447 research outputs found

    Scrivere storia nel Medioevo. Regolamentazione delle forme e delle pratiche nei secoli XII-XV, a c. di F. Delle Donne, P. Garbini. M. Zabbia, Viella, Roma 2021

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    Quali sono gli elementi che caratterizzano una scrittura storica? Cosa rende peculiare il lavoro del cronista? E quando l’attività storiografica diventa una professione dalle caratteristiche definite e condivise? La linea di indagine è stata guidata dalla convinzione che soprattutto dalla fine del XII secolo, e poi in maniera più netta dalla metà del XIII, la produzione storiografica e cronachistica assume caratteri ben precisi. Mancando, per il mondo latino, trattati antichi che insegnassero come scrivere un testo storiografico, è in questo periodo che si fissano le pratiche e si definiscono le regole che poi sarebbero state sancite formalmente solo nel XV secolo. Contributi di F. Bautista Pérez, D. Cappi, P. Colletta, A. Cotza, A. Cotza, S. Crea, C. De Caprio, F. Delle Donne, E. Faini, F. Favero, P. Garbini, B. Grévin, C. Iannella, M.T. Kretschmer, J. Kujawinski, C. Mabboux, R. Modonutti, M. Pavoni, M. Petoletti, M. Zabbi

    Proposta per un destinatario dell’Elegia di Arrigo da Settimello

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    Based on the manuscripts, the author proposes to restore the Florenzet / Florenzette form in the Elegia of Arrigo da Settimello (IV, 242); this recipient of the work could be a Florenzettus prepositus de Casulis (Casole d’Elsa, in the province of Siena), which appears in documents between 1201 and 1220

    Le firme di Bonvesin da la Riva

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    Bonvesin da la Riva firma tutte e tre le sue opere latine pervenute inserendo il suo nome all'interno del testo: i Carmina de mensium e la Vita scolastica, in versi, e il De magnalibus Mediolani, in prosa. Allo stesso modo firma anche dieci dei suoi scritti in volgare. Questa attitudine sembra contraddittoria: da un lato mostra la consapevolezza autoriale di B., dall'altro contrasta con la professione di umiltà propria sia dell'ordine (il terzo ordine degli Umiliati) di B., sia di B. stesso come si evince dai suoi testi e dal suo operato. Ma la contraddizione è solo apparente e si scioglie con il ricorso all'interpretatio nominis di Bonvesin, che sembra fare del suo nome un titolo (il "Buon vicino") di opere scritte per la buona convivenza civile.Bonvesin da la Riva signed all three of his Latin works known to us by inserting his own name in the text: Carmina de mensium and Vita scolastica, in verse, and the De magnalibus Mediolani, in prose. Similarly he signed ten of his writings in the vernacular. This attitude seems contradictory: on the one hand it shows the authorial awareness of B., on the other it contrasts with the humility of his "order" (the third order of the Humiliati) and with the humility of B., wich is shown clearly by his writings and his actions. But the contradiction is only apparent and melts with the use of the interpretatio nominis of the name Bonvesin (= Bonus Vicinus = Good neighbor); this interpretation makes this name to be almost a title for works written for the goodness of the civil society

    Il "Liber de obsidione Ancone" di Boncompagno da Signa nei versi improvvisati da Giannina Milli nel 1864

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    Pubblica e presenta nel contesto storico risorgimentale i versi improvvisati dedicati dalla poetessa Giannina Milli nel 1864 alla vicenda dell'assedio di Ancona, tramandata dal Liber de obsidione Ancone di Boncompagno ma verosimilmente nota alla Milli da un sunto del testo di Boncompagno effettuato dallo strorico anconetano Agostino Peruzzi (1835)The author publishes and presents in its historical background the text of the verses improvised by Giannina Milli in the year 1864; they were dedicated to the heroic achievement of a noblewoman during the siege of Ancona (1173). This episode is related by Boncompagno da Signa in his Liber de obsidione Ancone; this chronicle had a remarkable success during the Italian Risorgimento, even if not in its original text but through translations and remakings. It seems probable that Giannina Milli knew it thanks to a work of the Anconitan historian Agostino Peruzzi (1835)

    Francesco Petrarca fra l'arte della regola e la regola d'arte

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    Nel presente contributo si esamina la novità dell'epistolografia petrarchesca in rapporto all'ars dictaminis. Si prendono in considerazione tre punti: 1) i rapporti diretti di Petrarca con l'epistolografia medievale (in particolare con il Boncompagnus di Boncompagno da Signa) e con quella preumanistica di Geri d'Arezzo; 2) l'originalità di Petrarca come scrittore di lettere e progettatore di epistolari; 3) la fortuna delle sue novità presso i contemporanei (in particolare si esaminano i casi di Francesco Nelli, Gabrio Zamorei e Moggio Moggi).In this essay the novelty of Petrarch's letters is examined with regard to the ars dictaminis. Three points are considered: 1) the direct relation between Petrarch and ars dictaminis, (especially with regard to the Boncompagnus of Boncompagno da Signa) and the prehumanistic epistolary of Geri d'Arezzo; 2) the originality of Petrarch as an author of letters and a planner of epistolaries; 3) the success of his innovations among his contemporaries (the cases of Francesco Nelli, Gabrio Zamorei and Moggio Moggi are examined particularly)
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