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Ruskin e la Basilica di San Marco (1845-1877). Studiare per costruire un nuovo futuro
Come ben sa chiunque conosca anche superficialmente l’opera del Grande Inglese, quello intercorso tra John Ruskin e Venezia, fu un legame davvero lungo e profondo, durato oltre cinquant’anni. Da tale rapporto prendono spunto numerosissime pagine dei suoi scritti: da quelle di approfondimento della storia della città e del carattere dei suoi abitanti, le Stones of Venice (ma già nelle Seven Lamps del 1849 Venezia aveva trovato spazi significativi), opera di un giovane poco più che trentenne e finite di pubblicare nel 1853; fino alle faticosissime pagine di St. Mark’s Rest, apparse a fascicoli e scritte da un uomo quasi sessantenne, ormai e sempre di più in bilico tra santità e pazzia, nel periodo dell’ultimo lungo soggiorno veneziano, quello dell’autunno-inverno-primavera 1876-1877; a innumerevoli altre intermedie e anche successive, avendo Venezia fornito costantemente ispirazione lungo tutta la vita intellettuale di John Ruskin. Il presente contributo focalizza l'attenzione proprio sull'ambito veneziano e, nel farlo, affronta il tema della Basilica di San Marco per Ruskin, arrivando a individuare "un ponte tra il prima e il dopo"
L'impiego del calcestruzzo armato nei contesti periferici. Mercato Saraceno durante il Ventennio
Mercato Saraceno, a small town in Romagna, lived a time of intense architectural activity during the fascist era. Arnaldo Mussolini, the little brother of Benito and director of the most influential Italian newspaper at that time, chose to build a private studio in the place of origin of his wife, Augusta Bondanini. Here, he greeted politicians of that period and also a lot of intellectuals, raising Mercato Saraceno to the honours of the chronicle.
In those years, many buildings of public utility were built with the purpose of constructing a new image of this little peripheral context. Interesting examples are the local Casa del Fascio designed by the architect Ugo Dolcini, the Casa del Balilla of the Roman Cesare Valle, the “Augusta Mussolini” Kindergarten by Pietro Reciputi from Cesena, as well as the “Sandro Italico Mussolini” Old Age Home of the same architect. A lot of interventions on the built heritage are also completed, one for all the enlargement of the local hospital, but also the restoration of the Palazzo Comunale, damaged by an earthquake at the end of the 1910s.
Thus, the paper aim at focusing on the different way the reinforced concrete was used in some of these important works for Mercato Saraceno during the Fascist Era. The purpose is to verify how and how much the context influenced the technical choices
ATRIUM: the cultural route and the heritage of Forlì
Costituita nel 2013, l’Associazione ATRIUM (Architecture of Totalitarian Regimes of the XX Century in Europe’s Urban Memory) nasce con l’intento di gestire l’omonima Rotta Culturale Europea. È ad essa che spetta il compito di connettere esperienze diversificate, seppur legate da uno stretto, “scomodo” e comune denominatore: l’essere state prodotte dai regimi totalitari del Novecento.
A lavorare per l’Itinerario Culturale, riconosciuto dal Consiglio d’Europa l’11 aprile 2014, sono le associazioni dei vari Paesi nei quali esso si sviluppa; tra esse, Forlì ha il ruolo di promotore e principale attore. È infatti il suo ampio e articolato patrimonio razionalista ad averne fatto uno dei maggiori centri interessati dai mutamenti architettonici del Ventennio.
Il presente contributo intende delineare funzione, ruolo e obiettivi di ATRIUM, a partire dall’illustrazione dei moventi alla base della costituzione della Rotta Culturale Europea. Focalizzando l’attenzione sulle attività che l’amministrazione forlivese sta promuovendo per il proprio patrimonio, il saggio si pone l’obiettivo di illustrare i contorni del percorso di valorizzazione pensato per l’architettura razionalista della città: fruizione, conoscenza, conservazione, innovazione e partecipazione sono gli elementi alla base del progetto
Architetture del Ventennio per la formazione, la sanità e l'assistenza. Studi e progetti per Mercato Saraceno
Nella generale regola che vuole che i modelli culturali centrali raggiungano la periferia degli imperi con anni, talvolta decenni, di ritardo, si può affermare che l’esperienza del Ventennio fascista abbia rappresentato un’eccezione: probabilmente la prima per capacità di penetrazione, nonché per coerenza e diffusione degli obiettivi.
Le vicende di Mercato Saraceno, che qui si riassumono attraverso alcuni casi-simbolo, dimostrano ancora una volta la pervasività di quell’iniziativa; una pervasività che, in Romagna, terra natale di Benito Mussolini, raggiunge livelli talvolta parossistici.
Stupisce rilevare come, a pochi decenni di distanza da quegli eventi, anche in questa terra l’apporto del fascismo in tale settore sia stato a lungo dimenticato, talvolta negato; oggi, finalmente, attraverso studi e ricerche, stimolati anche da esperienze come quella di ATRIUM (Architecture of Totalitarian Regimes of the 20th Century in Europe’s Urban Memory), pare venuto il momento di ricondurre sotto l’ala della ricerca storica, rimosse le pregiudiziali ideologiche, anche quel significativo periodo e il patrimonio che in esso venne prodotto
Cesare Valle. Un'altra modernità: architettura in Romagna (sezione: ATRIUM e il Restauro del Moderno)
L’Itinerario Culturale Europeo ATRIUM ha a che fare con il patrimonio immateriale e materiale dei regimi totalitari del ventesimo secolo. I segnali che questo patrimonio “dissonante” manda al presente sono spesso complessi e contrastanti, in quanto hanno a che fare con il complesso rapporto fra lascito architettonico ed urbanistico e utilizzo in un presente democratico. Cosa fare con questo patrimonio, spesso in disuso oppure in necessità di interventi di restauro?
Questo è il quesito che ATRIUM ha posto agli amministratori, ai professionisti, agli studiosi del settore ed ai cittadini. In particolare, lo sguardo critico-storico sul passato che si sviluppa attraverso un interessamento turistico-culturale non potrà prescindere da una riflessione forte anche sul tema del restauro. Il Manual of Wise Management, Preservation, Reuse and Economic Valorisation of Architecture of Totalitarian Regimes of the 20th Century (Forlì/Ljubljana, 2013), prodotto per l’Itinerario Culturale nell’ambito del progetto originale di ATRIUM, ha costituito un primo passo. A Forlì, una discussione profonda e articolata è stata avviata con la collaborazione dell’Associazione Italiana del Patrimonio Architettonico Industriale (AIPAI) con l’istituzione di un “Tavolo sul Restauro del Moderno” che ha coinvolto numerosi soggetti provenienti da diverse discipline e istituzioni al fine di approfondire le tematiche inerenti tale argomento.
I lavori del Tavolo hanno compreso una serie di appuntamenti tematici a Cesenatico, Forlì e Predappio, area geografica che rappresenta un distretto culturale del Moderno unico nel nostro paese, al fine di verificare sul campo le problematiche specifiche.
La multidisciplinarietà del tema e i differenti contesti urbani hanno fatto emergere problematiche differenti ed approcci diversificati a seconda della tipologia di edificio e del contesto in cui l’edificio stesso si colloca. I workshop, le visite, i sopralluoghi, gli incontri con gli addetti ai lavori e le Amministrazioni Pubbliche hanno messo in luce la complessità di questo patrimonio ed hanno avviato un processo di sensibilizzazione degli attori coinvolti.
I primi risultati del lavoro del Tavolo consistono in un “Eptalogo” presentato nella mostra “Cesare Valle. Un’altra modernità: architettura in Romagna”. Un prodotto finale che, quindi, poggia su un lavoro d’équipe che esemplifica l’impegno di ATRIUM a porre sempre l’attenzione non solo ai risultati ma anche al pieno coinvolgimento di tutti gli attori interessati, anche ai fini di una piena condivisione e di una sostenibilità della rotta.The ATRIUM European Cultural Route deals with the intangible and tangible heritage of the totalitarian regimes of the 20th century. The signals that this “dissonant” heritage sends to the present are often complex and contrasting, since they deal with the difficult relationship between an architectural and urban legacy and its use in a democratic present. What should be done with this heritage, which is often abandoned or in need of restoration?
This is the question that ATRIUM posed to local administrators, professionals of the sector and citizens. In particular, the critical historical view of the past that is developed through cultural tourism cannot exist without also substantial reflection on the issue of restoration. The Manual of Wise Management, Preservation, Reuse and Economic Valorisation of Architecture of Totalitarian Regimes of the 20th Century (Forlì/Ljubljana, 2013) produced for the Cultural Route as part of the original ATRIUM project, constituted a first step. In Forlì, a debate was launched in association with the Italian Association of Architectural and Industrial Heritage (AIPAI) and the establishment of a “Restoration of Modern Architecture Group” involving people from different disciplines and representing a variety of institutions in order to look in depth at the issues which emerge in this area.
The work of the group included a series of thematic workshops in Cesenatico, Forlì and Predappio (an area which constitutes a cultural district of modern architecture unique in Italy), whose task was to examine specific problems in a concrete context.
The multidisciplinary nature of the topic and the different urban contexts examined have led to a focus on different problems and approaches according to the type of building and the urban context in which it is to be found. The workshops, visits and the meetings with specialists and representatives of local authorities have enabled the complexity of this heritage to emerge and have led to a process of awareness on the part of those involved.
The first results of the work of the group consist of a seven-point guideline presented in the exhibition “Cesare Valle. Un’altra modernità: architettura in Romagna”. This final product, then, is based on participation and exemplifies ATRIUM’s commitment not only to producing results, but also to promoting the full involvement of all the interested parties and thus the sustainability of the route
Linee di Indirizzo per il Restauro del Moderno
L’Itinerario Culturale Europeo ATRIUM ha a che fare con il patrimonio immateriale e materiale dei regimi totalitari del ventesimo secolo. I segnali che questo patrimonio “dissonante” manda al presente sono spesso complessi e contrastanti, in quanto hanno a che fare con il complesso rapporto fra lascito architettonico ed urbanistico e utilizzo in un presente democratico. Cosa fare con questo patrimonio, spesso in disuso oppure in necessità di interventi di restauro?
Questo è il quesito che ATRIUM ha posto agli amministratori, ai professionisti, agli studiosi del settore ed ai cittadini. In particolare, lo sguardo critico-storico sul passato che si sviluppa attraverso un interessamento turistico-culturale non potrà prescindere da una riflessione forte anche sul tema del restauro. Il Manual of Wise Management, Preservation, Reuse and Economic Valorisation of Architecture of Totalitarian Regimes of the 20th Century (Forlì/Ljubljana, 2013), prodotto per l’Itinerario Culturale nell’ambito del progetto originale di ATRIUM, ha costituito un primo passo. A Forlì, una discussione profonda e articolata è stata avviata con la collaborazione dell’Associazione Italiana del Patrimonio Architettonico Industriale (AIPAI) con l’istituzione di un “Tavolo sul Restauro del Moderno” che ha coinvolto numerosi soggetti provenienti da diverse discipline e istituzioni al fine di approfondire le tematiche inerenti tale argomento.
I lavori del Tavolo hanno compreso una serie di appuntamenti tematici a Cesenatico, Forlì e Predappio, area geografica che rappresenta un distretto culturale del moderno unico nel nostro paese, al fine di verificare sul campo le problematiche specifiche.
La multidisciplinarietà del tema e i differenti contesti urbani hanno fatto emergere problematiche differenti ed approcci diversificati a seconda della tipologia di edificio e del contesto in cui l’edificio stesso si colloca. I workshop, le visite, i sopralluoghi, gli incontri con gli addetti ai lavori e le Amministrazioni Pubbliche hanno messo in luce la complessità di questo patrimonio ed hanno avviato un processo di sensibilizzazione degli attori coinvolti.
I primi risultati del lavoro del Tavolo consistono in un “Eptalogo” presentato nella mostra “Cesare Valle. Un’altra modernità: architettura in Romagna”. Tali “Linee Guida per il Restauro del Moderno” costituiscono un prodotto finale che, quindi, poggia su un lavoro d’équipe che esemplifica l’impegno di ATRIUM a porre sempre l’attenzione non solo ai risultati ma anche al pieno coinvolgimento di tutti gli attori interessati, anche ai fini di una piena condivisione e di una sostenibilità della rotta.The ATRIUM European Cultural Route deals with the intangible and tangible heritage of the totalitarian regimes of the 20th century. The signals that this “dissonant” heritage sends to the present are often complex and contrasting, since they deal with the difficult relationship between an architectural and urban legacy and its use in a democratic present. What should be done with this heritage, which is often abandoned or in need of restoration?
This is the question that ATRIUM posed to local administrators, professionals of the sector and citizens. In particular, the critical historical view of the past that is developed through cultural tourism cannot exist without also substantial reflection on the issue of restoration. The Manual of Wise Management, Preservation, Reuse and Economic Valorisation of Architecture of Totalitarian Regimes of the 20th Century (Forlì/Ljubljana, 2013) produced for the Cultural Route as part of the original ATRIUM project, constituted a first step. In Forlì, a debate was launched in association with the Italian Association of Architectural and Industrial Heritage (AIPAI) and the establishment of a “Restoration of Modern Architecture Group” involving people from different disciplines and representing a variety of institutions in order to look in depth at the issues which emerge in this area.
The work of the group included a series of thematic workshops in Cesenatico, Forlì and Predappio (an area which constitutes a cultural district of modern architecture unique in Italy), whose task was to examine specific problems in a concrete context.
The multidisciplinary nature of the topic and the different urban contexts examined have led to a focus on different problems and approaches according to the type of building and the urban context in which it is to be found. The workshops, visits and the meetings with specialists and representatives of local authorities have enabled the complexity of this heritage to emerge and have led to a process of awareness on the part of those involved.
The first results of the work of the group consist of a seven-point guideline presented in the exhibition “Cesare Valle. Un’altra modernità: architettura in Romagna”. These “Guidelines for the Restoration of Modern Architecture” constitute a final product that is based on participation and exemplifies ATRIUM’s commitment not only to producing results, but also to promoting the full involvement of all the interested parties and thus the sustainability of the route
Restauro dell'architettura razionalista in Romagna. Strategie di intervento alla Casa del Balilla di Forlì
La Casa del Balilla di Forlì viene edificata tra il 1933 e il 1935. Ideata da Cesare Valle, essa è stata ritenuta una delle migliori opere realizzate in quegli anni in Italia. Nel dopoguerra, dopo un breve periodo di abbandono, la Casa è nuovamente pronta ad accogliere, in una sorta di naturale evocazione, le funzioni per le quali era sorta. Ma il processo di ri-funzionalizzazione non investe l’intero complesso e il disuso di alcune porzioni dell’edificio conduce al progressivo decadimento dell’opera.
Attivo dal 2009 al 2015, il cantiere di restauro della Casa del Balilla di Forlì costituisce un’occasione per riflettere sul destino del patrimonio architettonico contemporaneo e, nel farlo, contribuisce ad evidenziare come numerose pratiche operative di interventi condotti sulle architetture di quest’epoca traccino orizzonti teorici ancora distanti dalle istanze della conservazione
Tra conservazione e riuso, le sfide del mutamento: il restauro di architetture razionaliste in Romagna
Contrary to what might be expected, the themes of energy efficiency, accessibility, safety and structural adjustment do not respond to linear chronological rules, according to which the further away in time the construction of a building is, the greater the gap from the current standards.
The above assertion is demonstrated by recent events, regarding the restoration of buildings built during the 1930s and characterised by the use of construction and plant technologies that were highly innovative, if not revolutionary, but requiring today a profound rethink.
The paper reviews some cases of restoration interventions – already carried out or at the stage of simple design – of rationalist buildings in Romagna, in which the needs imposed by the new uses (often very close to the “original” ones) have led to significant works of structural improvement, plant engineering and accessibility, sometimes with consequences harshly connected to the contemporary idea of “conservative restoration” (the only approach that is allowed in case of buildings subjected to a declaration of historical and architectural interest under the Legislative Decree 42/2004).
In particular, the most intricate nodes of the difficult and non-trivial relationship between conservation, compatibility and reuse will be identified and subjected to a critical examination, with a view to achieving the best objectives for the protection of this heritage
News from the Nordic countries or an epoch of action - D2
Curatela dell’omonima sessione tematica (D2) all’interno del convegno internazionale AISU 2019 “La città globale”. Formulazione della proposta della call for paper che rispondesse alle linee guida del macrogruppo D (La vocazione internazionale dell’urbanistica. Scuole, istituzioni, riviste, mostre, élite urbane e modelli di pianificazione/The international vocation of urban planning. Schools, institutions, journals, exhibitions, urban elites and planning models), e sua approvazione dal comitato scientifico (F. Dallari, G Doti, H. Porfyriou, M. Pretelli). Selezione dei contributi per la presentazione (11 autori esterni + 2 editrici), successiva gestione della blind review dei paper elaborati dagli autori all’indomani della conferenza, supervisione delle revisioni e controllo finale degli articoli prima della pubblicazione nel volume.Curatorship of the thematic session (D2) within the international conference AISU 2019 “La città globale”. Drafting of the call for papers in accordance with the guidelines of macro-group D (The international vocation of urban planning: Schools, institutions, journals, exhibitions, urban elites and planning models), subsequently approved by the Scientific Committee (F. Dallari, G. Doti, H. Porfyriou, M. Pretelli). Responsibilities included the selection of contributions for presentation (11 external authors + 2 editors), the coordination and management of the blind review process of the papers submitted after the conference, the supervision of the revisions, and the final quality control of the articles prior to their publication in the conference proceedings
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