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Per una storia globale dell’indipendenza dell’America spagnola : alcune riflessioni fra geopolitica, relazioni internazionali e cultural transfer
Il Bicentenario dell’avvio dell’indipendenza dell’America spagnola celebrato nel 2010 ha rappresentato un’occasione particolarmente feconda sul piano storiografico. Accanto agli orientamenti inclini ad accostare la storia dell’indipendenza dell’America spagnola da un punto di vista imperiale o ispano-centrico o da un punto di vista “nazionale”, a emergere con forza è stato anche un approccio che mira a restituire l’indipendenza dell’America spagnola al contesto geopolitico nel cui quadro quest’ultima si è consumata sullo sfondo del processo di cultural transfer dei linguaggi, delle categorie e delle pratiche forgiati dalle “rivoluzioni atlantiche”. Lungi dal costituire un modello interpretativo anacronistico e costruito “a tavolino” al fine di tratteggiare la genealogia dell’occidentalizzazione e della globalizzazione contemporanee, simile linea interpretativa si rivela al contrario particolarmente aderente al fenomeno che essa intende ricostruire giacché l’indipendenza dell’America spagnola si configura come un evento a un tempo atlantico e globale per la posizione geopolitica delle “Indie”, ponte tra Europa e Asia. Si può d’altra parte sostenere che tale linea interpretativa aderisca con altrettanta fedeltà anche all’“esperienza”, non meno intrinsecamente atlantica e globale, dei próceres dell’indipendenza ispanoamericana: uomini formatisi fra le Americhe e la Spagna, segnati dalla Rivoluzione francese e dall’ascesa di Napoleone, influenzati, data la dinamica delle forze in gioco, dal rapporto con l’Inghilterra e dal modello statunitense. Uomini, infine, sempre attenti alla componente africana, per via della schiavitù pratica nell’America spagnola e delle implicazioni etniche, giuridiche, socio-economiche, politico-militari e ideologiche sollevate dalla rivolta di Saint-Domingue e dall’indipendenza di Haiti
Elisabetta Marino, Mary Shelley e l’Italia. Il viaggio, il Risorgimento, la questione femminile, Firenze: Le Lettere, 2011
Americhe e modernità : un itinerario fra storia e storiografia dal 1492 ad oggi
Il mondo "post-eurocentrico" in cui viviamo ci invita a riconsiderare le origini della modernità, restituendo alla cesura "intorno al 1492" il carattere di termine a quo di una stagione plurisecolare che si forgia attraverso una spettacolare intensificazione delle relazioni fra l'Europa e le altre aree di civiltà e la costruzione dello spazio americano. Fra storia e storiografia e con uno sguardo sempre vigile nei confronti dei tempi, delle forme e dei molteplici teatri dei processi di mondializzazione e globalizzazione, il volume affronta il tema "Americhe e modernità" da tre punti di vista. I saggi della prima sezione ripercorrono alcuni importanti snodi della vicenda ispanoamericana, e più in generale americana, in età moderna. Nella seconda sezione la problematica ispanoamericana viene invece esaminata in relazione alla più ampia riflessione intellettuale sul Nuovo Mondo e alla formazione di un immaginario americano nelle culture europee e "atlantiche". Nella terza sezione, infine, i contributi si concentrano sugli orientamenti del mondo italiano rispetto all'America spagnola e all'America latina. A guidare l'itinerario proposto nel libro è una pratica storiografica attenta alle connessioni fra fatti e idee, dimensioni oggettive e attitudini soggettive, ricerca storica e interrogativi sollevati dal presente
José Carlos Chiaramonte, Carlos Marichal, Aimer Granados (a cura di), Creare la nazione. I nomi dei paesi dell'America Latina, traduzione a cura di Alessandra Manzi, Milano Guerini e Associati (ed or. Buenos Aires 2008), 384 pp.
Abbiamo ancora bisogno della storia? : il senso del passato nel mondo globalizzato
Come suscitare ancora interesse per la storia, accusata di riportare tutto all’Europa e al suo passato? Le narrazioni nazionali del passato non ci dicono molto in merito alle radici del nostro mondo globalizzato. Lo stesso vale per le produzioni dell’industria dell’intrattenimento: dai videogiochi a sfondo storico alle serie televisive “in costume”, il passato riciclato propone raramente chiavi interpretative per comprendere il presente.
Serge Gruzinski difende nel volume le ragioni di una storia capace di far dialogare criticamente passato e presente e il cui sguardo sia in grado di decentrarsi. Una storia globale, che ci invita a riconsiderare da nuovi punti di vista una tappa fondamentale per l’umanità: il Rinascimento. Con la conquista degli oceani, attraverso la scoperta di altri mondi, l’Europa prende coscienza di se stessa, gli orizzonti si ampliano, le idee cominciano a circolare, mentre iniziano ad articolarsi le prime reti commerciali mondiali. La storia di questo cambiamento illumina, attraverso numerose esperienze concrete, il presente multiforme in cui viviamo
Il Consiglio d'Europa e la comunità degli storici: dalle discussioni del 1952-56 alle ricerche di Beloff, Renouvin, Schnabel e Valsecchi
Imágenes de Colón y del Descubrimiento de América: un recorrido desde Pedro Martyr de Anghiera a William Robertson
Federico Borromeo and the New World in Early Modern Milan
The chapter examines Federico Borromeo's vision of the New World within a dense network of cross-cultural interaction to foster the understanding of early modern Italian political, intellectual, and religious circles' contribution to the gathering, diffusion, and production of American knowledge
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