92,953 research outputs found

    Dissolvenze. Il corpo immaginario della fotografia

    No full text
    Composto da fotografie appartenenti a tre progetti diversi – Lost in the K-Hole, Doppelgänger e Maelström – Human Surfaces è un diario visivo interpretativo che mette in luce, in modo originale, un’iconografia di varie e potenziali diversità individuali (l’alter ego, l’attore, il visionario) protagoniste di scene immaginarie ma non per questo meno obiettive. Di Donato si muove in un territorio non solo di osservazione ma di costruzione dell’immagine, a sancire che la fotografia, come tutte le forme visuali autoriali, è un’emanazione che contiene il suo artefice. Tessendo le fila delle sue visioni l’autore crea intersezioni, riconoscimenti, trasformazioni, vere e proprie descrizioni dense di ciò che immagina e ritrae, svelando le relazioni di senso affidate alle immagini e all’immaginario. Le sue Human Surfaces sono delle trasfigurazioni, metafore visive di esperienze interiori stagliate in uno spazio/vuoto esistenziale dove l’urlo angoscioso, la dissociazione e la proliferazione performativa si coniugano con il fascino della fotografia concettuale e creativa in uno stile surreale e brutale.Composed of photographs belonging to three different projects - Lost in the K-Hole, Doppelgänger and Maelström - Human Surfaces is an interpretative visual diary that highlights, in an original way, an iconography of various and potential individual diversities (the alter ego , the actor, the visionary) protagonists of imaginary scenes but no less objective. Di Donato moves in a territory not only of observation but of construction of the image, to establish that photography, like all authorial visual forms, is an emanation that contains its creator. By weaving the strings of his visions, the author creates intersections, acknowledgments, transformations, real dense descriptions of what he imagines and portrays, revealing the relationships of meaning entrusted to images and the imagination. His Human Surfaces are transfigurations, visual metaphors of inner experiences silhouetted in an existential space / void where the anguished scream, dissociation and performative proliferation combine with the charm of conceptual and creative photography in a surreal and brutal style

    Brain Damage. Psicofotografia come coscienza immaginale

    No full text
    BRAIN DAMAGE è formato da quattro progetti; quattro capitoli, “Craving”, “Doppelgänger”, “Lost in the K-Hole”, “Rorschach”, incentrati su differenti e autonome tematiche psicologiche, connesse l’una all’altra dalla presenza costante di tre elementi fondamentali: la mancanza, il desiderio, la sofferenza. Ciò che l’autore durante i tanti anni di ricerca e lavoro non ha potuto registrare istantaneamente, come nel caso di “Craving” e “Rorschach”, lo ha prima immaginato e poi ritratto alla maniera di “Doppelgänger” e “Lost in the K-Hole”. Non solo reportage, dunque, compongono il libro, ma anche regie. Per fotografare i deliri della mente, pur restando incredibilmente ancorati alla realtà, ci vuole, oltre a una profonda conoscenza dei temi affrontati, anche una potente e fervida immaginazione. Immaginazione che è, di fatto, visionarietà applicata a una logica dei sensi e dell’espressione. Queste doti artistiche Di Donato le possiede e le ha trasmesse evidentemente ai quattro progetti fotografici di Brain Damage dove le immagini delle pulsioni inconsce si sono trasformate in forme figurative inquietanti e perturbanti. Anche quando il corpo umano è nitido, integro e realistico (“Craving” e “Rorschach”), e non palesemente astratto, surreale e “defigurato” (“Doppelgänger” e “Lost in the K-Hole”), l’autore allude alla sua devastazione, distorsione ed evanescenza: il corpo e la sinestesia dei sensi sono immagini della mente e dei suoi tormenti, di alcuni traumi della condizione umana e dello stare al mondo. Nel panorama della fotografia e della cultura visuale contemporanea, Di Donato elabora immagini sinottiche e insieme narrative, storie visive riflessive che parlano in vario modo alla coscienza immaginale collettiva e individuale. Il carattere fortemente psicologico delle fotografie rende Brain Damage un’opera complessa, come complessa è la psiche umana così smarrita nei disagi dell’ipermodernità.BRAIN DAMAGE is made up of four projects; four chapters, "Craving", "Doppelgänger", "Lost in the K-Hole", "Rorschach", focusing on different and autonomous psychological themes, connected to each other by the constant presence of three fundamental elements: lack, desire, suffering. What the author during the many years of research and work could not record instantly, as in the case of "Craving" and "Rorschach", he first imagined it and then portrayed in the manner of "Doppelgänger" and "Lost in the K-Hole". Not only reportage, then, make up the book, but also royalty

    Addizioni su villa Anguissola-Pigatti

    No full text
    Esercizi del Laboratorio Integrato di Progettazione Architettonica 3 diretto da Stanislao Fierro

    Due progetti di Walter Gropius

    No full text
    Il saggio riguarda l'analisi grafica e il ridisegno di due case di Gropius. In particolare Francesco Maggio, coautore, si è occupato dello studio di Casa Wilinsky, progetto eseguito dall'architetto berlinese tra il 1928 e il 1929. La costruzione del modello digitale e l'analisi delle sue rappresentazioni hanno permesso di ricostruire un tassello poco conosciuto dell'architettura contemporanea evidenziandone i contenuti De Stijl

    Il basamento di villa Favorita a Valdagno : riflessioni su un non finito di Giò Ponti

    No full text
    Considerazioni sulle strategie progettuali adottate nell'ambito del Laboratorio Integrato di Progettazione Architettonica 3 diretto da Stanislao Fierro presso lo IUAV di Venezi

    Trascrivere / Interpretare

    No full text
    Qualsiasi atto del disegnare, a meno di superficiali e semplicistiche considerazioni, è la disposizione di un tracciato, è la trasposizione in un supporto di un'intenzione, è l'espressione di un senso, è lo spostamento del pensiero in segno grafico. Il disegno è dunque al tempo stesso 'sistema di pensiero' e 'dispositivo': in latino instrumentum (strumento), così come Heidegger definisce la "tecnica" intesa sia come mezzo in vista dei fini che come vera e propria attività dell'uomo

    Aspetti imperfetti di una visualità. Alla scoperta di un poeta figurativo

    No full text
    Tra i vari significati del termine ‘visualità’ si può rintracciare: «aspetto di ciò che viene presentato attraverso un’immagine visiva; nel campo della fotografia e del design pubblicitario, effetto visivo di un’immagine o di un annuncio». Ciò che viene presentato è quindi il risultato di una elaborazione concettuale che si manifesta attraverso la rappresentazione; è sempre stato così sin dalle rappresentazioni presenti nelle grotte di Lescaux che in quello che è considerato il mitico episodio inaugurale del disegno: il racconto di Plinio il Vecchio della leggenda secondo la quale la figlia di un vasaio corinzio, alla partenza del suo innamorato, volle conservarne l’aspetto disegnando il profilo su una parete con l’aiuto di una candela delineandone, così, i contorni. Tralasciando volutamente i rapporti tra soggetto e oggetto, quindi tra l’io-indagante e il soggetto indagato, questione principe di ogni rappresentazione, si può tentare di tessere un labile filo sulle questioni che emergono soffermandosi sul significato del termine visualità

    (E)-2-{[1-(3,11-Dimethyl-4-methylene-10-oxo-1-phenyl-4,5,10,11-tetrahydro-1H-benzo[b]pyrazolo[3,4-f][1,5]diazocin-5-yl)ethylidene]amino}-N-methyl-N-(3-methyl-1-phenyl-1H-pyrazol-5-yl)benzamide

    No full text
    The central eight-membered ring of the title compound, C40H36N8O2, deviates from the ideal boat conformation because the bond between the exo-ethylene group and the adjacent N atom is twisted by 60.0 (4)° due to steric hindrance. Its adjacent benzene and pyrazole rings are oriented almost perpendicular to each other, making a dihedral angle of 85.8 (3)°. In the crystal, the molecules are linked by C(ar)—H...O hydrogen bonds, generating a three-dimensional network

    Note sulla trascrizione

    No full text
    L'etimologia del verbo trascrivere individua sostanzialmente due luoghi e un'azione. Tra i significati dell'atto troviamo "esprimere idee mediante il tracciamento su una superficie di segni grafici" e ancora "esprimere una parola usando i segni grafici appropriati". Ciò fa chiaro riferimento alla parola e alla sua corretta trascrizione sul supporto grafico. Il saggio, attraverso esemplificazioni, individua il tema nella sottile distinzione tra trascrizione e traduzione
    corecore