221 research outputs found
Il metodo di studio come prima misura compensativa per l’inclusione degli allievi con DSA Una ricerca esplorativa
Contesto della ricerca
La certificazione dei livelli delle competenze (Miur, 2015) richiede agli insegnanti di certificare la competenza
chiave “Imparare ad imparare” (Parlamento Europeo & Consiglio Europeo, 2006), che si considera
raggiunta anche in ragione dell’acquisizione di un individuale metodo di studio.
Oggetto della ricerca
Il progetto di ricerca indaga, in una prospettiva inclusiva, le modalità con cui tutti gli allievi, e in particolare
coloro che presentano disturbi specifici di apprendimento (DSA), sono posti nelle condizioni per acquisire
il metodo di studio quale “prima misura compensativa” (Cornoldi et al.2010) entro cui armonizzare, accettare
e condividere gli altri strumenti compensativi (Chiappetta Cajola, Traversetti, 2016).
Obiettivi
Tra gli altri obiettivi, si segnalano:
- Esplorare le condizioni di apprendimento messe in atto dagli insegnanti per la promozione del metodo
di studio, nella prospettiva inclusiva.
- Esplorare i risultati raggiunti dagli allievi, e in particolare dagli allievi con DSA, in riferimento alle tre
componenti più rilevanti che caratterizzano il metodo di studio, quali: strategie cognitive e di apprendimento,
organizzazione e pianificazione del lavoro, gestione delle emozioni (Chiappetta Cajola, Traversetti,
2016).
Metodologia
La ricerca, a carattere teorico-esplorativo (Lucisano, Salerni 2012), con campione non probabilistico a scelta
ragionata (8 classi quinte di scuola primaria e 8 prime di scuola secondaria di primo grado), si avvale di
più strumenti di rilevazione che indagano quattro dimensioni di analisi, tra cui le tre componenti più rilevanti
del metodo di studio e le scelte inclusive della scuola. L’analisi dei dati è condotta secondo l’approccio
del mixed method (Creswell, Plano Clark, 2011).
Risultati attesi
Tra i risultati più interessanti, quelli derivanti dal Questionario sulle strategie di apprendimento. Versione ridotta
(Pellerey, 2015) che mostrano la diversa conoscenza ed efficacia delle modalità di studio utilizzate dagli
allievi con DSA e dagli altri allievi della classe di entrambi gli ordini di scuola
Pedagogia e politica, in occasione dei 100 anni dalla nascita di Paulo Freire a cura di Massimiliano Fiorucci Silvia Nanni Marianna Traversetti Alessandro Vaccarelli E-book
Strategie di insegnamento-apprendimento per la costruzione del metodo di studio nella prospettiva inclusiva. Dati di ricerca
finalizzato ad esplorare le modalità attraverso le quali si promuove l’acquisizione del metodo di studio nelle
classi di scuola primaria e secondaria di primo grado, frequentate da allievi con disturbi specifici di apprendimento
(DSA). Il metodo di studio, considerato elemento imprescindibile nella dialettica insegnamento-apprendimento,
è il presupposto fondamentale per il raggiungimento della competenza chiave “imparare ad imparare”
(Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione europea, 2006) ed un’ineludibile misura di prevenzione del drop
out (Checchi, 2014; Fondazione Giovanni Agnelli, 2014; Istat, 2018; Commissione europea, 2016).
Le strategie di insegnamento messe in atto dalle scuole possono rappresentare veri e propri “facilitatori”
dell’apprendimento (WHO, 2001, 2007, 2017) per gli allievi con DSA, per i quali l’acquisizione progressiva
del metodo di studio non può ridursi alla messa a disposizione degli strumenti compensativi, ma piuttosto
al loro impiego efficiente e consapevole (Cornoldi et al., 2010; Chiappetta Cajola, Traversetti, 2017).
Tra i principali risultati si presentano, in particolare, quelli relativi all’esplorazione delle condizioni di
apprendimento messe in atto dagli insegnanti, in termini di strategie di insegnamento e di strumenti compensativi
e misure dispensative impiegati/e nell’ambito dell’individuale metodo di studio.
Ciò che risulta evidente è che in entrambi gli ordini scolastici è esiguo il numero delle classi in cui si
promuove l’acquisizione del metodo di studio nella prospettiva inclusiva. Tuttavia, la scuola secondaria di
primo grado, rispetto alla scuola primaria, promuove maggiormente tale acquisizione per tutti gli allievi,
attraverso la messa in atto di più appropriate e personalizzate strategie di insegnamento mirate a tale scopo
e mediante l’impiego più efficace degli strumenti compensativi e delle misure dispensative
Strategie di insegnamento-apprendimento per la costruzione del metodo di studio nella prospettiva inclusiva. Dati di ricerca
finalizzato ad esplorare le modalità attraverso le quali si promuove l’acquisizione del metodo di studio nelle
classi di scuola primaria e secondaria di primo grado, frequentate da allievi con disturbi specifici di apprendimento
(DSA). Il metodo di studio, considerato elemento imprescindibile nella dialettica insegnamento-apprendimento,
è il presupposto fondamentale per il raggiungimento della competenza chiave “imparare ad imparare”
(Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione europea, 2006) ed un’ineludibile misura di prevenzione del drop
out (Checchi, 2014; Fondazione Giovanni Agnelli, 2014; Istat, 2018; Commissione europea, 2016).
Le strategie di insegnamento messe in atto dalle scuole possono rappresentare veri e propri “facilitatori”
dell’apprendimento (WHO, 2001, 2007, 2017) per gli allievi con DSA, per i quali l’acquisizione progressiva
del metodo di studio non può ridursi alla messa a disposizione degli strumenti compensativi, ma piuttosto
al loro impiego efficiente e consapevole (Cornoldi et al., 2010; Chiappetta Cajola, Traversetti, 2017).
Tra i principali risultati si presentano, in particolare, quelli relativi all’esplorazione delle condizioni di
apprendimento messe in atto dagli insegnanti, in termini di strategie di insegnamento e di strumenti compensativi
e misure dispensative impiegati/e nell’ambito dell’individuale metodo di studio.
Ciò che risulta evidente è che in entrambi gli ordini scolastici è esiguo il numero delle classi in cui si
promuove l’acquisizione del metodo di studio nella prospettiva inclusiva. Tuttavia, la scuola secondaria di
primo grado, rispetto alla scuola primaria, promuove maggiormente tale acquisizione per tutti gli allievi,
attraverso la messa in atto di più appropriate e personalizzate strategie di insegnamento mirate a tale scopo
e mediante l’impiego più efficace degli strumenti compensativi e delle misure dispensative
La lezione di Freire: quale contributo per la didattica rivolta agli allievi con bisogni educativi speciali?
Le nuove frontiere per la progettazione e la didattica inclusive. Riflessioni epistemologiche, ricerche empiriche ed esperienze sui disturbi e sulle difficoltà di apprendimento e di comportamento
All’interno del più ampio dibattito pedagogico e scientifico, è forte la necessità di documentare e valorizzare l’importanza della progettazione della didattica e della valutazione inclusive per tutti gli allievi e gli studenti della classe e, in particolare, per coloro i quali presentano disturbi e difficoltà di apprendimento e comportamento , attraverso riflessioni epistemologiche, ricerche empiriche ed esperienze che delineino un’analisi critica e problematizzante di tali temi. La scelta del presente numero della rivista si volge verso questa direzione per richiamare l’attenzione della comunità educativa e scientifica sulle conseguenti azioni propositive indispensabili alla formulazione e realizzazione di risposte concrete ed efficaci in una dimensione realmente inclusiv
Il Reciprocal teaching per la comprensione del testo: una strategia didattica inclusiva per garantire il diritto all’istruzione degli allievi con disabilità intellettiva
Il contributo presenta uno studio pilota basato sull’adattamento del reciprocal teaching (Palincsar, Brown, 1984) per migliorare la comprensione del testo di allievi con disabilità intellettiva media che frequentano la classe quarta della scuola primaria (Rizzo, Traversetti, 2019).
Lo studio ha trovato i propri presupposti teorici e valoriali nella prospettiva di garantire il diritto all’educazione e all’istruzione di tutti gli allievi, anche con disabilità, così come dichiarato nella Convenzione sui diritti dell’infanzia (ONU, 1989) e nella successiva Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (ONU, 2006).
In tale prospettiva e nell’ambito della ricerca nazionale “Reading Comprehension-Reciprocal Teaching” (Chiappetta Cajola, Calvani, 2019), il reciprocal teaching è stato proposto quale strategia didattica inclusiva che consente di fornire «forme di insegnamento accessibili in funzione delle capacità di ognuno», mediante «metodi di insegnamento moderni» e l’impiego di linguaggi, modalità e mezzi di comunicazione appropriati «in ambienti che ottimizzino il progresso scolastico» (ONU, 1989)
Fondamenti per lo studio della pedagogia e della didattica inclusiva Programmazione, valutazione e soluzioni metodologico-didattiche
Il volume si rivolge agli insegnanti di ogni ordine e grado, in servizio su posto comune e di sostegno,
e ai docenti in formazione iniziale, per consentire loro uno studio approfondito dei fondamenti
della pedagogia e della didattica inclusiva e divenire “docenti esperti”, in grado di progettare
percorsi di didattica e valutazione volti al successo scolastico e formativo di tutte le alunne e
di tutti gli alunni della classe, anche con bisogni educativi speciali.
Per contribuire a costruire questa importante expertise professionale, il manuale è articolato in
tre parti, ognuna della quali intende rispondere in maniera esaustiva a una domanda fondativa:
quali sono i quadri epistemologici, legislativi e pedagogici di riferimento per la pedagogia e la didattica
inclusiva? Quali conoscenze possono essere tratte dalla ricerca scientifica per individuare
gli orientamenti pedagogici e i criteri metodologici attraverso cui elaborare la progettazione inclusiva?
Quali soluzioni metodologico-didattiche possono essere adottate per favorire l’inclusione
scolastica nelle classi italiane ad alto grado di eterogeneità?
A chiudere il volume, una Guida allo studio, articolata in Domande per un primo ripasso e Domande
per lo studio più approfondito, e un Glossario di utile consultazione durante lo studio dei
diversi capitol
Capability Approach e promozione del metodo di studio per gli allievi con bisogni educativi speciali: un’opportunità e una sfida per la scuola inclusiva,
In questo saggio, si vuole evidenziare come il capability approach (Alessandrini, 2014; Nussbaum, 2011; Nussbaum, Sen, 1993; Sen, 1982, 1992, 1999, 2000, 2009) costituisca un riferimento ineludibile e innovativo per la promozione in chiave inclusiva del metodo di studio (Borkowski e Muthukrishna, 2011; Chiappetta Cajola e Traversetti, 2016, 2017, 2018) che rappresenta un aspetto fondamentale per l’acquisizione della capacità di imparare ad imparare (Consiglio dell’Unione Europea, 2018; Delors, 1997; Consiglio dell’Unione Europea, 2006) lungo il corso della vita. Il tema dello sviluppo delle persone con bisogni educativi speciali (OECD, 2005) in un’ottica di lifelong learning (Alessandrini, 2007, 2016; Aleandri e Giaconi, 2012; Associazione Treelle, Caritas Italiana, Fondazione Agnelli, 2011), e in particolare l’ambito del “saper studiare”, può, infatti, strettamente collegarsi al capability approach quale costrutto rilevante per riflettere sulle pratiche educative, in una prospettiva generativa ed inclusi-va
L'inclusione degli allievi con BES e la didattica per la comprensione del testo in classe terza di scuola primaria. Un disegno di ricerca quasi sperimentale sull'impiego del reciprocal teaching
si illustra uno studio quasi sperimentale, sviluppatosi a seguito della precedente indagine nazionale “RC-RT” condotta da SApIE, in classi quarte di scuola primaria secondo la metodologia EBID- Evidence-Based Improvement Design (Calvani, Marzano, 2020), volta a realizzare ricerche che possano migliorare i processi di apprendimento grazie alla sperimentazione di pratiche didattiche considerate efficaci, per garantirne maggior efficacia, sostenibilità ed applicabilità su larga scala. La suddetta indagine ha permesso di elaborare un modello che, al momento, può essere definito “benchmark” per la comprensione del testo in classe quarta di scuola primaria, che raccoglie il kit didattico per allievi ed insegnanti, e le indicazioni metodologiche per la massima inclusione degli allievi con BES. Tale sperimentazione nelle classi quarte ha rilevato un alto effetto (ES = +0.54), corrispondente ad un guadagno negli apprendimenti di sette mesi delle classi sperimentali rispetto alle classi di controllo; ciò ha motivato il gruppo di ricerca a soddisfare le indicazioni fornite dagli insegnanti coinvolti ed a predisporre il kit didattico anche per la classe terza (Traversetti, Rizzo, 2022a, 2022b)
- …
