1,721,002 research outputs found
About patients, "inventors", journalists, scientists and IRBs (to say nothing of the institutions) : CCSVI and MS
The Stamina story, the stem-cell “therapy” used by the italian researcher Davide Vannoni, “a psychologist turned medical entrepeneur”, as Nature caustically called him, has gained extensive media coverage this year in Italy and internationally.
Many italians relived the nightmare of the supposedly effective treatment for cancer, the Di Bella multi-therapy: like nowadays, in 1998, following growing public demand, the Italian Parliament passed an act authorising that clinical trials be conducted and making funds available despite lack of scientific basis for the claims.
A similar, but even more complex story, showing the growing power of social media, is that of a controversial new treatment for multiple sclerosis (MS), proposed by another Italian physician, Dr. Paolo Zamboni, a vascular surgeon who theorized a condition called “chronic cerebrospinal venous insufficiency” (CCSVI) as playing a role in the pathogenesis of MS and proposed a “liberation therapy” (unblocking the extracranial venous obstruction using angioplasty).
The MS and CCSVI case is more complex because controlled multicentre “liberation” trials have been allowed by many (not only in Italy) local IRBs, i.e. the committees that have been formally designated to protect the rights and welfare of the research subjects.
The Author analyzes her own experience as member of one of those IRBs that approved by majority such a trial, without solid scientific evidence of a causal relationship between CCSVI and MS and despite the concerns about potential risks associated with the proposed therapy (hemorrage, dislodgment of blood clots resulting in heart attack or stroke, nerve damage in the neck, among others).
The remaining sense of bitter of an approval arrived at the end of an animated discussion amongst IRB members and prompted by the considerable public pressure of MS sufferers, who rushed off to get the surgery by many clinics offering liberation therapy, has raised a reflection on how to prevent similar future cases, having the common denominator of a physician/researcher putting himself out of the good clinical practice.
The way forward seems to promote a culture of research integrity, in which misconduct is not tolerated
L'agire sanitario responsabile
E’ certamente tempo che i Clinici si approprino della capacità di giudicare l’operato dei Colleghi, che considerino la testimonianza, la consulenza e la perizia in un’aula giudiziaria come una componente normale e necessaria della loro attività professionale. Una componente, come tutte le altre, deontologicamente connotata e che deve necessariamente essere di elevata qualità, considerata l’estrema importanza dei risvolti che possono avere i giudizi espressi nei riguardi dei Colleghi.
Consulenti e periti devono essere formati nella conoscenza delle implicazioni giuridiche delle proprie funzioni e devono essere accreditati nel loro ruolo di esperti.
Non è pensabile che questo vaglio sia svolto dal Comitato che, oggi, decide presso i Tribunali italiani l’ammissione all’albo dei Consulenti Tecnici e che è costituito, oltre che dal Presidente del Tribunale stesso, dal Procuratore della Repubblica e da un singolo rappresentante dell’Ordine dei Medici.
Solo le Società Scientifiche di riferimento possono accreditare i veri esperti ed esercitare un controllo di qualità del professionista nella sua attività medico-legale.
Qualche esempio in Italia comincia ad essere segnalato, ma sono soprattutto le Associazioni e le Società Scientifiche americane ad aver compreso l’importanza di studiare delle politiche di governo in prima persona dell’attività medico-legale dei propri iscritti.
Formazione, linee-guida e monitoraggio delle consulenze (pubblicando, ad esempio, nelle proprie riviste quelle che, secondo un significativo consenso, non rispettino la verità scientifica e siano solo “un furbesco giochetto da azzeccagarbugli”, come anche dando rilievo a quei casi in cui "due pareri peritali opposti risultino entrambi decorosi e legittimi, perché i dati sono così incerti e la dottrina medico-giuridica così insicura, che le opinioni antitetiche meritano eguale credito”) sono gli strumenti che l’esperienza nord-americana indica come percorribili anche per le nostre Società
Problematiche attuali e aspetti medico-legali nell'uso delle tecnologie innovative
L'innovazione tecnologica, insegna l'esperienza medico-legale degli ultimi trenta anni, porta invariabilmente con sé, con tempi di latenza che sembrano sempre più brevi, nuove ondate di casi di contenzioso giudiziario per uso non indicato o non corretto o, al contrario, per non uso delle nuove tecnologie. Non fa eccezione la Radioterapia, interessata da un numero di casi contenuto in senso assoluto, ma non irrilevante, tenuto conto che i radioterapisti sono molti meno dei radiologi. Viene presentata una carrellata della giurisprudenza italiana, che offre spunti di riflessione anche etici
Comunicare o non comunicare: il problema degli incidental o unexpected findings
Handling incidental findings that may occur in genetic research is an issue of bitter debate, with two opposite approaches: an autonomy-focused and a result-evaluation approach. Many of the groups that have visited this issue have placed priority on the scientific validity, clinical significance, and availability of medical interventions, while some scholars and Courts claim that people should get all research results. The fact is that genome-wide association studies have been fruitful in identifying disease susceptibility loci, but quantifying individual disease risk based on genotype is, at state, not satisfactory. Yer the conservative criteria proposed by U.S. and european guidelines seem to be appropriate
Cadaveri e sperimentazione
L'utilizzo di parti cadaveriche a scopo scientifico, di grande interesse potenziale per la Medicina, soffre oggi nel nostro Paese non solo di limitazioni pratiche, ma anche di scarsa considerazione nel dibattito sulla sperimentazione, nonostante presenti problematiche peculiari, meritevoli di attenzione. Viene presentata la recente esperienza del settorato medico-legale milanese, con la richiesta di parere al Comitato Etico d'Ateneo
La genetica dei tratti somatici nell'identificazione della persona a fini forensi. Parte 2
L'articolo presenta alcune argomentazioni a sostegno e contro l'applicazione della genetica dei tratti somatici in ambito forense, mettendole a confronto in termini di probabilità e utilità per decisioni che tengano conto della pregnanza civile della questione, lo stato dell'arte della quale era stato affrontato dal dott. Piccinini nella parte I (Medicina e Diritto; 1: 37-45; 2008
Il Re è nudo (ma non troppo) : brevi note a commento dell’ordinanza 16 luglio 2005, Trib. Cagliari
Un''ordinanza del Tribunale di Cagliari in relazione alla diagnosi genetica pre-impianto mette in luce un disagio generalizzato generato dall''art. 13 co. 2 della legge 40/2004, che regolamenta in Italia la procreazione medicalmente assistita. Un disagio della coppia, che si vede addossato un rischio elevato di generare un figlio affetto da una patologia invalidante. Un disagio del pubblico ministero, che saggia la percorribilità di interpretazioni estensive di una norma rigida ed ancor più rigidamente applicabile secondo le linee guida. Un disagio del giudice, che si vede costretto a rigettare queste interpretazioni elastiche, rinviando alla Corte costituzionale la soluzione dei contrasti
Leggi e norme sulla PMA : il panorama legislativo europeo
Quello del cosiddetto "turismo procreativo", ovvero della migrazione di coppie che varcano i confini nazionali per cercare di dare una risposta al desiderio di avere un bambino, è un "problema" internazionale, la cui ragione principale è identificabile nelle scelte regolamentative dei legislatori, che proibiscono nel proprio Paese qualche trattamento o pongono delle barriere all'accesso alle tecniche per candidati/e considerati inadatti ad allevare una prole. Il lavoro analizza il panorama legislativo europeo, considerando in particolare i requisiti soggettivi per l'accesso alle tecniche di PMA, la procreazione c.d. eterologa, la fecondazione "post-mortem", la surrogazione di maternità e le diverse posizioni espresse dai legislatori europei sulla questione dello statuto dell'embrione umano. La legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita propone un quadro normativo restrittivo, rispetto ad altri Paesi europei, suscitando un dibattito ancora vivo e controverso. Questo libro intende discutere gli aspetti critici delle tecnologie riproduttive e analizzare il loro impatto sulle donne, sugli uomini e sui percorsi genitoriali, tenendo sempre presente la questione delle disuguaglianze e dei rapporti di potere inisiti nelle relazioni tra i generi, tra medico e paziente, tra legislatore e cittadino/a. Il volume propone una riflessione sulla procreazione medicalmente assistita a partire dalla sociologia della salute e della medicina, dall'antropologia medica e dagli studi di genere
Le direttive anticipate di trattamento a garanzia del dualismo medico-paziente in tutte le decisioni mediche : la prospettiva bioetica e quella giuridica
L''attività medico-legale all''interno di un''Azienda Ospedaliera prospetta talvolta spunti di riflessione su questioni di non facile approccio tecnico o di straordinaria difficoltà che impegnano anche su tematiche etiche e giuridiche. Un caso di diretta rilevazione di dissenso alla trasfusione ha offerto l''impulso per discutere di un particolare argomento che offre intensi motivi di riflessione
La procreazione tra natura e cultura : alcune osservazioni sulla nuova legge in tema di procreazione medicalmente assistita (Legge 19 febbraio 2004, n.40: Norme in materia di procreazione medicalmente assistita)
Commento sistematico alla legge 40/2004, che regolamenta la procreazione medicalmente assistita, evidenziandone i punti critici, sia per quanto riguarda l'applicazione che le questioni generali, in primo luogo lo statuto dell'embrione e taluni divieti
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