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Periferie urbane e disagio socio-economico: com’è cambiato il voto degli italiani tra il 2008 e il 2018
Comunicazione politica
Il capitolo offre una panoramica degli studi di comunicazione politica in Italia. Ricostruisce le modalità con le quali questo settore si è grandemente sviluppato negli ultimi decenni e ne presenta un bilancio
La lunga e tormentata storia delle riforme istituzionali in Italia: perché anche Renzi ha fallito
Il capitolo ripercorre la lunga e tormentata storia delle riforme istituzionali in Italia, a partire dai primi tentativi di riforme organiche della fine degli anni settanta. Si analizzano ion particolare incentivi e vincoli che hanno reso particolarmente complessa la transizione verso un nuovo sistema politico . Enfasi particolare viene data al contesto in cui matura la riforma costituzionale promossa dal governo Renzi e le cause che ne hanno decretato il fallimento
Italia: dal pluralismo polarizzato all’ alternanza «esagerata»
Tra le varie dimensioni d’analisi del sistema politico italiano, la connessione tra sistema partitico e sistema di governo è stata una delle più affrontate in letteratura. A fronte di una Prima Repubblica nella quale un grande partito di centro, insieme ai suoi alleati, ha consecutivamente occupato tutte le cariche ministeriali per l’intero cinquantennio di riferimento (1946-1994), mai concretamente sfidato da forze partitiche potenzialmente alternative, la cosiddetta «Seconda Repubblica» è nata invece sulle ceneri della completa destrutturazione del vecchio sistema partitico, ed è stata da subito contraddistinta, al livello del sistema di governo, dall’avvento di una competizione bipolare tra coalizioni mutuamente esclusive che ambivano entrambe, legittimamente e con credibili aspettative di successo, alla conquista del potere esecutivo.
Se quanto appena ricordato corrisponde a verità, risulta davvero incomprensibile come il fenomeno dell’alternanza di governo, soprattutto in Italia (ma non solo), abbia ricevuto così poca attenzione da parte della letteratura politologica: da questo punto di vista, infatti, il caso italiano, nel passaggio tra Prima e Seconda Repubblica, appare davvero paradigmatico.
È noto come l’Italia della Prima Repubblica abbia espresso, al contempo, il massimo turnover dei governi (la cui durata media, tra 1946 e 1994, non arriva a 11 mesi) e la massima stabilità delle coalizioni di governo. Questo apparente paradosso, da varie parti individuato tra i tratti caratterizzanti della più volte espressa «eccezionalità» italiana, è facilmente spiegabile sulla base del richiamato rapporto tra sistema elettorale, sistema partitico e sistema di governo. Tale consuetudine è radicalmente mutata a partire dal 1994, con l’aumento della «decisività» delle consultazioni elettorali, a sua volta determinato da un nuovo sistema elettorale che ha bipolarizzato la competizione politico-partitica. Il risultato è stato che l’alternanza di governo, da fenomeno mai sperimentato quale era, si è invece prodotta ad ogni elezione politica nazionale
L'alternanza in Francia. L'avvicendamento di presidenti e governi e le istituzioni della V Repubblica
Il saggio analizza l'influenza che hanno esercitato sull'evoluzione politico-istituzionale della V Repubblica francese l'alternanza presidenziale e l'alternanza di governo (o l'assenza delle stesse per lunghi periodi).
In particolare, esso mette in luce come l'impossibilità dell'alternanza abbia costituito in una prima fase la premessa necessaria per l'affermazione del sistema di governo della V Repubblica, mentre il ripetersi delle alternanze a partire dal 1981 abbia ora confermato, ora messo in discussione quel sistema. E' stato inoltre evidenziato come e perché il particolare ritmo prodotto dal succedersi di due diversi tipi di scadenze elettorali (elezioni presidenziali e elezioni legislative) abbia ampliato la possibilità del verificarsi delle alternanze, totali (presidente e governo) o parziali (solo presidente o solo governo), introducendo un elemento di instabilità nella vita politica francese sino al 2002, quando è stata applicata per la prima volta la riforma costituzionale (2000) che ha portato il mandato presidenziale a cinque anni, la stessa durata del mandato dell'Assemblea Nazionale
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