rotonda "L’ingegnere e la progettazione architettonica" tenuta a Rimini. Nel chiudere questa presentazione mi fa piacere ricordare come di recente il Mandolesi sia stato citato nel Dizionario Biografico Illustrato in "La città nuova ltalia-y-26 Invito a VEMA" a cura di F. Purini N. Marzot L. Sacchi, pubblicato nell'ambito della Mostra Internazionale di Architettura-Biennale di Venezia del 2006. (G. Angotti

    Sub-degree anisotropy observations: Ground-based, balloon-borne and space experiments

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    Extensive, accurate imaging of the Cosmic Background Radiation temperature anisotropy at sub-degree angular resolution is widely recognized as one of the most crucial goals for cosmology and astroparticle physics in the next decade. We review the scientific case for such measurements in relation with sky coverage, attainable sensitivity, confusing foreground radiation components, and experimental strategies. Although ground-based and balloon-borne experiments will provide valuable results, only a well-designed, far-Earth orbit space mission covering a wide spectral range and a significant part of all the sky will provide decisive answers on the mechanism of structure formation

    In-flight main beam reconstruction for Planck-LFI

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    In-flight measurements of the shape of the antenna main beam is a crucial input to the data analysis pipeline of each high resolution Cosmic Microwave Background (CMB) anisotropy experiment. We study the main beam reconstruction achievable by the PLANCK Low Frequency Instrument (LFI) through the observation of external planets. Although we restrict our analysis to the 30 GHz LFI channel, the method can be easily extended to all the PLANCK frequency channels and to other CMB anisotropy experiments. We show that it is possible to fit the time ordered data from the external planets (mainly Jupiter and Saturn) to obtain an accurate, robust, simple and fast reconstruction of the main beam properties under very general conditions, almost independently of the calibration accuracy. In addition, we find that a bivariate Gaussian approximation of main beam shapes represents a significant improvement with respect to a symmetric representation. The impact of the most relevant systematic effects is also addressed. We demonstrate that by combining the recovery of the maximum signal at the planet transit with accurate in-flight calibration, it is possible to measure the intrinsic planet temperatures at millimetric wavelengths with <1% accuracy. This work is based on PLANCK-LFI activities

    The Planck mission: From first results to cosmology

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    Planck is a ESA satellite, currently in operation, whose main objective is to accurately image the anisotropies of the Cosmic Microwave Background Radiation in intensity and polarization. Benefiting from an unprecedented combination of sensitivity, angular resolution, and frequency leverage, Planck will provide high quality data to be mined in cosmology and astrophysics. The first Planck results have been released in January 2011 and include both Galactic and extragalactic source catalogues, a list of galaxy clusters selected by the Sunyaev-Zel’dovich effect, and a cold cores catalogue. The first cosmological data products are awaited for early 2013. Planck has a wide list of scientific targets. Here we focus on one specific aspect which is also of interest to the high energy physics community: constraining the Parity and CPT symmetries through CMB datasets. We describe the basic formalism, the relevant estimators and the overall analysis strategy. We provide marginal evidence for large scale Parity anomaly in the WMAP data that may be soon confirmed or discarded by the Planck satellite. Planck is currently measuring CMB anisotropies and their polarization with a level of precision that will remain unparalleled for many years to come. We also show how the CMB can be used to constrain fundamental symmetry violations in the photon sector through the so-called cosmological birefringence phenomenon
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