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Francesco Colonna e Giovanni Gioviano Pontano
ABSTRACT ITALIANO
Viene proposto un confronto tra Francesco Colonna romano ritenuto da Calvesi e molti altri studiosi autore dell’Hypnerotomachia Poliphili (1499) e Giovanni Gioviano Pontano committente di una Cappella a Napoli edificata nel 1493 con lo stesso gusto antiquariale ispiratore del restauro conservativo del palazzo baronale di Palestrina effettuato da Francesco Colonna nel 1492. L’autore commenta tre documenti inediti da lui rinvenuti in archivio: l’unica lettera autografa nota di Francesco Colonna utile per attribuire eventuali opere manoscritte dello stesso, tramite confronto calligrafico e le bolle di nomina di Francesco Colonna quale canonico di San Pietro e protonotario apostolico partecipante.
ENGLISH ABSTRACT
The contribution offers a comparison between the roman Francesco Colonna, believed by Calvesi and many scholars to be the author of Hypnerotomachia Poliphili (1499) and Giovanni Gioviano Pontano, patron of a chapel built in Naples in 1493 in the same style of antiquarian restoration of the baronial palace of Palestrina built in 1492 by Francesco Colonna. The author comments on three unpublished documents he found in the archives: the only known autograph letter of Francesco Colonna, useful to attribute to him other manuscript works by means of handwriting comparison, and the documents through which Francesco Colonna was appointed Canon of St. Peter and participant Apostolic Prothonotary
Francesco Colonna Romano Protonotario Apostolico. Cenni Biografici su Filippo Barbarigo di Lorenzo
Viene pubblicato il testo integrale della bolla di nomina di Francesco Colonna come Protonotario Apostolico partecipante datata 15 maggio 1473 corredato da un commento storico-critico. All'epoca di Papa Martino V i protonotari apostolici erano più di quaranta in tutto il mondo: quindi un numero esiguo che dimostra l'importanza della carica nella curia del Quattrocento. Vengono quindi illustrati i compiti, le prerogative e i privilegi del protonotariato apostolico partecipante nella Storia della Chiesa.
Inoltre, dal momento che le notizie su Francesco Colonna romano signore di Palestrina allo stato attuale degli studi sono molto poche, si è proceduto all'analisi dettagliata dei nomi citati nella bolla di nomina tra i quali figura in qualità di patrocinatore Filippo Barbarigo di Lorenzo, amico d'infanzia di papa Paolo II Barbo. Il Barbarigo era un umanista minore e versificatore latino i cui versi sono presenti nel codice Isoldiano insieme ad un Cillenio, altro umanista minore. Dall'analisi comparativa delle biografie è risultata una singolare ricorrenza del nome Barbarigo tra i personaggi vicini ad Aldo Manuzio il Vecchio: infatti Pierfrancesco Barbarigo fu suo socio dal 1495 al 1499, anno di pubblicazione dell'Hypnerotomachia Poliphili. Se risultasse confermata una più che probabile parentela tra Filippo Barbarigo di Lorenzo e questo Pierfrancesco Barbarigo come proposto dall'autore del presente articolo verrebbe alla luce un legame diretto tra la produzione materiale del libro e quello che dovrebbe essere il suo autore secondo l'ipotesi di Maurizio Calvesi.The text of Francesco Colonna's bull of appointment as Protonotario Apostolico partecipante, dated 15 May 1473, is published in full, along with a historical-critical comment. At pope Martin V's times, the protonotari apostolici were more than forty all over the world, that is to say an exiguous number that shows the high relevance of the position in 15th-century curia.
The mansions, the prerogatives and the privileges of the protonatariato apostolico partecipante in the history of the Church are then illustrated. Moreover, as at the current state of the studies the data concerning the Roman Francesco Colonna signore of Palestrina are very few, a detailed analysis of the names quoted in the bull of appointment has been carried out, among which it emerges, in the role of patrocinatore, the figure of Filippo Barbarigo di Lorenzo, childhood friend of pope Paul II Barbo. Barbarigo was a minor humanist and a versifier in Latin whose verses are to be found in the Isoldiano codex, together with a certain Cillenio, another minor humanist.
From the comparative analysis of the biographies, a peculiar recurrence of the name Barbarigo has emerged among the people close to Aldo Manuzio the Elder: as a matter of fact, Pierfrancesco Barbarigo was his partner from 1495 to 1499, year of publication of the Hypnerotomachia Poliphili. If a more than probable parenthood between Filippo Barbarigo di Lorenzo and this Pierfrancesco Barbarigo were confirmed, as suggested by the author of the present article, a brighter light would be cast on the material production of the book and the one who is supposed to be its author in Maurizio Calvesi's hypothesis
L'Hypnerotomachia Poliphili tra Roma e Venezia: rassegna delle relazioni culturali tramite biografie sistematiche relazionali
ABSTRACT ITALIANO
Viene studiata la biografia di Filippo Barbarigo citato nella bolla che nomina Francesco Colonna protonotario apostolico. Filippo Barbarigo, che ha posseduto incunaboli di Cicerone, è stato membro dell'Academia Bessarionis e l’autore suggerisce di indagare sulla sua probabile parentela con Pierfrancesco Barbarigo, finanziatore di Aldo Manuzio editore dell’Hypnerotomachia. Filippo Barbarigo potrebbe così costituire un inedito elemento di congiunzione tra Francesco Colonna romano e l’Hypnerotomachia. L’autore annuncia studi sull’Accademia dei Vertunni dove si riscontra la compresenza di Mantegna e Pomponio Leto, oltre ad un Cillenio che forse è lo stesso citato nel Codice Isoldiano dove trovano posto versi di Filippo Barbarigo.
ENGLISH ABSTRACT
The essay looks into the biography of Filippo Barbarigo, cited in the document through which Francesco Colonna was appointed Apostolic Prothonotary. Filippo Barbarigo was the owner of several incunabula of Cicero and a member of the Academia Bessarionis. The author suggests to investigate the possible relationship between Filippo and Pierfrancesco Barbarigo, financial patron of Aldus Manutius, the publisher of Hypnerotomachia. Filippo Barbarigo could be a new element for the bond between the roman Francesco Colonna and the Hypnerotomachia. The author announces further studies on the “Accademia of Vertunni” where one finds the presence of Mantegna and Pomponio Leto, as well as a Cyllene, which is perhaps to be identified with the one mentioned in the Codice Isoldiano where some verses by Filippo Barbarigo are included
Recensione di Robert G. La France, Bachiacca: artist of the Medici court, Firenze, Olschki, 2008
ABSTRACT ITALIANO
Francesco Ubertini detto il Bachiacca ebbe scarsa fortuna critica ma questo volume di Robert G. La France colma una lacuna grave nella critica d’arte con una solida monografia in lingua inglese che prende in esame tutte le opere e i documenti di questo pittore. Stefano Colonna giudica positivamente il libro, pubblicato da Leo Olschki, limitandosi a sottolineare che alcune opere, inserite come autografe dall’autore, presentino differenti qualità.
ENGLISH ABSTRACT
Francesco Ubertini called Bachiacca has had little critical fortune, but this book by Robert G. La France fills a serious lacuna in art criticism with a solid English monograph that examines all the existing works and documents. Stefano Colonna welcomes the book published by Leo Olschki and simply points out that some of the works included by the author as autograph have a different quality
Il Ritratto di Andrea Doria di Sebastiano del Piombo e l'Hypnerotomachia: precisazioni storico-biografiche
ABSTRACT ITALIANO
Viene spiegata la presenza del cosiddetto “geroglifico romano” dell’Hypnerotomachia (1499) nel Ritratto di Andrea Doria di Sebastiano del Piombo (1526) confrontando la biografia dell’uomo d’armi con personaggi legati al libro. Andrea Doria, che riuscì ad evitare la cattura di Giovanna da Montefeltro figlia di Federico da parte del Duca Valentino, militava sotto Giovanni Della Rovere marito di Giovanna da Montefeltro e ciò spiega il legame col Polifilo dal momento che la madre di quest’ultima, Battista Sforza, usa il termine greco πολυφιλία nel 1462-63 nell’opera dell’umanista Martino Filetico che, molto probabilmente, fu maestro di Francesco Colonna autore dell’Hypnerotomachia.
ENGLISH ABSTRACT
The contribution explaines the presence of the so-called "Roman hieroglyphic" of Hypnerotomachia (1499) in the Portrait of Andrea Doria by Sebastiano del Piombo (1526) comparing the biography of the man-in-arms with some characters related to the book. Andrea Doria managed to avoid the capture of Giovanna, daughter of Federico da Montefeltro, by the Duke Valentino. Andrea Doria fought under Giovanna da Montefeltro's husband, Giovanni Della Rovere. This explains the link with Polyphilus since her mother Battista Sforza uses the Greek term πολυφιλία in 1462-63 in the book of the humanist Martin Filetico, who was very likely the teacher of the author of the Hypnerotomachia, Francesco Colonna
Giovanni Albino e la politica filo-romana degli Aragonesi alla luce di una xilografia "sallustiana" dell'Hypnerotomachia Poliphili
Il contributo prende in esame la molto importante ma poco studiata figura di Giovanni Albino segretario e bibliotecario degli Aragonesi, numero due nella corte di Napoli dopo il più conosciuto Giovanni Gioviano Pontano. Viene analizzata la produzione storiografica dell'Albino in base agli studi di Sondra Dall'Oco (2001) e soprattutto un'elegante miniatura presente in un manoscritto dell'Albino datato 1494, conservato nella Bayerische StaatsBibliothek di Monaco, contenente gli Excerpta ex Blondi Decadibus dove si legge l'iscrizione in lettere capitali latine in gusto antiquario "CONCORDIA PARVAE RES CRESCUNT" motto sallustiano presente anche nell'Hypnerotomachia Poliphili del 1499. Sono noti i rapporti dell'Albino con personaggi illustri del suo tempo come Gentile Virginio Orsini, Lorenzo de' Medici e Ludovico il Moro.
Lo scrivente ipotizza una conoscenza di Giovanni Albino anche con Francesco Colonna romano signore di Palestrina autore dell'Hypnerotomachia per via della presenza di numerosi riferimenti alla fortuna presenti nel De Gestis regum Neapolitanorum de Aragonia di Giovanni Albino e, come noto, fondamentali nel Polifilo per via della criptica citazione del tempio prenestino. La via maestra di questi rapporti politico-culturali con Francesco Colonna romano deriverebbe secondo lo scrivente dalla comune amicizia con Gentile Virginio Orsini di cui sono documentate relazioni epistolari sia con Albino sia con Francesco Colonna romano.
La "Polyphilia" intesa come rete di amicizie è un tema caro ad entrambi gli umanisti Giovanni Albino e Francesco Colonna romano tanto che lo scrivente ipotizza, sulla scorta del motto sallustiano presente nelle opere di questi due autori, che la "Polyphilia" fosse non soltanto una citazione umanistica di Plutarco e Sallustio, ma un vero e proprio patto di allenza pacifica tra le corti aragonese di Napoli e quella di Roma, un patto segreto ed alternativo a quello sanguinoso portato avanti negli anni '90 del Quattrocento in poi dai Borgia e universalmente noto grazie al Machiavelli.This contribution examines the highly important yet little studied personality of Giovanni Albino, secretary and librarian at the Aragon court, second to none except to the more famous Giovanni Gioviano Pontano. The analysis focuses on Albino's historiographic production, relying on Sondra Dall'Oco's studies (2001), and especially on an elegant illumination included in an Albino's manuscript dating 1494, held at the Bayerische StaatsBibliothek of Monaco, which includes the Excerpta ex Blondi Decadibus, where one can read the inscription, executed in Latin capital letters of antiquarian taste, "CONCORDIA PARVAE RES CRESCUNT", a motto by Sallust which is also included in the Hypnerotomachia Poliphili of 1499.
The relationship between Albino and the renowned men of his times, such as Gentile Virginio Orsini, Lorenzo de' Medici and Ludovico il Moro, is well know. The author suggests that Giovanni Albino knew also the Roman Francesco Colonna of Palestrina, author of the Hypnerotomachia, on the basis of the numerous references to the theme of fortune included in Giovanni Albino's De Gestis regum Neapolitanorum de Aragonia and, as well known, of capital importance in the Hypnerotomachia for the obscure quote of the Temple of Fortuna Primigenia.
According to the author, the main stream of these political and cultural relationship with Francesco Colonna would stem from their mutual friendship with Gentile Virginio Orsini, who is attested to be in an epistolary contact with both Albino and the Roman Francesco Colonna.
The "Polyphilia" intended as a network of friendships is a theme cultivated by both the humanists Giovanni Albino and the Roman Francesco Colonna, so that the author argues, relying on Sallust's motto included in the works of these two authors, that the "Polyphilia" was not only a humanistic quote of Plutarch and Sallust, but also a real agreement of peaceful alliance between the Neapolitan Aragon court and the Roman court, a secret and alternative agreement to the violent one carried out in the 1490s and then by the Borgia, universally known thanks to Machiavelli
Per una lettura in chiave politica de Le Tre Grazie di Raffaello
Viene preso in esame il dittico delle Tre Grazie (Chantilly, Musée Condé) con il suo pendant de Il Sogno del Cavaliere (London, National Gallery) dipinto da Raffaello Sanzio probabilmente tra il 1504 e il 1505 di cui si propone una lettura in chiave politica sulla base dei versi latini di Martino Filetico già incisi alla base del Gruppo marmoreo antico delle Tre Grazie a cui Raffaello si era ispirato.
In tali versi si dice infatti che le Tre Grazie sono connesse tra di loro perché “sono unite da patti reciproci” «[...] pinguntur nexe: q. mutua federa iungu[n]t [...]», vale a dire un sistema di patti reciproci, quindi alleanze basate sull'amore (Tre Grazie) e sulla cultura (Sogno del cavaliere).
Raffaello doveva aver preso visione del Gruppo marmoreo antico nella Libreria Piccolomini del Duomo di Siena e la scultura proveniva da un dono di Prospero Colonna.
Considerando che Martino Filetico era sicuramente stato maestro di Giovanni Colonna, futuro cardinale e cugino di Francesco Colonna romano signore di Palestrina, secondo Calvesi autore dell'Hypnerotomachia Poliphili e che Battista Sforza aveva usato la parola “πολυφιλία” nelle “Iocundissimae Disputationes” di Martino Filetico, la presenza di tale parola dalle molteplici implicazioni di significato, crea un importante collegamento storico filologico tra personaggi e ambienti culturali che gravitano intorno al Polifilo, Stefano Colonna (COLONNA 2002) aveva proposto di considerare Filetico maestro anche di Francesco Colonna romano. Tale ipotesi lo induce ora a supporre che Le Tre Grazie di Raffaello siano ispirate alle tematiche politiche dell’Hypnerotomachia, che proponeva il concetto di “πολυφιλία” come rete di alleanze pacifiche fondate sull’Amore, segretamente alternative all'odio borgiano descritto da Machiavelli. È questo uno dei motivi di coesione tra i rappresentanti della cultura coeva, che sognavano una rivoluzione pacifica da contrapporre alla violenza cieca della politica dominante. A conferma troviamo significative notazioni in un manoscritto latino in distici elegiaci in corso di pubblicazione intitolato a Nevia (COLONNA 2016) opera di Evangelista Maddaleni Capodiferro, segretario del citato card. Giovanni Colonna che viene proposto a confronto. In questo manoscritto MS.I.72 intitolato a Nevia (post 1502) della Biblioteca Augusta di Perugia viene celebrato il tema del «cedunt (variante del ciceroniano «cedant») arma togae» basato su un nuovo concetto di “pace”, connessa alla passione amorosa che verrà reso celebre da “Li Nuptiali” (1506-1509) di Marc'Antonio Altieri artefice della celebre “pax romana” del 1511.
Questi testi portano a compimento un concetto già espresso da Giovanni Albino segretario degli Aragona di Napoli nei suoi “Excerpta ex Blondi Decadibus” (1494) e basato sul motto sallustiano CONCORDIA PARVAE RES CRESCUNT oltre che nell'Hypnerotomachia stessa (1499). Proprio al concetto di CONCORDIA erano infatti collegate le Tre Grazie nella celebre medaglia di Maria Poliziana.Analysis focuses on the dyptic formed by The Three Graces Chantilly, Musée Condé) and its pendant A Knight’s Dream (London, National Gallery), presumably painted by Raphael Sanzio between 1504 and 1505, of which a political reading is proposed (on the basis of Martino Filetico’s Latin verses already engraved on the plinth of the ancient marble group of the Three Graces which had inspired Raphael).
These verses thus state that the Three Graces are intertwined because ‘they are linked by mutual agreements’ «[...] pinguntur nexe: q. mutua federa iungu[n]t [...]», that is to say by a system of mutual agreements, such as alliances based on love (The Three Graces) and on culture (A Knight’s Dream).
Raffaello must have seen the ancient marble group in the Libreria Piccolomini in the Duomo of Siena, the sculpture which was originally gifted by Prospero Colonna.
Considering that Martino Filetico was surely the master of Giovanni Colonna, who would become a Cardinal and was the cousin of the Roman Francesco Colonna, signore di Palestrina - who, according to Maurizio Calvesi, should be considered the author of the Hypnerotomachia Poliphili, and that Battista Sforza had used the word ‘πολυφιλία’ in Martino Filetico’s Iocundissimae Disputationes (the presence of this term, in its manifold meanings, creates an important historical and philological connection among the characters and cultural circles gravitating around Polifilo), Stefano Colonna (COLONNA 2002) had proposed to consider Filetico the master of the Roman Francesco Colonna, too.
At present, this hypothesis leads him to suggest that Raphael’s The Three Graces were inspired by the political matters of the Hypnerotomachia, which proposed the concept of ‘πολυφιλία’ as a network of peaceful alliances based on love, secretly opposed to the Borgian hate described by Machiavelli.
This is one of the unifying motifs among contemporary cultural agents, who dreamt of a peaceful revolution to oppose to the blind violence widespread in politics. This is confirmed by significant annotations in a Latin manuscript written in elegiac couplets, which are included in a forthcoming publication dedicated to Nevia (COLONNA 2016), composed by Evangelista Maddaleni Capodiferro, secretary of the above-mentioned Cardinal Giovanni Colonna, quoted in a comparison. In this manuscript MS.I.72 dedicated to Nevia (post 1502) in the Biblioteca Augusta in Perugia, the theme of the «cedunt (a variant of the Ciceronian «cedant») arma togae» is praised, based on a new concept of ‘peace’, connected to love passion, which will achieve fame thanks to Li Nuptiali (1506-1509) by Marc’Antonio Altieri, the artifex of the ‘pax romana’ of 1511.
These texts bring to completion a concept already developed by Giovanni Albino, Secretary of the Aragons of Naples, in his Excerpta ex Blondi Decadibus (1494), and based on Sallustio’s motto CONCORDIA PARVAE RES CRESCUNT, besides the Hypnerotomachia itself (1499).
As a matter of fact, The Three Graces represented on Maria Poliziana’s renowned medal were inspired by the concept of CONCORDIA
Hypnerotomachia Poliphili e Roma. Metodologie euristiche per lo studio del Rinascimento
Fino ad ora sottovalutati perché difficilmente dimostrabili, in realtà gli scambi culturali tra gli artisti e i letterati hanno contribuito a caratterizzare l’originalità del Rinascimento italiano. Pinturicchio lavora al pavimento del Duomo di Siena e nella
Libreria Piccolomini appaiono evidenti citazioni del Polifilo. Andrea Mantegna e Pomponio Leto, fondatore dell’Accademia Romana, sono compresenti nell’Accademia dei Vertunni di Brescia mentre Giovanni Bellini, che aveva una vigna a Roma dove venne ritrovato uno specchio antico, dipingeva il ritratto di Raffaele Zovenzoni autore dei celebri versi in onore di Francesco Colonna antiquario. Tra gli estimatori del Polifilo anche Jacopo Galli, il banchiere che comprò il Bacco, prima opera romana del giovane
Michelangelo Buonarroti. Baldassarre Peruzzi riuscì a rifondare Carpi secondo l’immagine di una novella Roma usando i consigli e le direttive del colto Alberto III Pio allievo di Aldo Manuzio il vecchio, editore dell’Hypnerotomachia. Il pittore Amico Aspertini, come anche l’antiquario carmelitano Fabrizio Ferrarini, si ispirarono ai fregî antichi della città di Roma che furono valorizzati in modo esemplare dalle xilografie in stile egizio del Polifilo di Francesco Colonna romano signore di Palestrina.Neglected as difficult to prove until now, the cultural exchanges among artists and men of letters chiefly contributed to shape the originality of the Italian Renaissance. Pinturicchio worked for the pavement decoration of the Sienese Duomo and the Libreria Piccolomini hosts overt references to the Hypnerotomachia. Andrea Mantegna and Pomponio Leto, who was the founder of the Accademia Romana, are both attested in the Accademia dei Vertunni in Brescia, while Giovanni Bellini, who owned a land in Rome in which an ancient mirror was found, painted the portrait of Raffaele Zovenzoni, the author of renowned versed dedicated to the antiquarian Francesco Colonna. Among the appraisers of the Hypnerotomachia, Jacopo Galli was the banker who purchased the Bacchus, the first Roman work of the young Michelangelo Buonarroti. Baldassarre Peruzzi succeeded in reshaping Carpi according to the model of a novel Rome, profiting from the suggestions and guidelines of the erudite Alberto III Pio, a pupil of Aldo Manuzio the Elder, who published the Hypnerotomachia. The painter Amico Aspertini, as well as the Carmelite antiquarian Fabrizio Ferrarini, took inspiration from the antique friezes of Rome, which were remarkably enhanced by the Egyptian-like woodcuts in the Hypnerotomachia, written by the Roman Francesco Colonna nobleman of Palestrina
VI. Sezione Laboratorio Sperimentale Robotico Baurora. Video interattivi prodotti dal Centro Teatro Ateneo della Sapienza sotto la supervisione di Alessandra Bertuzzi sulla base di un progetto di ricerca di Stefano Colonna
Abstract it
Nel 1499, a Venezia, Aldo Manuzio il Vecchio dava alle presse il più importante incunabolo del rinascimento italiano: l’Hypnerotomachia Poliphili, corredato di ben 171 xilografie. Negli anni si sono susseguiti molti studi in merito a chi ne fosse l’anonimo autore, ma solo pochi sono stati dedicati alle 171 immagini che illustrano questo libro stampato, e ancora oggi restano incerti il nome del disegnatore e quello dell’incisore. Nel 2017 nasce il Progetto di ricerca Icoxilòpoli 1 - Iconografie delle xilografie del Polifilo, diretto da Stefano Colonna nel suo Insegnamento di Museologia e Critica Artistica e del restauro della Sapienza, fondato sulla constatazione che determinati argomenti simbolici dell’incunabolo sono descritti nel testo ma non nelle immagini, e viceversa, e quindi sulla necessità di individuare, sia nel testo che nelle immagini, le “parole-chiave” e gli oggetti simbolici, per creare un percorso biunivoco “parola-immagine-parola”. Icoxilòpoli 2, che riprende le tematiche di Icoxilòpoli 1, presenta 19 schede relative alle xilografie del Polifilo, ordinate secondo il numero di apparizione nell’editio princeps dell’Hypnerotomachia del 1499 con il corredo di ulteriori saggi analitici. Gli autori hanno ben compreso la necessità di rimanere su un doppio binario espressivo, che favorisse una lettura delle schede in chiave di “meta-romanzo” pur conservando la qualifica accademica dell’approccio scientifico, e ciò dimostra quanto l’università italiana sia ricca di potenzialità umane e scientifiche che, se valorizzate, producono risultati accademici fin dai primi anni di studio.Abstract en (english translation by Flavia De Nicola revised by Giulia Martina Weston)
In Venice, in 1499, Aldo Manuzio the Elder gave the most important incunabulum of the Italian Renaissance to the press: the Hypnerotomachia Poliphili, accompanied by 171 woodcuts. Over the years, many studies have followed one another to look into the identity of the anonymous author, but only a few of them were dedicated to the 171 images illustrating this printed book, and nowadays the name of the draftsman and that of the engraver remain uncertain. In 2017, the research project Icoxilòpoli 1 - Iconographies of the Polifilo’s woodcuts, led by Stefano Colonna in the context of the Museology and Art Criticism and Restoration teaching at the University of Rome La Sapienza, was founded on the ascertainment that specific symbolic themes of the incunabulum are described in the text but not through the images, and vice versa, hence the need to identify the keywords and the symbolic objects both in the text and images, in order to create a two-way path "word-image-word". Icoxilòpoli 2, which takes up Icoxilòpoli 1 subject matters, presents 19 insets relating to Polifilo’s woodcuts, ordered by number of appearance in the editio princeps of the Hypnerotomachia dating 1499 and equipped with further analytical essays. The authors well understood the need to continue to operate on an expressive double-track, which could encourage an interpretation of the insets in the key of a “metafictional” story while preserving the academic status of the scientific approach, and this shows how rich Italian academia is in human and scientific potentialities so that, if enhanced, it produces academic results since the first years of research
VII. Saggi analitici. 0. Il contributo di Biondo Flavio alla identificazione di Porta Naevia in Roma
ABSTRACT (it)
Al tema di Nevia già discusso nel 2017 viene aggiunto un nuovo elemento: l’epigrafe di NEVIA CAPITOLINA il cui “cognome-appellativo” viene qui considerato come un «cognomen ex virtute» secondo l’esempio di Manlio Capitolino che difese l’Urbe dall’assedio dei Galli. Nevia viene qui interpretata come una “Giuditta laica”. Questa lettura rientra nella celebrazione di Nevia altera Polia altera Roma per la prima volta descritta nell’Hypnerotomachia Poliphili del 1499 e poi nella Nevia di Evangelista Maddaleni Capodiferro, manoscritto I.72 latino della Biblioteca Augusta di Perugia datato post 1503 che contiene il concetto di Pax Romana fondata sull’amore (idealmente connesso ai patti epitalamici di M.A. Altieri) e che si distacca in modo netto dall’interpretazione negativa di Nevia presente negli scritti degli umanisti R. Zovenzoni e G.B. Cantalicio evidentemente partigiani di Tiberio imperatore. Viene così confermato sia il motivo della identificazione di Porta Nevia con Porta Maggiore ed Esquilina da parte di Biondo Flavio in chiave della famiglia Colonna e del Polifilo, sia anche la lettura in chiave politica delle Tre Grazie di Raffaello già proposta dall’autore nel 2016
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