1,721,006 research outputs found

    Il contesto dei forni del vano r, Casa IIB

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    Temples Park within the Hellenistic Roman Quarter, an interesting production context was identified within space r of House IIB. Starting with the cleaning of an old archaeological survey we identified three ovens, of which can be traced back to the tannur type, a small domestic wood-burning oven in which the combustion chamber and cooking chamber coincide, probably of Middle Eastern origin. Oven 1 revealed a clay structure containing an accumulation of stones, mixed with a blackish sediment that had crushed some partially reassembled vases. The oven has an elliptical shape with a base of clay tiles placed on a level of sand and an uplift of clay. A second oven, just to the north of the first, does not preserve the elevated portion, but only the circular imprint partly recessed in the ground. The edges are reinforced with fragments of tiles and flat stones that protrude from the wall. A third oven is located in the southeast corner of the room: larger than the first two, the elevation portion is not preserved. The three ovens are related to the tannur type, widespread throughout the Mediterranean area. It is a structure with a variable shape from the truncated cone to the cylinder, built in raw clay assembled by hand. Inside oven 1 various objects used for cooking and serving food were found: two pots and part of a third, jugs and a situla in common purified ceramic, two oil lamps and a small bottle for drinking. The materials are all datable to the end of the I century B.C. to the I century A.D

    Le nuove scoperte dell’insula III

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    Il contributo rende noti i più recenti risultati delle indagini condotte all'interno dell'insula III del Quartiere ellenistico-romano all'interno del Parco Archeologico "Valle dei Templi" di Agrigento. Particolare attenzione è attribuita alla casa III M che ha restituito, tra l'altro, anche un importante contesto pittorico in corso di ricstruzione e di studi

    Teatro ellenistico ed eredità romana. Società e diritto greco nelle opere di Plauto

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    Il contributo descrive il rapporto dei modelli greci della Commedia con le opere di Plauto. In particolare, l'articolo si concentra sul ruolo del diritto nella società ellenistica e romana fra III e II sec. a.C. Infine, l'autrice ricostruisce le modalità con cui Plauto descrive i contesti sociali e politici coevi

    «... Toccare le statue affinché il tatto parli al cuore...» : la Collezione Archeologica Francesco Messina

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    L’intervento mira ad illustrare la storia della Collezione Archeologica appartenuta allo scultore Francesco Messina e al contempo ad esplorare un profilo inedito di collezionista del Novecento, che non è quello usuale, ben noto in Lombardia, del collezionista-imprenditore, o del collezionista-antiquario, bensì quello del collezionista-artista. Pressoché dimenticata dopo la morte dello scultore, la Collezione Archeologica Messina è composta, oltre che da manufatti di produzione egizia, cinese e mesoamericana, anche da una settantina di oggetti relativi al mondo classico; si tratta di un consistente nucleo di statuette fittili di produzione greca e magnogreca, raffiguranti soggetti cari alla sensibilità dell’artista (cavallini e figure femminili), cui si aggiungono un più esiguo corpus di ceramiche, greche e magnogreche a figure rosse, un gruppo di urnette fittili di produzione chiusina e alcuni ritratti in marmo di età romana. La raccolta, ‘riscoperta’ tra 2012 e 2013 nei depositi dell’allora Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia (Milano), è oggi al centro di un progetto di studio e valorizzazione a cura del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, progetto che comprende l’edizione scientifica dei manufatti (obiettivo cui lo scultore stesso teneva molto) e contemporaneamente lo studio dei documenti d’archivio (lettere, cartoline, diari di viaggio, ritagli di giornale ecc.), conservati presso l’omonima Fondazione “Francesco Messina” (Milano, Via Cesariano), nel tentativo di illuminare le intenzioni che mossero lo scultore a raccogliere gli oggetti antichi. Tali documenti si sono infatti dimostrati utilissimi per raccogliere le poche notizie disponibili (almeno per ora) su come e quando la raccolta si sia formata, gettando luce anche sulla funzione della Collezione stessa, che si configura come autentica fonte di ispirazione della produzione artistica di Messina. Attraverso la documentazione d’archivio è altresì possibile proporre una riflessione sul rapporto (già ben noto e altrove discusso) di Messina con l’arte classica, la cui conoscenza gli deriva, oltre che dallo studio, proprio dal contatto diretto con le opere antiche e dai viaggi e visite nei musei di tutto il mondo.The paper aims both to explore the history of the Archaeological Collection belonged to the renowned artist, Francesco Messina and to highlight an unusual personality of twentieth century collector. Actually, we do face nor the common businessman-collector, neither the antiquarian-collector: rather we face a more uncommon artist-collector. Almost forgotten after the sculptor’s death, the “Francesco Messina” Archaeological Collection is made of nearly seventy Classical items, besides dozens of Mesoamerican, Egyptian and Chinese artefacts. Among the Classical objects, some are particularly worth mentioning: a sizeable number of Greek clay statuettes, representing horses and female figurines (these latter are all images very dear to the artist), some Greek and South Greek red-figure vases, finally an outstanding group of inscribed clay urns from Chiusi, probably all coming from the same tomb. Additionally, there are few Roman marble portraits. The Messina Collection, which was so to speak ‘brought to light’ between 2012 and 2013 in the storerooms of the Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia (Milano), is now the focus of a challenging research and evaluating project, carried out by the Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano. Main purposes of the project are the scientific edition of the artefacts (with some results already achieved) and the study of the archive documents (travel diaries, postecards, letters etc.), preserved at the Fondazione “Francesco Messina” (Milan, Via Cesariano)
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