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Riguardo al Don Juan Tenorio
A seguito delle considerazioni del traduttore esposte nel saggio che precede questa traduzione del Sobre el Don Juan Tenorio del filosofo salamantino restituita in italiano sulla edizione in M. de Unamuno, Ensayos, Tomo II, Aquilar, Madrid, 1966, pp.471-478. Le note seguenti sono di M. Moschini
Il pensare dialogico nel percorso intellettuale di Hilary Putnam
Il confronto di Putnam con Rosenzwig, Buber e Levinas è maturato in una monografia pubblicata nel 2008. Allo scopo di valorizzarla, propongo di leggerla alla luce di un triplice contesto. Innanzitutto, inserendola nell’itinerario speculativo di Putnam e nelle tappe che hanno seguito la sua adesione alla fede ebraica; in secondo luogo, interpretandola alla luce della proposta di Putnam in ambito di filosofia della religione; infine, mettendola in parallelo con le questioni chiave della sua (meta)filosofia. I limiti dell’interpretazione offerta da Putnam sono evidenti sotto il profilo filologico e per via di una profondità ermeneutica non esente da lacune. Anche la conoscenza dell’ambito giudaico da cui questo pensiero emerge risulta solo in parte sfruttata e, di conseguenza, le questioni su che cosa significhi realmente occuparsi di filosofia vengono affrontate senza essere sistematicamente definite. Ciò nonostante la presenza di “pensatori dialogici” nella riflessione di un autore classificato come “analitico”, rappresenta un fatto decisivo e non trascurabile nell’ambito della storia della filosofia contemporanea.Putnam's comparison with Rosenzwig, Buber and Levinas matured in a monograph published in 2008. In order to enhance it, I propose to read it in the light of a threefold context. First, by placing it in Putnam's speculative itinerary and in the stages that followed his adherence to the Jewish faith; secondly, by interpreting it in the light of Putnam's proposal in the field of philosophy of religion; finally, by placing it in parallel with the key questions of his (meta)philosophy. The limits of the interpretation offered by Putnam are evident from a philological point of view and because of a hermeneutic depth that is not free from gaps. Even the knowledge of the Jewish context from which this thought emerges is only partially exploited and, consequently, the questions on what it really means to deal with philosophy are addressed without being systematically defined. Nonetheless, the presence of "dialogical thinkers" in the reflection of an author classified as "analytic" represents a decisive and non-negligible fact in the history of contemporary philosophy
Le Attività Finanziarie
Il capitolo tratta le principali forme di acquisto di titoli e stru-menti finanziari da parte delle imprese, ossia forme di impiego delle risorse finanziarie in operazioni di investimento riconducibili alla gestione acces-soria. Le motivazioni più frequenti, che accompagnano tale impiego, sono: i) Acquisizione di partecipazioni in altre società a fini strategici; ii) Investimenti di breve o medio-lungo termine in ottica speculativa; iii) Impiego temporaneo di eccedenze di liquidità al fine di ottimizzare la gestione della tesoreria e la redditività accessoria aziendale
Integrazione della sostenibilità nei sistemi di performance measurement and management
Negli ultimi decenni, le dimensioni tipiche della sostenibilità sono state via via sempre più incluse nelle informazioni e nei report periodicamente pubblicati dalle aziende, soprattutto di medio-grandi dimensioni. Ad oggi, solamente le aziende quotate hanno il formale obbligo di reportistica relativamente a “informazioni di carattere non finanziario”; altre, nonostante l’assenza di un formale obbligo, hanno però intrapreso comunque la strada verso il c.d. bilancio di sostenibilità o il report integrato, spinte dalle necessità informative crescenti e sempre più variegate degli stakeholder. Numerosi sono gli standard introdotti a livello internazionale che fungono da catalizzatore di questa vera e propria rivoluzione; basti pensare, a titolo d’esempio, agli standard GRI e SASB e ai framework dell’International Integrated Reporting Council. Ne deriva che i sistemi di misurazione della performance devono essere in grado di supportare tutta la reportistica per la sostenibilità, sia quella destinata all’interno (al management, per finalità gestionali), sia quella orientata all’esterno, ai mercati, alle comunità, ecc. Si presentano, pertanto, opportunità d’integrazione e sviluppo di queste due aree del Business Performance Measurement and Management. Accanto ai benefici di tale integrazione, quali una maggiore propensione ad inglobare le dimensioni della sostenibilità dei business model e nei processi di R&S e un’ottimizzazione di costi e tempi di elaborazione dei dati, emergono anche numerose sfide, che persino le piccole e medie imprese si troveranno ad affrontare sempre più spesso. Tra queste, il garantire un’adeguata assurance della sustainability disclosure, rafforzare i sistemi informativi, sia per inglobare nuove dimensioni di analisi, sia per estendere i confini della misurazione stessa verso l’esterno (a livello di filiera ed ecosistema) e in avanti (forward-looking approach). Questo articolo aiuta a riflettere su questi benefici, ostacoli e relative sfide che sia le grandi sia le piccole-medie imprese si apprestano ad affrontare con una certa urgenza
Intervista ed intervento all'interno dell'articolo di Michèle Champenois "Rome, les famtomes du Duce"
La Corporate Social Sustainability Directive e la Disclosure su Diversity and Inclusion
L’Unione Europea ha intrapreso già da diversi anni un percorso normativo che mira a porre l’attenzione delle imprese sulla sostenibilità. Sostenibilità che non si limita ad essere unicamente uno slogan sociale, ma piuttosto diventa un vero e proprio approccio manageriale, da interiorizzare e sviluppare per riuscire a competere nel contesto attuale. La Corporate Social Sustainability Directive (CSRD) vuole consolidare sempre più il legame tra rendicontazione economico-finanziaria tradizionale e rendicontazione sulla sostenibilità complessiva dell’agire delle imprese. Tra le informazioni richieste alle imprese da questa nuova direttiva un focus particolare è previsto per la dimensione social, che sta incontrando crescente interesse anche da parte delle aziende. In questa dimensione, quello della Diversity & Inclusion è sicuramente uno dei topic più coinvolti. Eppure, il percorso per le istituzioni europee ed internazionali verso un esaustivo framework per la rendicontazione in tale ambito è ancora lungo; la CSRD rappresenta un primo grande passo, che stimolerà la recettività delle aziende in tale direzione
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