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    Identità, immagine e generazione del senso: un modello semiotico per le imprese

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    La semiotica studia i processi di significazione, il modo in cui diamo senso alle cose attraverso strutture articolate di significanti (espressioni) e significati (contenuti). Nelle imprese la semiotica è stata sinora utilizzata nel campo del marketing e della comunicazione, per interpretare o definire il senso di una marca, di un logo, di un messaggio pubblicitario o del packaging di un prodotto. Diversi studiosi concordano nell’affermare che la semiotica “non ha un oggetto peculiare, ma uno sguardo particolare, un metodo suo proprio” (Bettetini et al. 2005, p. 2): l’articolo presenta un modello, sviluppato dagli autori, nel quale lo “sguardo semiotico” è rivolto all’impresa nel suo insieme. Analizzando i segni, ovvero i significanti e i significati inscritti nelle organizzazioni, il modello consente di comprendere come si generano l’identità e l’immagine, che possono essere considerate la sintesi del senso delle imprese. L’utilità del modello consiste nella possibilità di verificare la coerenza (o la non coerenza) dell’identità e dell’immagine tra loro e rispetto agli altri significati e significanti dell’impresa. Per introdurre il modello l’articolo richiama alcuni concetti di semiotica e ripercorre la letteratura più rilevante in tema di identità e immagine d’impresa. Successivamente, il caso Aligrup fornisce un esempio di applicazione del modello. Infine, l’articolo presenta le possibili estensioni e generalizzazioni del modello, focalizzando opportunità, benefici e limiti del suo impiego nelle imprese

    cAMP levels in reactive tissues around dimethylpolysiloxane solid implants.

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    By the aid of radioimmunologic assay, the authors measured the cAMP content of the reactive capsules around solid dimethylpolysiloxane implants in mice at different times; they also measured the same substance in some human connective tissues (granulation tissue and normal dermis) and compared together all the values they obtained. Different concentrations of cAMP in different tissues seem to reflect correspondent histologic findings, since they vary according to them. These values also seem to indicate a close correspondence between the development of the process of wound healing and of the foreign-body reaction following the implantation of alloplastic materials. On the basis of these data, the authors suggest an experimental therapeutic trial to enhance peripheral cAMP synthesis in order to control the process of reactive capsule constitution

    Ruolo del cAMP nella patogenesi delle neoplasie cutanee

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    Gli AA. valutano il contenuto di cAMP in un gruppo di 17 basaliomi: il valore medio osservato, o.44mmoli/mg, appare sensibilmente inferiore a quello della cute normale. L’analogia rilevata con il contenuto di cAMP del tessuto di granulazione, umano e sperimentale, e del cheloide, induce gli AA. ad ipotizzare un meccanismo patogenetico comune, legato ad una turba del metabolismo dei nucleotidi ciclici

    Basaliomi e cheratosi attiniche: trattamento chirurgico e con azoto liquido a confronto

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    Gli AA. espongono i risultati di un ampio studio epidemiologico volto a valutare i risultati della criochirurgia con Azoto liquido nei confronti della chirurgia tradizionale e di altri mezzi terapeutici, in ordine all’entità delle recidive, nel trattamento degli epiteliomi e delle cheratosi attiniche. Dall’indagine svolta su di un campione di più di 800 soggetti, si ricava fondamentalmente l’indicazione a preferire la tradizionale chirurgia radicale per il basalioma e ad intensificare la quantità e qualità dei controlli nei pazienti sottoposti a criochirurgia, quali che siano le caratteristiche istologiche e cliniche delle lesioni trattat
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