615 research outputs found

    L'Università nella città

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    Il saggio introduttivo di un volume dedicato al patrimonio artistico dell'università di Padova analizza lo stretto rapporto tra l'università, attestata per la prima volta nel 1222 e la città, dalla fase medievale, in cui non esistevano spazi specifici deputati all'insegnamento, alla costruzione dell'edificio rinascimentale, ancora oggi sede del rettorato, fino agli ampliamenti novecenteschi e all'attuale politica di espansione con la realizzazione di nuovi edifici e la rigenerazione urbana di intere aree all'interno perimetro urbano. Il volume, destinato ad un più largo pubblico, è suddiviso in due parti. 4 saggi analizzano le tematiche principali nella prima parte, nella seconda sono analizzate le opere in contributi specifici dedicati a ciascun edificio, affidati a specialisti della materia. Il volume presenta un ricco apparato illustrativo, concepito come un'asse portante dell'intero volume, in gran parte realizzato appositamente. Ogni saggio è corredato da una bibliografia ragionata, posta alla fine del volume insieme all'indice dei nomi

    Palazzo Livinano

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    Il contributo a 6 mani, con sigle ad indicare le parti di specifica pertinenza, illustra il valore artistico del complesso Liviano, dall'età medievale, con la scoperta e messa in luce del vano di età carrarese sotto la sala dei Giganti, che deve la sua decorazione al XVI secolo, ma di cui rimane il ritratto di Francesco Petrarca dipinto da Jacopo Avzanzi. Del periodo medievale ci si sofferma sulle strutture murarie riscoperte e sulle descrizione dei cicli pittorici ricordati dalle fonti

    Sante in clipei e quadrilobi tra Oriente e Occidente. Qualche considerazione a margine delle sante martiri dipinte da Giotto sull’intradosso dell’arco di accesso alla cappella di Santa Caterina e Sant’Angela Merici, detta delle Benedizioni, nella chiesa del Santo a Padova, appena restaurate

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    L'articolo dà conto delle novità emerse dal restauro delle pitture dell'arcone di accesso della cappella di Santa Caterina nella chiesa del Santo di Padova. Un progetto di restauro fu presentato nel 2013, ma per mancanza di fondi il cantiere fu avviato, sotto la direzione scientifica dell'autrice nel 2021. Prima e durante l'intervento sono state condotte una serie di indagini diagnostiche a cura del Centro Interdipartimentale per i Beni Archeologici, Architettonici e Artisti dell'Università di Padova. Le pitture, già scoperte nel 1898, erano state restaurate dal pittore/restauratore Giuseppe Cherubini nel 1924. Grazie alla lettura di documenti archivistici, delle foto storiche, e delle analisi non invasive, e la conoscenza della prassi del restauratore in altri contesti, in accordo con la Soprintendenza, si è deciso di togliere parti dell'intonaco sovrammesso, per mettere in luce alcuni decimetri di pittura originale di Giotto. Il recupero in più punti dell'originale pittura del tralcio sul fondo rosso pompeiano, restituito dal restauro, permette di precisare la cronologia. La scoperta dell'uso di tracce di azzurrite sui bordi di alcune foglie fa comprendere l'attenzione straordinaria di Giotto nella resa coloristica di elementi solo apparentemente marginali. Si sono inoltre messe in luce tratti delle dorature originali. Il contributo si conclude con alcune riflessioni sulla tipologia della cornice a quadriboli, che ebbe grandissima diffusione prima in Europa e poi in Italia, nella nostra penisola proprio a partire dalle sperimentazioni giottesche, mentre in oriente, pur essendo testimoniata già in miniatura nel X secolo, non ebbe fortuna a livello monumentale né in campo pittorico né in campo scultoreo-architettonico

    La cura e la relazione educativa con il paziente

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    Il saggio prende le mosse dai mutamenti del concetto di salute e dall'idea di educazione del paziente inteso come persona, nella complessità delle sue dimensioni. Si affronta poi il nesso tra relazione educativa e cura educativa in ambito sanitario, focalizzandosi sulla dimensione del potere insita nella relazione educativa. Il saggio si conclude sviluppando l'idea di empowerment del paziente che si realizza nella relazione terapeutica

    Editor\u27s Page

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    The editor, Joseph Valenzano III, provides a summary on the content of Volume 29 and reflects on his term of service as editor of the Basic Communication Course Annual
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