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Rinvio pregiudiziale alla corte di cassazione e principio di diritto nell’interesse della legge
La Riforma Cartabia ha introdotto il rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione ai sensi dell’art. 363-bis c.p.c. Il nuovo istituto si ispira a strumenti già operanti sia nell’ordinamento italiano, che in altri sistemi giuridici stranieri o internazionali. In particolare, il contributo esamina l’istituto francese della saisine pour avis e il principio di diritto nell’interesse della legge di cui all’art. 363 c.p.c. Da ultimo, in considerazione dell’affinità tra il rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione e il principio di diritto nell’interesse della legge, si considera il rapporto intercorrente tra i due istituti nell’ordinamento giuridico italiano.RD
Soggettività intermittenti
L'articolo presenta l'analisi di una ricerca sulla condizione occupazionale dei lavoratori del loisir
Povertà e debt relief. La riduzione del debito estero quale condizione per lo sviluppo dei paesi più poveri
Clinical relevance of WNT10B / WNT10BIVS1 allele variant expression and its potential in Acute Myeloid Leukemia risk assessment
Acute myeloid leukemia (AML) develops as the consequence of a series of genetic changes in a hematopoietic precursor cell, that alter normal hematopoietic growth and differentiation, resulting in an accumulation of large numbers of abnormal, immature myeloid cells in the bone marrow and peripheral blood. The deceivingly homogeneous, undifferentiated morphology of the leukemic blasts is now known to mask a heterogeneous collection of cells that recapitulate the hierarchy of precursor cells that characterize the normal process of blood-cell differentiation. Leukemia-initiating cell (LIC) properties occur in a self-renewing non-hematopoietic stem cell progenitor cell population, preceded by the expansion of a pre-leukemic long-term hematopoietic stem cell (LT-HSC). The WNT/β-catenin pathway has been show to play a critical role in the regulation of cell proliferation, differentiation, and apoptosis of different malignant entities. Previous results obtained by our research team provided direct evidence that the WNT/β-catenin signaling is diffusely activated in the AC133+ AML population, with a specific transcriptional signature involving over-expression of the WNT pathway agonists and down-modulation of the major antagonists. Appling the new in situ technique on AML bone marrow sections, we confirmed a dramatic increase of WNT10B expression and protein release within the microenvironment in the large majority of sample. Conversely, the activation of WNT signaling, marked by expression of the dephosphorylated β-catenin, was restricted only to a smaller subpopulation of AC133bright cells.
Focusing our attention on the major locus associated to the regenerative function, in the actual study we performed a 5’-RACE analysis on WNT10B mRNA, evidencing the presence of a non-physiological transcript variant named WNT10BIVS1, retaining 77 nucleotide of IVS1 and lacking exon1. In order to provide accurate quantification of mRNA levels of WNT10B and the related WNT10BIVS1 transcript variant and to analyze the clinical relevance of their expression, we carried out the gene expression analysis by Droplet DigitalTM PCR on mononucleated cells derived from 125 AML patients. Analyzing patients according to specific genetic or risk profiles, we demonstrated that canonical WNT10B mRNA was highly expressed in all de novo AML patients here examined, representing the gene with the highest expression in leukemic patients among all the genes actually known. Furthermore, non-physiological WNT10BIVS1 variant was highly expressed in all non-favorable risk de novo AML, whereas it has non-detectable levels in core-binding factor AML, acute promyelocytic leukemia, and therapy-related disease.
The results presented here provided a compelling evidence that regeneration-associated WNT signaling exceeds the homeostatic range in the majority of human AML cases. These newly discovered genetic abnormalities WNT10B / WNT10BIVS1 seem to be associated with clinical, morphologic, and phenotypic features that allow identification of specific leukemic entity. Finally, we presented distinct molecular signatures capable of distinguish with extremely high accuracy de novo AML patients from both favorable-risk and therapy-related patients, using a non-time consuming and inexpensive test. These findings, if confirmed in a larger population of patients, may help in refine diagnostic or prognostic criteria for previously described neoplasms, and to introduce newly recognized disease entities possibly characterized by distinct causative pathogenic mechanisms
Banche della vita. Tessuti, cellule e frammenti di DNA tra scienza e società
Il saggio invita a spostare l'interrogativo da cui partire da “quali sono gli strumenti necessari per gestire nel migliore dei modi l’istituzione di una biobanca?” a “come mai le biobanche hanno acquisito una tale importanza e un tale interesse nelle nostre società?”. Se le biobanche non possono essere considerate alla stregua di strutture meramente funzionali alla ricerca scientifica, la causa è da ricercare anzitutto nelle specificità del materiale in esse conservato: materiale umano se non addirittura, come nel caso degli embrioni, vita umana in potenza. La sua particolarità deriva dalla profonda e ambigua relazione che lo lega alla persona donatrice. Non sempre è stato così. Quando sono state allestite le prime raccolte di frammenti umani che venivano conservati nei congelatori o chimicamente, una pratica di lungo corso che risale alla prima metà del Novecento, essi sono stati trattati alla stessa stregua di scarti organici privi di qualsiasi preoccupazione o rivendicazione sociale. Oggi, invece, è inevitabile che si stabilisca un nuovo e più intenso legame tra questi campioni e le persone da cui provengono, siano esse vive o morte, perché questi i tessuti, le cellule o i frammenti di DNA ci interpellano direttamente e continuamente in molteplici sensi
Risorse per il laboratorio di matematica: macchine matematiche per le sezioni coniche
In questo lavoro si presenta l’uso delle macchine matematiche in termini di risorse per il laboratorio di matematica, in accordo con la definizione di laboratorio di matematica contenuto in Matematica 2003. In particolare, si presenta un percorso didattico per lo studio delle sezioni coniche con le macchine matematiche a filo teso e ad antiparallelogramma, secondo i quadri teorici della mediazione semiotica e dell’approccio strumentale
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