6 research outputs found

    Interplay. Premio Termoli

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    Due ipotesi critiche dialogano in questa edizione del Premio Termoli: Miriam Mirolla e Carla Subrizi riflettono sui criteri intorno ai quali raccogliere 24 artisti, per quella che è una delle più consolidate e storiche manifestazione artistiche italiane. In un confronto incrociato è nata l’idea di Interplay, un concetto mutuato dal linguaggio musicale, per dichiarare attraverso un titolo estremamente sintetico che questa edizione del Premio Termoli intende mettere in campo un’interazione complessa di sollecitazioni, da indagare attraverso il lavoro di giovani artisti invitati

    Uno studio sul tardo Settecento romano: l'Apoteosi di Psiche nella Sala Pompeiana di Palazzo Altieri

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    Il contributo, pubblicato nella rivista dell’Associazione Bancaria Italiana in collaborazione con Miriam Mirolla, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dà conto dei primi risultati di una ricerca in corso su un ambiente fra i più rappresentativi del palazzo Altieri a piazza del Gesù, sede dell’ABI. Si tratta della cosiddetta Sala Pompeiana, realizzata da un’équipe di artisti guidata da Felice Giani all’interno dell’appartamento del principe Paluzzo Altieri e della consorte Marianna di Sassonia nell’ultimo decennio del XVIII secolo, che gli studi condotti dalle autrici sulla composizione della decorazione e i soggetti in essa raffigurati mostrano essere in realtà una Sala di Psiche. Nel contributo si offre una prima ricognizione del significato delle scene inserite nelle pareti e nell’affresco della volta, verificandone l’originalità alla luce della lunga fortuna del mito di Psiche nell’arte e cultura europee e proponendone una lettura aggiornata alle grandi novità filosofiche, politiche e sociali emerse dalle diverse rivoluzioni in corso in Europa in quel secolo

    From Imprisonment to Writing: The Case of Mario Duliani’s La ville sans femmes/Città senza donne

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    Nel contributo si intende portare alla luce una testimonianza, l’unica scritta da un italiano all’interno di un campo d’internamento canadese, che assume un rilevante valore storico-letterario. Si tratta de La ville sans femmes che Mario Duliani compone mentre è prigioniero, nei campi di Petawawa (Ontario del Nord) e di Fredericton (New Brunswick), dal giugno del 1940 fino all’ottobre del 1943 assieme ad altri immigrati italiani, tedeschi, ma anche inglesi e francesi, responsabili non direttamente di reati gravi, ma considerati suscettibili di commetterne. Il “documentario romanzato”, così definito da Duliani, viene pubblicato dopo la sua liberazione (1945), seguito nel 1946 dall’autotraduzione italiana, che sarà in parte analizzata

    Homeground and The Lion’s Mouth: From Remembering to Re-Membering Home

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    This essay comparatively examines the relationship between diasporic identity, home, and memory as represented in Canadian author Caterina Edwards’ novel The Lion’s Mouth (1982) and her play Homeground (1990). The analysis draws on Anne-Marie Fortier’s reformulation of Avtar Brah’s notion of “homing desire” (Fortier 2000, 2001, 2003) – the diasporic subjects’ longing to revisit home in order to create a sense of place for themselves – and “re-membering home” (2001), namely the ongoing process of revisiting and reconstructing the notion of home. In light of this framework, the essay explores how, in both of Edwards’ works, the fictional characters’ return journey from Canada to Italy serves as an attempt to reconstruct a sense of belonging. While Homeground illustrates how nostalgia shapes the idea of home, The Lion’s Mouth presents a more complex negotiation of cultural identity through the narrator’s fragmented sense of belonging. The analysis demonstrates that both works highlight the complexity and elusiveness of the notion of home, the influential role of memory, and the diasporic subject’s continuous negotiation of cultural identity

    "Bellezza demonica" e classicità nel mito di Amore e Psiche

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    Il mito di Amore e Psiche, fonte di ispirazione, fra gli altri, per autori quali Goethe e Hoelderlin, diviene il modello di riferimento per una ricostruzione dei rapporti fra arte, bellezza ed eros secondo quella tendenza neoplatonica che grande rilievo ha nel periodo classico-romantico tedesco
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