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Introduzione al Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) sull'intelligenza artificiale
Il testo del regolamento è introdotto da un ampio saggio che analizza da una prospettiva concettuale, epistemologica e normativa le peculiarità e le criticità del regolamento
Termine ingombrante
Il concetto di “privacy” non è più adatto all’era digitale, per questo è necessario un nuovo approccio basato sulla protezione dei dati, la trasparenza e la responsabilizzazione. Il paradosso della privacy sanitaria nell’era digitale
Commento a [Regolamento (UE) 2024/1689 sull'intelligenza artificiale]
L'AI Act - Regolamento UE 2024/1689 sull'intelligenza artificiale - rappresenta la prima regolazione giuridica completa e sistematica a livello globale in materia di intelligenza artificiale (IA). Questo innovativo quadro normativo è stato concepito per rispondere alle sfide e alle opportunità offerte dall'IA, garantendo un uso sicuro, trasparente ed etico delle tecnologie basate sull'intelligenza artificiale. Approvato il 21 maggio 2024 dal Parlamento e dal Consiglio dell'Unione Europea, dopo un lungo processo di negoziazione e consultazione che ha coinvolto esperti, stakeholder e cittadini, il Regolamento è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale europea il 12 luglio 2024.
Il Regolamento mira a garantire che i sistemi di intelligenza artificiale immessi sul mercato europeo e utilizzati nell'UE siano sicuri, rispettino i diritti fondamentali e i valori dell'Unione, e favoriscano gli investimenti e l'innovazione in questo settore in Europa. In particolare, si prefigge di stabilire criteri chiari per la classificazione dei rischi associati ai sistemi di IA, introducendo requisiti rigorosi di trasparenza, responsabilità e sorveglianza.
In questa parte dell'opera sono include schede di sintesi per gli articoli chiave, che facilitano la consultazione e la comprensione delle disposizioni più rilevanti. Queste schede offrono una guida pratica per interpretare e applicare correttamente le norme, aiutando gli utenti a navigare attraverso la complessa struttura del Regolamento
La persona digitale
Il cyberspazio è un sistema tecnologico e comunicativo ambivalente, ove molte attività si sovrappongono alle attività del mondo reale e molte attività gli sono peculiari, denotando la plasticità che gli è propria. Il tasso di crescita dell’innovazione tecnologica continua ad aumentare ed è accompagnato da nuove insidiose forme di invasione della sfera privata delle persone. È forte la tentazione di rinunciare ai propri diritti per godere del paradiso tecnologico che ci viene offerto. Nell’ecosistema digitale compare una nuova entità – la persona digitale – quale esito tecnologico della riconfigurazione della nozione classica di persona
La giustizia in panne. Etica delle virtù e nichilismo giuridico nell’opera di Friedrich Dürrenmatt
Nel corso di questo lavoro intendo approfondire e discutere tre tesi
ricorrentemente presenti nell’opera di Friedrich Dürrenmatt. Enuncio le tre
tesi in modo da rendere chiaro il focus della mia ricerca. Dürrenmatt sostie-
ne almeno tre tesi: 1. la paradossalità della giustizia umana; 2. la demistifi-
cazione dell’apparente nichilismo ateo; 3. la vocazione neutralizzante della
contraddizione propria della giustizia divina. La conclusione a cui cercherò
di giungere è che, se si accettano le tre tesi sopraenunciate, la giustizia è sì
in panne, ma non in modo irreparabile.In this essay I intend to examine and discuss three theses that recurrently appear in the works of Friedrich Dürrenmatt. I shall first identify the three theses in order to clarify the focus of my research. Dürrenmatt puts forward at least three theses to relating to 1. the paradoxical nature of human justice; 2. the demystification of apparent atheistic nihilism; 3. the neutralising effect of the contradiction inherent in divine justice. The conclusion I will try to reach is that if one accepts the three above-stated theses, justice is broken, but not irreparabl
Introduzione e note di sintesi al Regolamento (UE) 2024/1689 sull'intelligenza artificiale (testo ufficiale e integrale)
L'opera presentata raccoglie il testo ufficiale e integrale della versione definitiva del Regolamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il 12 luglio 2024, offrendo così una risorsa indispensabile per professionisti, ricercatori, studenti e cittadini interessati. Questo documento è corredato da un denso saggio introduttivo, che fornisce una panoramica dettagliata del contesto teorico e normativo, degli obiettivi e delle implicazioni del Regolamento. Inoltre, sono incluse schede di sintesi per gli articoli chiave, che facilitano la consultazione e la comprensione delle disposizioni più rilevanti. Queste schede offrono una guida pratica per interpretare e applicare correttamente le norme, aiutando gli utenti a navigare attraverso la complessa struttura del Regolamento
Stupri digitali: una questione di governance del cyberspazio
In questo saggio sostengo che la violenza online di genere non sia principalmente attribuibile a cause culturali o linguistiche. Tanto i gender studies quanto i cultural studies non riescono a individuare le vere cause della violenza digitale di genere nei pattern culturali e negli atti performativi linguistici. Diversamente dalle posizioni teoriche prevalenti nella letteratura sulla violenza di genere online, sostengo che le radici profonde di questa vio-lenza nel web siano direttamente conseguenza del tipo di governance permessa dai regolatori agli Internet Service Providers (ISP), i veri controllori del cyberspazio. La tesi centrale di questo articolo sostiene che, per rendere efficace la regolamentazione della violenza digitale di genere, è necessario adottare un approccio strutturale ba-sato sulle comunità digitali, abbandonando l’idea di adattare le leggi del mondo reale al cyberspazio. In sintesi, questo saggio, invece di concentrarsi sulle forme culturali di genere, pone l’accento sulla struttura dell’architettura digitale per una migliore comprensione del funzionamento del potere e della produzione di soggettività collettive in relazione al genere, alla sessualità e ad altri tipi di relazioni sociali.– In this essay, I argue that online gender violence is not primarily due to cultural or linguistic causes.
Both gender and cultural studies fail to locate the real causes of digital gender violence in cultural patterns and
linguistic performances. Contrary to the prevailing theoretical positions in the literature on online gender violence,
I argue that the deep roots of this violence on the web are a direct consequence of the kind of governance that
regulators allow Internet Service Providers, the real controllers of cyberspace, to engage in. The central thesis of
this article is that effective regulation of digital gender-based violence requires a structural approach based on
digital communities, abandoning the idea of adapting real-world laws to cyberspace. In short, this essay focuses
on the structure of digital architecture rather than cultural forms of gender in order to better understand the workings
of power and the production of collective subjectivities in relation to gender, sexuality, and other types of social
relations
L'impatto della normativa europea sull'intelligenza artificiale: una garanzia di sicurezza o un ostacolo all'innovazione?
L'AI Act è il primo provvedimento normativo al mondo sull'IA che contiene un insieme organico di regole per tutelare i diritti della persona, con un approccio umano-centrico e basato sul rischio
Il fiume scientifico e gli argini giuridici. Una riflessione là dove scienza e diritto si incontrano
Il saggio sostiene che il rapporto tra diritto e scienza si sia sviluppato diacronicamente
attraverso tre modelli epistemologici. Il primo modello, che si sviluppa a seguito
dell’illuminismo, della prima rivoluzione industriale e dell’ideologia del progresso scientifico,
è quello che chiamo scientista-positivista.
Il secondo modello, che si sviluppa a seguito del neopositivismo secondo il quale il mondo è conoscibile solo attraverso proposizioni linguistiche, attraverso lo specchio del linguaggio, è
quello che chiamo divisionista o non cognitivista.
Il terzo ed ultimo modello, a favore del quale dichiaro la mia preferenza, potremmo
immaginarlo attraverso la metafora del Ponte: per evitare che il fiume scientifico straripi e
allo stesso tempo per evitare che gli argini giuridici impediscano un ragionevole fluire del
fiume dobbiamo pensare che il rapporto tra diritto e scienza diventa fecondo per l’umanità solo se tra lo scorrere del fiume e le sue rive siano presenti dei “ponti” che permettano di mantenere, regolare e controllare sia il livello del fiume sia lo stato degli argini
Maestri e maestre a Roma Capitale
Il saggio analizza la formazione di maestri e maestre nell'Italia postunitaria, con una particolare attenzione alla nascita delle scuole normali nella città di Roma, diventata capitale
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