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PERSONALE CONTRIBUTO AL TEMA IN DISCUSSIONE
Mi sia concesso di portare un personale contributo al tema in discussione, riferendomi, data la mia collocazione disciplinare, agli schemi di finanziamento delle imprese italiane, quindi ai possibili scenari aperti dalla modifica degli impianti normativi delle società.
Come noto, la struttura finanziaria delle aziende italiane risulta, allo stato attuale, caratterizzata da talune peculiarità che rendono l’insieme particolarmente vulnerabile rispetto ad una ordinata capacità di crescita ed al variabile andamento della congiuntura interna ed internazionale.
Ad evidenza, se tutt’ora sussiste un problema di carenza di capitali di rischio e di eccessivo ricorso al debito bancario a breve, stante una dimensione d’impresa assolutamente limitata, le variabili sulle quali occorre concentrare l’attenzione sono proprio quelle capaci di assicurare continuità di esercizio di quei comportamenti di banche e imprese controintuitivi rispetto all’aggiustamento necessario.
La difficoltà delle banche di arricchire il contenuto di servizio della relazione di finanziamento, rifocalizzando le politiche di offerta per così dire dal corporate lending al comparate banking, appare indubbia, così come si giustifica la “ossessiva e autodistruttiva focalizzazione prevalente ad una politica di price competition, illusoriamente compensata da una strategia di espansione dei volumi che inevitabilmente conduce all’accettazione (non sempre consapevole) di soglie di rischio più elevate”.
Che competenza, correttezza e trasparenza possano meglio coniugarsi con accentramento di poteri in un numero vieppiù limitato di soggetti, di fatto in grado di determinare ogni aspetto delle scelte strategiche operative nella conduzione della gestione aziendale, e dunque, della comunicazione societaria, in mancanza peraltro di un potere deterrente delle sanzione, pare al riguardo emblematica.
Come dire che le aspettative di un forte impatto della riforma societaria sulla finanza aziendale paiono, realisticamente, eccessive, se non anche fuori luogo
I gruppi bancari europei e la crisi finanziaria: un’analisi su dati di bilancio
Following the on-going financial crisis that began in 2007, it has become of fundamental interest to the participants in the international financial system to verify the structural conditions of each single country and those into operate there. It is essential to understand the conditions of each intermediary as well as the dynamics which have developed to overcome the crisis. This has become of irremissible importance in order to comprehend better the mechanisms by which modes of conduct are filtered.
The aim of this article is to investigate the principal managerial characteristics of a significant number of European Banking groups, evaluating both the positive and negative evolutionary aspects that took place in 2006, 2008 and 2009, so as to be able to identify the differing capabilities of the intermediaries in confronting and overcoming the particular problematics deriving from a systemic crisis
Evoluzione della crisi finanziaria in Europa: il ricorso dei gruppi bancari agli aiuti bancari
Quando si parla di aiuti di stato alle banche europee si fa riferimento ad una catena di eventi che dovrebbe essere analizzata per segmenti temporali. In un primo momento risultano infatti coinvolte, in prevalenza, banche dei paesi del centro-nord Europa, contraddistinte da bassi livelli di capitalizzazione e con rilevanti percentuali di derivati in bilancio. Vi è pertanto una caratterizzazione non solo geografica delle banche, ma anche strutturale, ovvero legata all’operatività degli intermediari.
Successivamente, in una seconda fase, le richieste di aiuti di stato sono state avanzate da parte di banche prevalentemente italiane, spagnole e greche.
Il presente lavoro vuole stimare, attraverso un’analisi di dati di bilancio dei principali gruppi bancari europei, le cause che possono aver indotto questo mutamento di scenario. L’analisi realizzata punta all’individuazione di regressori utili ai fini della spiegazione della richiesta di aiuti (variabile risposta) applicando una metodologia che si basa sull’applicazione di modelli logit a campioni variabili nel tempo, per numerosità e composizione.When considering State aid granted to European banks, we refer to a series of events that should be analysed within two main slots.
The banks initially involved were, in fact, mostly from Northern Europe, characterized by low capitalization and remarkable derivatives exposure. This denotes, therefore, not only a geographical feature, but also a structural characterization that is due to financial intermediaries’ business models. Later on, State aid was mainly provided to Italian, Spanish and Greek banks.
With this research, we aim to estimate – by analysing the balance sheet data of the main European banking groups – the causes that may have brought to the previously explained variations in State aid dynamics. Thus, the study is aimed at identifying a series of regressors that explain the need of State aid (our dependent variable) by applying a logit model methodology to samples that vary over time, but also in terms of size and formation
Gli aiuti di stato ai gruppi bancari europei: un’analisi su dati di bilancio
This paper investigates the structural conditions of the Euro area banking groups, starting from the study of their financial statement data, and distinguishing between those intermediaries that have needed public aid and those that have not, despite their same size.
The results achieved for the period 2007-2010 enable us to unveil relevant relationships between the policies of assets and liabilities’ management, and the recourse to public aid. A particularly clear variable, which has emerged, is the level of participation/involvement in the derivative market, inferred from the presence of its products in the financial statements. Given that this presence does not seem to decline but, on the contrary, to increase after the public aid has been assigned, some careful considerations need to be carried out on the importance and width of the restructuring plans provided and their monitoring
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