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Il Decameron nella Spagna dei Secoli d’Oro: Juan de Timoneda, Matías de los Reyes e María de Zayas
Avvalendosi dei fecondi apporti critici sull’influenza di Boccaccio in Spagna, la mia proposta di intervento si colloca nel filone degli studi contrastivi ed è incentrata sulle modalità ‘appropriazione’ del Decameron attuate da tre autori dei Secoli d’Oro: i rimaneggiamenti di Timoneda, secondo il gusto cinquecentesco per il racconto ameno e arguto; l’elaborazione secentesca di Matías de los Reyes, che compensa la scarsa originalità dei contenuti con una peculiare gestione dei materiali narrativi, offrendo spunti interessanti per un’indagine intertestuale; e la rivisitazione di María de Zayas, la cui scrittura irrompe nell’egemonia letteraria maschile del XVII secolo, innovando i ruoli attanziali dei personaggi femminili, mediante un discorso che sovverte la tradizionale misoginia.
Partendo da una mappa di analogie tematiche fra Boccaccio e i novellieri spagnoli, mi propongo di definire le strategie imitative, in rapporto con le finalità pragmatiche e il contesto ideologico delle opere esaminate. In particolare, cerco di delineare i tratti peculiari, sul piano del discorso e della logica narrativa, di due modalità principali: il racconto come intrattenimento, che riprende uno spunto contenutistico con cambiamenti che incidono sulla trama (accentuazione, inserzione o soppressione di motivi), assecondando i gusti di pubblico specifico; e il racconto con finalità didascaliche, che altera il modello con rilevanti trasformazioni assiologiche, mirando a influire sul destinatario sulla base del motto oraziano “miscere utile dulci”
La poesia spagnola dei Secoli d’Oro. Antologia di motivi tematici con una cornice intertestuale
Antologia di poeti spagnoli dei Secoli d'Oro, organizzata secondo una classificazione di motivi tematici e accompagnata da note che evidenziano il dialogo intertestuale sia in ambito ispanico sia con autori italiani e i classici latin
Rosalía de Castro y las voces líricas de En las orillas del Sar
In this paper, we analyze some poems of En las orillas del Sar, in order to highlight the resources which dramatize the inner struggle of a problematic subject. We show that through some devices (such as multiperspectivism, irony and dialogue), the lyrical voice –floating through the literary atmosphere and influences of the time– represents the conflicting thoughts of a poetic “I” harassed by doubts, critically questioning and struggling between contrasting truths and dealing with the words of others.En este artículo, se analizan algunos poemas de En las orillas del Sar, con el objetivo de destacar las estrategias discursivas que escenifican la lucha interior de un sujeto problemático. Se demuestra que gracias al manejo de algunos recursos –como el multiperspectivismo, la ironía y el diálogo–, la voz lírica, respirando la atmósfera y las influencias literarias de la época, representa el curso conflictivo de los pensamientos de un yo alimentado por la duda, que se cuestiona críticamente, se debate entre verdades opuestas y se enfrenta con la palabra ajena
Dickens nello specchio dei periodici spagnoli della seconda metà dell’Ottocento
In ambito ispanista, la critica riconosce l’importante magistero esercitato da Dickens sui narratori spagnoli e, in particolare, evidenzia i rapporti con Galdós, traduttore dei Pickwick Papers (1867-1868) e autore di un articolo pubblicato in La Nación di Madrid, il 9 marzo 1868, che è considerato il primo studio sistematico sullo scrittore inglese. Sfogliando i quotidiani e le riviste madrileni della seconda metà dell’Ottocento, emerge che l’interesse di Galdós non è un fenomeno pioneristico e isolato, ma nasce sulla scia di un’attenzione già ampiamente diffusa, testimoniata da altri periodici, almeno da una quindicina di anni.
In questo intervento, si presenterà una rassegna di pagine significative di alcuni giornali che contribuiscono alla notorietà di Dickens presso un ampio pubblico di lettori, attraverso la pubblicazione a puntate di qualche sua opera (come il David Copperfield, che apparve nella prima pagina del quotidiano La España dal 27 settembre 1851 al 28 marzo 1852), recensioni critiche (come l’articolo firmato da Fernando Fulgosio nella Revista Hispano-Americana del 28 febbraio 1867 o quello anonimo in Gil Blas del 20 febbraio 1868), menzioni all’interno di bilanci letterari (per esempio, De la novela, di Gómez Ortiz, in La América del 12 novembre 1862), notizie di cronaca sulle attività pubbliche dello scrittore, fino a formare un’immagine dell’uomo e del letterato intrisa di curiosità e di stereotipi
Il Decameron nella Spagna dei Secoli d’Oro : Joan Timoneda, Matías de los Reyes e María de Zayas
Nell’epoca postridentina, il Decameron offre una ricca miniera di spunti agli autori spagnoli, che devono confrontare le loro velleità narrative con le norme imposte dalla censura. I tre scrittori oggetto di questo studio rivelano peculiari strategie di adattamen-to e, dall’analisi delle loro opere, emerge che in molti casi il dialogo intertestuale non è diretto, ma mediato da precedenti rielaborazioni: è assai probabile che Timoneda avesse sottomano la versione catalana del Decameron del XV secolo e la Suma de Johannes Carion; Reyes intreccia più fonti e avvolge in un filtro moraleggiante i suoi esperimenti narrativi; Zayas, spesso influenzata da Lope de Vega, in una delle sue novelle sembra ispirarsi direttamente a Boccaccio e dimostra un notevole estro creativo, lasciando il let-tore di fronte a un enigma, nell’abbagliante gioco barocco di riflessi e apparenze dell’edificio verbale.In the Post-Tridentine era, the Decameron was a rich gold mine of ideas for Spanish authors who had to adjust their narrative aspirations to the restrictions imposed by cen-sorship. This paper focuses on the rewriting strategies of the three authors and aims at shedding light on the intertextual relations with Boccaccio: more often than not, their dialogue is not a direct one but it incorporates, on the contrary, previous rewritings. Timoneda’s text, for instance, is undoubtedly mediated by the 1429 Catalan version of the Decameron and by Johannes Carion’s Suma; Reyes, on the other hand, combines several sources and experiments with new narrative techniques to tell their stories, wrapping up licentious episodes in sententious comments; Zayas, often influenced by Lope de Vega, seems to have deliberately incorporated one of Boccaccio’s novella in one of her novels, showing thereby a notable creative flair which leaves the reader faced with the conundrum of the dazzling and baroque ambiguity of her language.En la época postridentina, el Decamerón fue una rica fuente de inspiración para los autores españoles, que reinterpretaron algunas novelas adaptando los motivos narrativos a las normas impuestas por la censura. Los tres autores en los que focalizamos nuestro análisis revelan peculiares estrategias de reescritura que no pueden interpretarse debi-damente sin tener en cuenta el sistema de mediaciones que se interpone en el diálogo in-tertextual con Boccaccio. Varios indicios demuestran que Timoneda tenía a mano no sólo la traducción catalana del Decamerón de 1429, sino también la Suma de Johannes Carion. Matías de los Reyes combina más fuentes, experimentando nuevas técnicas na-rrativas y atenuando los episodios más licenciosos con digresiones moralizantes. María de Zayas, con frecuencia influida por Lope de Vega, en El jardín engañoso parece ba-sarse directamente en Boccaccio y da prueba de una original habilidad innovadora, gra-cias sobre todo al deslumbrante juego verbal que deja al lector frente a un enigma
Jacinto Abad de Ayala, Novela del más desdichado amante
Questa edizione salva dall'oblio un romanzo poco conosciuto che, tuttavia, merita di essere studiato nel panorama narrativo e ideologico del Barocco. Le note che accompagnano il testo rispondono a questo obiettivo: contengono informazioni e chiarimenti che orientano la lettura sia sul piano lessicale e linguistico, sia su quello letterario e culturale. Si evidenziano temi e motivi significativi, si offre un commento dei testi poetici e si segnalano le coincidenze o le affinità con altre opere dell’epoca.This edition rescues from oblivion a little known novel that, nevertheless, deserves to be studied within the Baroque ideological and narrative landscape. The notes accompanying the text respond to this objective: they orient reading from a cultural, literary, linguistic and lexical perspective. They highlight significant themes and motifs, offer a commentary on poetic texts and point out the coincidences or affinities with other works of the time.Esta edición rescata del olvido una novela poco conocida que, sin embargo, merece ser estudiada dentro del panorama narrativo e ideológico del Barroco. A este objetivo responden las notas que acompañan al texto: en ellas se recogen claves y noticias que orientan la lectura tanto en el plano léxico y lingüístico como en el literario y cultural. Se destacan temas y motivos significativos, se ofrece un comentario de los textos poéticos y se señalan las coincidencias o afinidades con otras obras de la época
L’analisi delle passioni: note a "La Regenta" di Clarín
«La Regenta» è il frutto delle riflessioni teoriche di Clarín sul naturalismo, in cui lo scrittore riconosce un unico dogma: “copiare la vita” nelle sue complesse relazioni umani e sociali. Animato dal proposito di presentare un “quadro generale” della realtà, in questo romanzo egli compone un ampio affresco del mondo incarnato in Vetusta, con le perverse pressioni che animano le passioni dei personaggi, portando a un’implacabile lotta per l’autoaffermazione, sotto la spinta dell’istinto primordiale di ‘conquistare’, ‘dominare’ e ‘divorare’. Fra le strategie compositive dell’autore, si rivela particolarmente efficace la focalizzazione multipla, che si avvale degli sguardi dei personaggi non solo come strumento narrativo essenziale, ma anche come imprescindibile motivo su cui si snoda l’azione. Emerge, inoltre, la raffinata arte del ritratto, che sfrutta le convenzioni codificate della fisiognomica, integrandole con una gestualità comunicativa in cui si può percepire l’influenza di «L’espressione delle emozioni» di Darwin
Scenari e paesaggi medievali: un breve excursus in testi letterari castigliani
Analisi dei riferimenti paesaggistici in alcune opere medievali (il panorama della gloria e lo scenario dell’oltraggio nel Cantar de mio Cid, lo sguardo del conquistatore e il locus amoenus nel Libro de Alexandre, il locus amoenus e l’allegoria religiosa di Berceo, l’allegoria profana di Fray Diego de Valencia e la sierra dell’Arcipreste de Hita, fra parodia e contrizione)
Problemi ecdotici garcilasiani
Nell’ambito della ricerca PRIN sulla trasmissione di alcune raccolte poetiche dei Secoli d’Oro e, in particolare, dei rapporti fra testimoni editoriali e manoscritti, ho presentato i risultati dell'analisi dei problemi ecdotici relativi all’opera di Garcilaso de la Vega, con l’obiettivo di chiarire alcuni aspetti filologici, alla luce di nuovi apporti e delle discussioni tuttora in corso, che riguardano specialmente l’attendibilità del manoscritto Lastanosa-Gayangos e la sua posizione nello stemma codicum.
Ho inoltre esaminato i nuovi testimoni portati in luce negli ultimi anni. Per quanto non abbia finora rilevato elementi utili per la restitutio texti, lo studio delle caratteristiche di questi codici può risultare significativo per riconoscere un’evoluzione nei gusti o una permanenza di modelli canonici che si affiancano a imitazioni di poeti minori.In the field of PRIN research on the transmission of some poetic collections of Golden Age and, above all, the relationship between editorial and manuscripts testimonies, I have analyzed ecdotic problems in Garcilaso de la Vega's Works, in order to clarify some philological aspects, considering the new contributions and the current debate regarding the reliability of the Lastanosa-Gayangos manuscript and its location in the stemma codicum.
I also examined the new manuscripts brought to light in recent years. Although I couldn't find useful elements for the restitutio texti, however the characteristics of these codes are significant to recognize an evolution in taste or the persistence of canonical models alongside imitations of minor poets.En el ámbito de la investigación PRIN sobre la transmisión de algunas colecciones poéticas de los siglos de oro y, sobre todo, de los vínculos entre testimonios editoriales y manuscritos, he presentado los resultados del análisis de los problemas ecdóticos relacionados con la obra de Garcilaso de la Vega, con el propósito de aclarar algunos aspectos filológicos, considerando las nuevas contribuciones críticas y las discusiones con respecto a la fiabilidad del manuscrito Lastanosa-Gayangos y su situación en el stemma codicum.
Además he examinado los nuevos códigos que se han catalogado en los últimos años. Aunque hasta el momento no he registrado elementos útiles para la restitutio texti, el estudio de estos cartapacios permite reconocer una evolución en los gustos o la permanencia de modelos canónicos que siguen inspirando las imitaciones de los poetas menores
La metamorfosi della luna : la tecnica della variazione nelle Suites di Lorca
Nelle Suites, Lorca parte da una riflessione sui temi fondamentali del destino umano e si propone di esprimerla tramite una scrittura dai tratti originali, che però raccoglie una vasta tradizione letteraria e, allo stesso tempo, la coniuga con quella musicale, cercando di inglobare le due muse in una sola dimensione. Il “ritmo” dei singoli testi spesso attinge dai procedimenti della lirica popolare, come il parallelismo, oppure si costruisce intorno a una matrice fonica, che si propaga in feconde associazioni di significanti. Per quanto riguarda la struttura di ogni suite, si può osservare un processo evolutivo dai primi testi, dove prevale la semplice aggregazione tematica, a una fase più matura, dove si imbastisce un filo conduttore di stampo narrativo, prevalentemente basato sull’idea del viaggio. Le stesse Suites, d’altro lato, sono un itinerario attraverso i misteri dell’esistenza e, nell’insieme, vengono ad essere una variazione intorno al tema della morte, rappresentato in un denso sistema di metafore e simboli, figure cangianti di uno stesso concetto ossessivo, simili alle metamorfosi della luna, che proietta il suo infausto arcobaleno di colori sul mondo-cimitero che circonda il poeta. Ma se vivere è camminare verso la morte, la scrittura poetica offre almeno la chiave che apre il giardino segreto del Sogno, riscattando le ombre dall’oscuro regno dei semi sterili: ciò che non è nato vive nel “canto ermetico”, la poesia che colma i segni d’assenza
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