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Immagine come tema
Visual art, based on optical-perceptual experiences, took on the form of an artistic movement in the mid-1950s and was very often conceived and developed in the fields of architectural research, design and graphic design. It manifested itself in the connotation of 'programmed art' which, with the intervention of the viewer or the author himself, can be modified according to a set 'programme', substantially assimilating itself to kinetic art and experimenting with the phenomena of visual perception and movement
Apparenti disegni eretici
Il vocabolario Zingarelli, tra i significati del termine ‘eresia’, riporta: “nelle religioni fondate su una dogma- tica universalmente o ufficialmente riconosciuta, dottrina basata su interpretazioni personali in contra- sto con la tradizione” oppure “opinione erronea o contrastante con quelle più comunemente seguite” e, in ultimo “discordia”. È eretico quindi colui che ha scelto, chi sostiene principi contrari ad una ideolo- gia. Uno degli aspetti dell’architettura, quello probabilmente più confortante, è il disegno inteso nel dop- pio significato di intenzione e di rappresentazione di qualcosa di reale o immaginato; gli schizzi, nei loro tratti essenziali, comunicano un pensiero, un’intenzione, un desiderio, l’idea e la volontà di forma molto spesso traducendosi in raffinati disegni che sono funzionali non solo a una più precisa trasmissione dell’i- dea ma anche alla costruzione della ‘cosa’.Among the meanings of the term ‘heresy’, the dictionary states: “in reli- gions founded on universally or officially recog- nised dogma, doctrine based on personal interpre- tations at variance with tradition” or “erroneous opinion or opinion contrary to those most com- monly followed” and, lastly, “discord”. A heretic is, therefore, one who has chosen and upheld princi- ples contrary to an ideology. One of the aspects of architecture is drawing, understood in the double meaning of intention and representation of some- thing real or imagined; sketches communicate a thought, an intention, a desire, the idea and the will to form, very often translating into refined drawings functional to the transmission of the idea and the construction of the ‘thing’
Immagini? Transdisciplinarità del Disegno
La disciplina del Disegno affronta, da sempre, innumerevoli questioni che riguardano vasti ambiti del sapere; la rappresentazione nei suoi aspetti meramente scientifici, la storia della disciplina stessa, l’ambiente costruito/naturale o prefigurato e, più in generale, i Beni Culturali, le nuove e sempre più avanzate tecnologie digitali e, in ultimo, gli aspetti della cultura visuale. Da qualche tempo gli studiosi del Disegno hanno richiesto opinioni, contributi, “punti di vista” ad altri studiosi che, pur non apparte- nendo allo specifico settore scientifico disciplinare del Disegno, incrementano il sapere su temi e questioni che il Disegno pone.The discipline of Drawing has always dealt with innumerable questions concerning vast areas of knowledge; representation in its purely scientific aspects, the History of the discipline itself, the built or natural or prefigured environment and, more generally, Cultural
Heritage, as well as the new and increasingly advanced digital technologies and, lastly, the aspects of visual culture. For some time, scholars in the field of Drawing have requested opinions, contributions, “points of view” from other scholars who, although they do not belong to the specific scientific area of Drawing, augment the knowledge on the themes and issues that Drawing poses
Una dama dell'architettura a Palermo
Questo saggio riguarda l’attività di una donna che può essere considerata una delle prime protagoniste e probabilmente, parafrasando Nikolaus Pevsner, una delle prime pioniere del Movimento Moderno a Palermo, un contesto culturale complesso. Il difficile ruolo della donna nell’architettura italiana degli anni ’60 e ’70, proveniente dai retaggi del regime fascista, è stato particolarmente palese in Sicilia dove l’attività professionale era soltanto praticata da uomini. Tra le pochissime donne operanti e militanti è certamente da ricordare Luciana Natoli le cui opere e gli scritti definiscono, in quel periodo, un carattere identitario al territorio siciliano. Per comprendere compiutamente la figura di questa donna in grado di guardare l’architettura attraverso differenti scale d’analisi, bisogna partire dalla sua attività accademica, fatta di molteplici studi e interessanti riflessioni ad oggi attualissime sull’architettura e sulle città, attraversare
poi l’attività urbanistica fino ad arrivare all’attività progettuale. Questo studio indaga il pensiero di Luciana Natoli e restituisce, anche attraverso la disciplina del “Disegno”, la conoscenza dei suoi progetti non realizzati, patente testimonianza di un percorso coerente.This essay concerns the activity of a woman who can be considered one of the first protagonists and probably, paraphrasing Nikolaus Pevsner, one of the first pioneers of the Modern Movement in Palermo, a complex cultural context. The difficult role of women in Italian architecture of the 1960s and 1970s, coming from the legacies of the fascist regime, was particularly evident in Sicily where professional activity was practiced only by men. Among the very few operating and militant women, it is certainly to remember Luciana Natoli whose works and all the writings define, in that period, an identity character to the Sicilian territory. To fully understand the figure of this woman able to look architecture through different scales of analysis, one must start from her academic activity made up multiple studies and interesting reflections very current on architecture and cities, then cross the urban activity up to the planning activity. This study investigates the thought of Luciana Natoli and returns, also through the discipline of “Drawing”, the knowledge of her unrealized projects, a clear testimony of a coherent path
Ricordi di Giuseppe Pagnano
This short essay is part of a collection of recollections of Giuseppe Pagnano dedicated to him by the members of the Scientific Committee of Ikhnos and by some of his longstanding students, now recognised scholars, who, in complete freedom and with an absolutely personal approach, have wished to pay tribute to him with texts that are completely devoid of hagiographic overtones and which manage to give a fairly complete idea of the complexity and extraordinary nature of his figure
Progetti per una città possibile. Il concorso per il palazzo della Regione a Palermo
Una serie di concorsi di architettura nel periodo che intercorre tra il 1947 e il 1954, anni del miracolo economico, vengono banditi per ridisegnare Palermo; alcuni di questi hanno preso corpo nella loro realizzazione (molto spesso differente dall’idea progettuale), altri invece sono rimasti sulla carta nei cassetti degli archivi. Proprio questi progetti, perché non sviliti da compromessi, sono quelli che possono essere considerati il termometro della cultura architettonica del tempo
Elena Ippoliti, Il disegno per Gaetano Rapisardi. Progetti per Siracusa tra cronache e storia, Franco Angeli, Milano 2020
The book "Il disegno per Gaetano Rapisardi. Progetti per Siracusa tra cronache e storia" is certainly useful to take stock of the progress of research in the History of representation and is an indispensable book for the History of architecture, which can find in it both correct information and indispensable elements for a more exhaustive and well-founded evaluation of the variety and richness of modern architecture in Sicily. The review also describes its content
Rappresentazioni di un trattato incompiuto. Un progetto di Francesco Muttoni per L'Architettura di Andrea Palladio vicentino... Representation of an incomplete treaty. A project by Francesco Muttoni for L'Architettura di Andrea Palladio vicentino...
Il saggio riguarda l'interpretazione grafica di un progetto di Francesco Muttoni elaborato per il libro X del suo trattato L’Architettura di Andrea Palladio vicentino..., in particolare quello per il Palazzo Reale per Federico IV di Danimarca. Il libro X non fu mai pubblicato e l’album dei disegni delle tavole a corredo del Libro è custodito a Washington presso la Biblioteca del Congresso. Lo studio riguarda la ricostruzione del progetto di Muttoni evidenziando le incongruenze fra le rappresentazioni delle tavole e tentando, al contempo, di costruirne le probabili logiche formali.The essay concerns the ‘representation’ of a project by Francesco Muttoni elaborated for the book X of his treatise The Architecture of Andrea Palladio vicentino ... in particular that for the Royal Palace for Federico IV of Denmark. The Book X was never published and the album of drawings of the plates accompanying the Book is guarded in Washington at the Library of the Congress.
This study deals with the reconstruction of the Muttoni’s project highlighting the incongruities between the plates representations and attempting to build, at the same time, their probable stylish reasons
Afterword
It is well known that the disciplines of representation contain many souls, from visual communication to the history of representation, from relief drawing to project drawing, from descriptive geometry to digital transitions; and then there are two great strands, the architectural and the engineering, one more humanistic, the other more technical
Analisi grafica di un'opera di Salvatore Caronia Roberti. Palazzo Rindone a Catania
Lo studio dell’architettura non può che configurarsi come continuo rapporto tra teoria e prassi ovvero tra idea di architettura e sua rappresentazione/costruzione. Analizzare i disegni di archivio, rintracciando la loro sequenza temporale, permette di ricostruire le linee di sviluppo seguite dal progettista per restituire la storia dell’iter progettuale. L’azione del ridisegno si muove, invece, su un doppio registro: quello della graficizzazione dell’architettura disegnata, gli elaborati di archivio, e quello dell’interpretazione/conoscenza degli stessi poiché “il disegno di progetto non si considera più mera illustrazione d’un testo sull’opera realizzata ma in sé “opera”, oggetto di studio che può rivelare molte delle intenzioni dell’architetto in rapporto all’edificio da realizzare”. Si “ridisegna”, dunque, il “disegno” in una prassi che alterna studio dei grafici di archivio e ‘nuove’ rappresentazioni al fine di costituire un ordine interpretativo all’interno di un particolare universo che è quello della forma architettonica. Nel caso dell’analisi grafica dei disegni relativi a Palazzo Rindone (quelli relativi alla terza versione del progetto) non può che farsi riferimento agli schemi esplicativi elaborati da Caronia Roberti nel suo volume relativo allo studio della composizione architettonica. Se da un lato ciò può sembrare semplificare le operazioni di colui che analizza, dall’altro, invece, sottopone al tentativo di una vera e propria operazione mimetica del processo progettuale tendente più alla coincidenza tra soggetto (analizzante) e soggetto (progettista) che tra soggetto ed oggetto (edificio indagato); in altre parole, il disegno diviene tentativo di rintracciare la teoria e la prassi ‘compositiva’ dell’autore dell’opera indagata attraverso ‘nuove’ rappresentazioni.Lo studio dell’architettura non può che configurarsi come continuo rapporto tra teoria e prassi ovvero tra idea di architettura e sua rappresentazione/costruzione.
Analizzare i disegni di archivio, rintracciando la loro sequenza temporale, permette di ricostruire le linee di sviluppo seguite dal progettista per restituire la storia dell’iter progettuale.
L’azione del ridisegno si muove, invece, su un doppio registro: quello della graficizzazione dell’architettura disegnata, gli elaborati di archivio, e quello dell’interpretazione/conoscenza degli stessi poiché “il disegno di progetto non si considera più mera illustrazione d’un testo sull’opera realizzata ma in sé “opera”, oggetto di studio che può rivelare molte delle intenzioni dell’architetto in rapporto all’edificio da realizzare”.
Si “ridisegna”, dunque, il “disegno” in una prassi che alterna studio dei grafici di archivio e ‘nuove’ rappresentazioni al fine di costituire un ordine interpretativo all’interno di un particolare universo che è quello della forma architettonica.
Nel caso dell’analisi grafica dei disegni relativi a Palazzo Rindone (quelli relativi alla terza versione del progetto) non può che farsi riferimento agli schemi esplicativi elaborati da Caronia Roberti nel suo volume relativo allo studio della composizione architettonica. Se da un lato ciò può sembrare semplificare le operazioni di colui che analizza, dall’altro, invece, sottopone al tentativo di una vera e propria operazione mimetica del processo progettuale tendente più alla coincidenza tra soggetto (analizzante) e soggetto (progettista) che tra soggetto ed oggetto (edificio indagato); in altre parole, il disegno diviene tentativo di rintracciare la teoria e la prassi ‘compositiva’ dell’autore dell’opera indagata attraverso ‘nuove’ rappresentazioni
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