130 research outputs found

    M. MIGNOZZI, Bari e la sponda balcanica nell’XI secolo: schiavi e patrizi, commercianti e pirati, in Luigi Spezzacatene 1087. I costumi della traslazione. Donne, gioielli e promesse nuziali. Catalogo della mostra (Bari, Sala Murat, 11-19 maggio 2011), a cura di L. Spezzacatene, M. Mignozzi, Bari 2011, pp. 75-98, ISBN 978-88-7470-131-5.

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    Il contributo indaga la presenza slava in Puglia dalle origini dell'Alto Medioevo fino all'XI secolo. La città di Bari, in particolare, rivela di esser stata teatro di una serie di vicende politiche decisive per la storia del Meridione. La ric ostruzione dei processi storici aiuta la comprensione delle dinamiche culturali di contaminatio tra Puglia e Balcani. Lo spostamento di patrizi baresi sulla sponda opposta dell'Adriatico e, viceversa, di schiavi che dalle coste balcaniche giungevano nella città pugliese favorì certamente la fusione tra le culture, che trovarono comunque il modo di mantenere le loro precipuità

    M. MIGNOZZI, Le Vergini dell’abside centrale: alcune considerazioni e nuovi quesiti, in La grotta del Peccato originale a Matera. La gravina, la grotta, gli affreschi, la cultura materiale [Marenostrum, 3], a cura di G. Bertelli, M. Mignozzi, Bari 2013, pp. 174-207, ISBN 978-88-6717-097-5.

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    This chapter focuses on the iconographic analysis of the fresco located in the central apse of the “Original Sin” rupestrian church. The scene consists of the representation of Mary the Queen with Child and two female figures: saint Lucenzia on the right and an anonymous saint on the left. The key to build a coherent interpretation of the scene, will be provided by the comparisons with frescoes from Early Medieval churches in Rome, and from the crypts of San Vincenzo al Volturno and San Pietro al Monte a Civate. Furthermore, through the analysis of many Catalan Romanic frescoes, this study will confirm that there is a link between the female martyrs and the parable of the Ten Virgins in Matthew 25,1-13; so that the two female saints of Matera should be interpreted as two of the wise virgins of Matthew’s parable. Finally, an interesting connection will emerge between this parable and saint Lucy, whose assonance with Lucenzia is a fact

    M. MIGNOZZI, ‘Abbigliati di sontuose apparenze’: tracce bizantine nel ciclo materano del Peccato Originale, in La grotta del Peccato originale a Matera. La gravina, la grotta, gli affreschi, la cultura materiale [Marenostrum, 3], a cura di G. Bertelli, M. Mignozzi, Bari 2013, pp. 128-173, ISBN 978-88-6717-097-5.

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    The study examines in detail the clothing of the figures best preserved in the series of frescoes. Thus, it was possible to reassess the influence of Byzantine culture that reached these frescoes in two ways: directly for historical and political reasons, since the area had been under Byzantine rule already since the 6th century; Indirectly, due to the penetration into southern Italy of Byzantine iconography patterns, already absorbed by Benevento and Roman painters, which influenced the Matera group. Besides these aspects, however, the study on the clothing reveals the great iconographic potential of certain dresses, expressly chosen to exalt or debase the figures wearing them. Therefore, the clothing is not just a useful element in detecting the cultures involved and in attributing these paintings to a certain period, but also the tool through which the spiritual messages they implied could be emphasized

    Luigi Spezzacatene 1087. I costumi della traslazione. Donne, gioielli e promesse nuziali. Catalogo della mostra (Bari, Sala Murat, 11-19 maggio 2011), a cura di L. Spezzacatene, M. Mignozzi, Edizioni di Pagina, Bari 2011, ISBN 978-88-7470-131-5.

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    Il volume raccoglie gli studi di storici, storici dell'arte, storici del costume, germanisti e storici dell'oreficeria con un tema unificante: la cultura nella città di Bari nell'anno 1087, ovvero quando giunsero le reliquie di san Nicola di Myra a Bari. L'attenzione viene dedicata in particolar modo alle pratiche nuziali e ai documenti notarili a essi connessi, grazie ai quali è stato possibile ricostruire l'abbigliamento e gli accessori preziosi dell'epoca, con il supporto delle fonti iconografiche coeve. Viene indagato il contesto storico-archeologico barese alla fine dell'XI secolo e i rapporti commerciali della città portuale con l'opposta sponda dell'adriatico, cui era politicamente legata

    La decorazione pittorica, in L. Lonardo, M. Mignozzi, 7. Benevento. Cripta della chiesa di San Marco dei Sabariani

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    Analisi degli affreschi della cripta della chiesa di San Marco dei Sabariani a Benevento. Proposte innovative di letture iconografiche e cronologia

    La grotta del Peccato originale a Matera. La gravina, la grotta, gli affreschi, la cultura materiale [Marenostrum, 3], a cura di G. Bertelli, M. Mignozzi, Adda Editore, Bari 2013, ISBN 978-88-6717-097-5.

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    Il volume raccoglie gli studi di archeologi, storici dell'arte, storici dell'oreficeria, e specialisti del restauro virtuale che hanno in comune l'analisi della grotta del Peccato Originale a Matera, chiesa rupestre fuori dall'abitato che conserva affreschi databili alla seconda metà del IX secolo. La grotta, gli affreschi e il pianoro soprastante sono indagati da punti di vista differenti e complementari. Si tratta della prima monografia scientifica sull'importante monumento lucano

    Il Salento tardogotico fuori dal Salento: Conversano e i del Balzo Orsini. Una misconosciuta Vergine con Bambino: studio iconografico comparato per una nuova datazione

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    Il contributo si concentra su una fase storica poco indagata dell'arte pugliese: il Gotico Internazionale, propagatosi nella regione tra la fine del XIV secolo e la prima metà del XV secolo grazie, soprattutto, all'influente famiglia dei del Balzo Orsini. Viene presa in considerazione una scultura lapidea raffigurante una Madonna con Bambino affiancata da sant'Antonio e santa Caterina d'Alessandria al di sotto di un baldacchino gotico, come punto di partenza per lo studio della cattedrale di Conversano e delle vicende legate ai suoi restauri. Il rilievo mostra notevoli contatti con le pitture della chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a Galatina, permettendo di avanzare una datazione alquanto precisa per la sua realizzazione. Si tratta di una testimonianza scultorea rara, che però fa parte di una serie di segni lasciati sul territorio dai del Balzo, come le torri della cinta muraria e gli affreschi nella chiesa di Santa Maria dell'Isola. Il rilievo, che non era mai stato oggetto di studi attenti, si rivela dunque un pezzo fondamentale della storia conversanese e pugliese in senso lato

    Saldare un debito: l'abbazia di San Leone a Bitonto e le premesse per un'indagine ad ampio spettro

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    Premessa metodologica al volume sulla storia documentaria e artistica dell'abbazia di San Leone a Bitonto. Alle nozioni note si aggiungono alcuni nuovi spunti di ricerca che hanno guidato l'indagine sin dai suoi primi passi. Si esplicitano le ragioni che hanno indotto a intraprendere la disamina multidisciplinare e cronologicamente trasversale del monumento in questione. Inoltre, si dichiarano gli obiettivi da raggiungere nello sviluppo del testo

    I 'limiti' del sacro: bande, cornici, e partimenti architettonici

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    Analisi dei partimenti architettonici presenti negli affreschi trecenteschi del coro della chiesa abbaziale di San Leone a Bitonto. Il caso diventa un pretesto per riflettere sul tema e indagare altri contesti che presentano caratteristiche comuni. Si formulano ipotesi, nello specifico, su un particolare tipo di decorazione, definito a 'colonna cava', che permette di rintracciare rapporti con l'ambito giottesco marchigiano ed emiliano, in parte minore assisiate e napoletano

    Provare a 'chiudere il cerchio': il contesto, le opere, i punti saldi

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    Si tirano le fila del discorso in conclusione del volume sull'abbazia di San Leone a Bitonto. Si ritaglia, inoltre, spazio per alcune nuove considerazioni sulla cultura pittorica dell'epoca in cui furono realizzati gli affreschi del coro. Emergono stretti rapporti con la cultura regionale e con quella lata del Regno di Napoli e della sua capitale, ma si evincono anche quegli elementi di originalità che si devono probabilmente all'operato di una maestranza che non sembra aver lasciato altre tracce sul territorio
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