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    Due idee di nazione. Imperialismo fascista e nazionalismo democratico di “Giustizia e Libertà” durante il conflitto italo-etiopico

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    Il criterio dell'interesse nazionale si presenta come valida chiave di interpretazione per la politica estera di un paese, come nel caso del conflitto italo-etiopico del 1934-1936. Tuttavia, proprio in questa circostanza si determina una netta frattura tra due modi di concepire tale ottica nazionalista: i nazionalisti/fascisti da un lato e i democratici/giellisti dall'altro. Questa opposizione rappresenta una divisione rispetto al fronte politico che aveva portato l'Italia nella prima guerra mondiale e produce i suoi effetti (consapevoli o inconsapevoli) anche sul modo di intendere gli interessi nazionali dell'Italia repubblicana

    Solidarnosc e la fine del blocco sovietico

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    Dopo la presa di Saigon, il 30 aprile 1975, l’Unione Sovietica metteva seriamente in discussione la supremazia statunitense a livello globale. Henri Kissinger cercò di arginare l’ascesa sovietica attraverso gli accordi con la Cina Popolare e la sottoscrizione dei trattati di Helsinki, che cristallizzavano la divisione in due dell’Europa, pur concedendo un limitato spazio alla protezione dei diritti umani. Di questa apertura approfittò la dissidenza polacca per dar vita ad una nuova esperienza, un movimento di opposizione organizzato. Sostenuti in occidente da gruppi tradizionalmente antisovietici, in particolare nel mondo sindacale, i polacchi diedero vita prima al KOR e quindi, nel 1980, al sindacato indipendente Solidarność. La sola esistenza di una organizzazione operaia indipendente, però, costituiva una critica palese a tutto il sistema socialista, basato sull’ideale della difesa dei lavoratori. L’URSS, nel dicembre 1981, cercò quindi di schiacciare Solidarność attraverso il colpo di stato militare del generale Jaruzelski, ma senza successo. Solidarność si riorganizzò clandestinamente in Polonia ed all’estero e nel giugno 1989 vinse le prime elezioni semi-libere. L’esempio polacco fu seguito negli altri paesi del blocco sovietico portando alla sua dissoluzione

    Bonifiche e migrazioni nella storia d'Italia, il caso dei Veneti pontini (1870-1970)

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    L'esperienza degli spostamenti di popolazione per motivi economici non sono ascrivibili al solo studio delle emigrazioni o dei trasferimenti di popolazione (forzati o meno) tipici in Europa centrale e orientale. Una migrazione interna, di una certa intensità, si è verificata anche nell'Italia degli anni '30. Il saggio si pone l'obiettivo di analizzare, al di la di ogni retorica e di interesse politico, la reale vicenda dei Veneti in agro pontino, scoprendo il loro retaggio culturale cattolico e i reali motivi per cui furono scelti per popolare le terre ricavate dalle paludi pontine bonificat

    Appunti di storia di un impegno per la PAC: dalla FISBA-CISL alla FAI-CISL

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    l'articolo ripercorre l'evoluzione della politica sindacale della Fisba-Cisl, poi Fai-Cisl rispetto al tema della Politica Agricola Comune della CEE/U

    Il sindacalismo cristiano, Solidarnosc e la fine della guerra fredda

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    Assumendo che la fine della guerra fredda ha coinciso ed è identificabile con la fine dei regimi comunisti in Europa orientale, il saggio, cerca di individuare quale fattore abbia inciso maggiormente. Una ricerca di archivio condotta in Italia, in Belgio, in Olanda e negli USA, ha consentito di riscoprire un filo rosso di solidarietà e di comune sentire politico in campo internazionale, che ha legato il sindacalismo indipendente polacco di Solidarnosc con i sindacati cristiani o comunque non marxisti del resto del mondo. Questa alleanza, conosciuta e sostenuta anche dal vaticano ha permesso (assieme ad altri fattori), tra il 1976 ed il 1989, di rovesciare a favore dell'occidente il maggiore soft power goduto dall'URSS a livello internazionale nel 1975. Il verticale crollo in termini di consenso internazionale ha determinato prima la fine del regime comunista in Polonia, poi nell'Est europeo e quindi in URS
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