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    Influence of initial conditions on absolute and relative dispersion in semi-enclosed basins.

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    Absolute and relative dispersion are fundamental quantities employed in order to assess the mixing strength of a basin. There exists a time scale called Lagrangian Integral Scale associated to absolute dispersion that highlights the occurrence of the transition from a quadratic dependence on time to a linear dependence on time. Such a time scale is commonly adopted as an indicator of the duration needed to lose the influence of the initial conditions. This work aims to show that in a semi-enclosed basin the choice of the formulation in order to calculate the absolute dispersion can lead to different results. Moreover, the influence of initial conditions can persist beyond the Lagrangian Integral Scale. Such an influence can be appreciated by evaluating absolute and relative dispersion recursively by changing the initial conditions. Furthermore, finite-size Lyapunov exponents characterize the different regimes of the basin

    Palinologia e microantracologia a Piano Locce (S. Stefano di Sessanio, L’Aquila)-diagramma del primo tratto (0-20 m) della carota PL

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    Il Piano Locce, nei pressi di S. Stefano di Sessanio - L’Aquila (1225-1240 m s.l.m., 42° 21'N, 13° 37' E) è una depressione tettono-carsica (polje) che si apre sul versante meridionaledelMassiccio del Gran Sasso d’Italia. I depositi di riempimento della conca sono per la maggiorparte materiali piroclastici, sedimentati in un ambiente limno-palustre che ha conosciutomomenti di emersione e conseguente pedogenesi, con limitati apporti fluvio-torrentizi daivicini e ripidi versanti e diffuse coltri detritiche a granulometria da grossolana a fine. Laconca appare come una grande prateria, di forma grossolanamente pentagonale e diametromedio di circa 1,1 km, circondata da cime montuose per lo più prive di copertura boscosa adeccezione di Monte Carpesco. Le praterie dell’area sono ritenute formazioni erbacee secondarie,succedutesi a vegetazioni forestali (querceto misto nelle fasce più basali, faggete nellepiù elevate), distrutte per azione antropica. A Piano Locce sono stati effettuati due sondaggiche hanno fornito le carote PL e PL1. La carota PL, prelevata nel 2003 nell’ambito del progettoMURST “Impatto antropico in una zona carsica di alta montagna”, è il risultato di unsondaggio che si è spinto fino ad 80 m senza incontrare il calcare di base ed a questa profonditàè datata, in base all’analisi chimica dettagliata di alcuni minerali vulcanici (Sulpizioe Zanchetta, dati inediti), 170.000-200.000 anni fa. Dalla carota PL sono stati prelevati circa70 campioni, ad intervalli di 30 cm fino a 1 m, che sono stati ritenuti utili all’analisi pollinicaper ottenere un inquadramento floristico vegetazionale poco dettagliato, comunque riferibileal periodo pleistocenico-olocenico. La carota PL1, prelevata nel 2008, è lunga 10 metri ed èstata sottocampionata in modo più completo (200 campioni), per ottenere una ricostruzionead alta risoluzione delle vicende floristico-vegetazionali/climatiche e dell’impatto antropicoavvenuti durante l’Olocene. Questo lavoro si riferisce alla carota PL e presenta i primi datidelle analisi pollinica e micro-antracologica di 19 livelli riguardanti i 20 m più superficiali.La maggior parte dei campioni è pollinifera con concentrazioni variabili (102-104 p/g) e buonostato di conservazione. La Flora è abbastanza ricca (ca. 80 taxa, 60 dei quali erbacei). Gli spettripollinici sono completamente dominati dalle erbe che, sempre superiori all’80%, scendonolievemente al di sotto solo nei campioni inferiori. Tra esse prevalgono largamente leGramineae (10-60%) e le Cichorioideae (15-65%) i cui rapporti passano dalla prevalenzadelle prime a alternanze e quindi alla prevalenza delle seconde. Tra i taxa di accompagnamentospiccano: Artemisia, Asteroideae, Caryophyllaceae, Cyperaceae, Liliaceae, Saxifraga.Gli alberi/arbusti sono molto scarsi (media ca. 10% da 3 a 25%; massimi in fondo; minimiintorno a 3 metri di profondità), ma diversificati con presenza di conifere (Abies, Picea, Pinusmugo, P. sylvestris, Juniperus) e numerose latifoglie (Alnus, Betula, Castanea, Corylus,Fagus, Fraxinus excelsior/oxycarpa, F. ornus, Quercus decidue, Salix, Tilia, Ulmus, ecc.). Glispettri pollinici suggeriscono che nell’area sia perdurata nel tempo una copertura erbacea diprateria che dal basso verso l’alto ha assunto carattere più spiccato di pascolo. Lungo il trattoesaminato, la vegetazione forestale è sempre rimasta lontana dalla conca e ha comportato alternanzetra conifere e latifoglie nei campioni inferiori e successivamente la prevalenza dellelatifoglie dei querceti. Segni di coltivazioni sono forniti da tracce di cereali nel campioni superiori.I microcarboni mostrano una notevole variabilità e segnalano talora fuochi locali (ades. a intorno a 5 m)

    A Model of Integration between a CSP System and a PV Solar Field Sharing a Solid Particles Two-Tanks Thermal Storage

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    The integration of a CSP tower system with a PV solar field, sharing a thermal energy storage, is modeled and discussed. The tower system uses a new-design solid particle fluidized bed receiver integrated with a thermal storage, where hot particles are directly collected to store daily energy for overnight production of electricity. The PV solar field is aimed to supply the daily energy demand; when there is a surplus of PV energy production, the electric energy is converted to heat and accumulated in the thermal storage too. The integration of the two energy systems is modeled, building efficiency functions for all the sub-components of the integrated plant (heliostat field, receiver, storage, power block, PV field). Yearly simulations are performed for two different locations, Spain and Australia, obtaining that a system with a peak power of 10 MWe CSP + 15 MWe PV can supply—with a limited curtailment—a fraction of more than 60% (respectively, 62% and 68%) of a realistic electric load with a peak demand around 10 MW, to be compared with the 45/47% of the same load obtained adopting a PV-only system with the same overall peak power. In the integrated system, PV directly supplies 40/41% of the load, the remaining 23/28% being produced by the power block (mainly fed by the CSP)
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