698 research outputs found

    Profili della libertà in Antonio Rosmini

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    La parola “libertà” evoca una pluralità di sentimenti, significati, accezioni e suggestioni. L’anelito più alto di ogni uomo riluce in una bellissima definizione di Antonio Rosmini: «la persona è libertà». Consapevoli della profondità e della portata di tale espressione, diversi studiosi del pensiero del Roveretano si sono cimentati nell’indagare una pluralità di profili e sfaccettature che la libertà assume nella sua esperienza di vita e nei campi del sapere che egli analizza: dalla metafisica alla politica, dal diritto alla teologia, dall’ecclesiologia alla spiritualità. Lungi dal pretendere di esaurire il caleidoscopio dei riverberi del tema nell’articolata e ampia prospettiva di pensiero rosminiana, il volume offre una serie di originali affondi sul tema, ospitando contributi di F. Bellelli, F. De Giorgi, M. Ferronato, M. Gobbo, M. Krienke, C. Liermann Traniello, P. Marangon, A. Mingardi, S. Muscolino, V. Nardin, M. Nicoletti, P. Pagani, A. Peratoner, P. Salomoni, G.P. Soliani, A. Staglianò, S.F. Tadini, S. Zanardi

    «Quell’operazione di dispendioso massacro e di preterumana stupidità». Appunti su guerra e antropologia ne "Le due città" di Igino Giordani.

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    Il contributo ripercorre le coordinate biografiche di Igino Giordani e si snoda su un itinerario di analisi e critica intorno alla concezione della guerra tematizzata in una delle sue opere più rilevanti, "Le due città": un affresco non sistematico di filosofia della storia che evoca quello di Sant’Agostino. Ne emerge una concezione dialettica della storia umana fondata sul Logos, che si articola necessariamente su un registro conflittuale in conseguenza delle reiterate negazioni della verità dell’uomo e sull’uomo, radicate, in ultima analisi, nell’ottica di Giordani, nel rifiuto della divinità di Gesù di Nazaret, vale a dire nella negazione dell’Incarnazione: il che, in ultima analisi, significa annientare «la capacità del soggetto di stringere legami autentici con i suoi simili e di sottrarsi al dominio di un potere costitutivamente corrotto», ge-nerando «una successione di urti» tra gli uomini e tra gli Stati, che diventa necessariamente «produzione di morte»

    An intervention program promoting abilities to recognize and use psychological lexicon on achievement emotions with secondary school students

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    Within educational psychology, achievement emotions have recently roused particular interest for both their theoretical and applied importance (Pekrun & Linnenbrink-Garcia, 2014). Notwithstanding the large amount of research studies focused on them, scarce attention has been paid to specific interventions aiming at developing the abilities necessary to understand and describe achievement emotions, considering these abilities as key components of the construct of emotional competence (Denham, 1998). Therefore, we involved 74 seventh-graders (included in an experimental or in a control group) to test the efficacy of an eight-units intervention program aiming at promoting abilities to recognize and use psychological lexicon related to achievement emotions, embedded within the domain of Italian. First, the students were emotionally involved in a stable way during the whole intervention, with positive emotions more intense than negative emotions. Second, after the intervention students’ abilities to recognize and use psychological lexicon related to achievement emotions improved. Third, the positive effects of the intervention generalized to achievement emotions associated with the domain of Italian and partially of school in general. Finally, these emotions were coherently related to students’ final achievement in Italian. Acknowledging limitations such as the nature of self-report data or the short duration of the intervention, we provided evidence-based indications on the goodness of the program. From an applied perspective, our findings encourage the development of further intervention programs focused on other components of the emotional competence, such as the ability to regulate emotions, based on the awareness of the role played by achievement emotions within school contexts

    Il potere dell'amore. Il samaritano compassionevole

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    In questo lavoro vengono presentati i risultati di una ricerca avente come oggetto la figura e il pensiero di William Walwyn (1600-1680), autorevole e colto esponente del movimento dei Livellatori, protagonisti di quel periodo turbolento della storia inglese noto ora come Guerra civile ora come Rivoluzione Puritana ora come Prima rivoluzione inglese: nell’Introduzione, se ne ricostruisce il profilo biografico e intellettuale. Figura affascinante e per certi versi contradditoria, Walwyn fu amato dai suoi amici e detestato profondamente dai suoi avversari, che in lui riconoscevano quasi l’identificazione del maligno. L’indagine prese le mosse, in particolare, dalla traduzione di due suoi scritti, di cui viene offerta la prima edizione italiana. Si tratta di due tra quelli che la storiografia più avvertita reputa i pamphlet più significativi ed emblematici degli anni Quaranta del Seicento, in Inghilterra, giudicati opera del più colto e raffinato tra i leader del movimento dei livellatori: Walwyn, appunto. Egli è considerato l’autore di The Power of Love e The Compassionate Samaritane, pubblicati anonimi rispettivamente nel settembre del 1643 e nel luglio dell’anno successivo. Nel primo, secondo lo stile tipico dei sermoni medievali, esorta il lettore ― ogni persona ― a fare proprio l’atteggiamento di chi accoglie e ama tutti gli uomini, senza riserve; nel secondo, dopo un’introduzione esortativa rivolta ai membri della Camera dei Comuni, illustra le ragioni in favore della libertà di coscienza e della tolleranza conformemente all’abito argomentativo degli scolastici. Attraverso l’analisi condotta su questi due scritti, è possibile cogliere (e ricostruire) le idee di Walwyn in un momento “aurorale”: vi appare l’originaria ispirazione religiosa, orientata verso un cristianesimo “pratico”, che animerà la sua militanza politica tra i Livellatori, dal 1645 in avanti. Emergono, altresì, i tratti della sua antropologia “ottimistica” che gli consentono di elaborare una teoria discorsiva e pragmatica della tolleranza, radicata su premesse di tipo razionalistico. Tipico del periodo è veicolare attraverso un lessico teologico-religioso temi e problemi di carattere politico e sociale: secondo questo stile, Walwyn auspica ed argomenta in favore di un clima sociale segnato dalla possibilità riconosciuta a ciascun uomo, senza distinzione, di poter liberamente esprimere le proprie opinioni, formate grazie alla fiducia nelle capacità della ragione, e di avere la facoltà di adorare Dio nel modo più consono alla propria coscienza. È possibile rinvenire, così, in germe, motivi che contribuiranno a segnare in maniera indelebile lo sviluppo del pensiero politico moderno. Nella "Nota ai testi", sono indicati i riferimenti bibliografici analitici, alcune osservazioni stilistiche e i criteri adottati per la resa in italiano del testo inglese dei due pamphlet tradotti. "Il potere dell’amore" costituisce la prima traduzione italiana di uno dei pamphlet più noti attribuiti a Walwyn: è riconosciuto come lo scritto nel quale espone i principi ispiratori della sua (successiva) militanza politica. Il pamphlet consta di due parti: un’introduzione indirizzata “ad ogni lettore” e “Il potere dell’amore” vero e proprio, che presenta la classica veste letteraria del sermone medievale. Nel rendere il testo in lingua italiana, è apparso evidente che Walwyn sviluppa il suo scritto citando implicitamente e mnemonicamente passi del Vecchio e del Nuovo Testamento, con una predilezione verso le Epistole di san Paolo. Nell’apparato critico è stato dato conto dei numerosissimi passi che sono stati sciolti: sulla base di questo lavoro, è stato possibile avvalorare la tesi in base alla quale i motivi ispiratori originari dell’agire sociale e politico di Walwyn hanno senz’altro un carattere religioso. Quanto a "Il samaritano compassionevole", si è tradotta la seconda edizione del pamphlet, pubblicata anch’essa anonima e senza l’indicazione dello stampatore nel 1644. La traduzione è integrata da note a piè pagina illustrative e chiarificatrici: in particolare, sono stati sciolti sia le citazioni bibliche implicite nello scritto di Walwyn sia alcuni riferimenti non chiari a fatti, ordinanze, leggi, istituzioni. Dopo una breve esortazione al lettore, lo scritto si divide in due sezioni: un indirizzo di saluto a carattere esortativo ai Comuni d’Inghilterra e, successivamente, l’affermazione della libertà di coscienza e la difesa dei separatisti. Sono illustrate e analizzate tre forti ragioni in favore della libertà di coscienza, secondo il modello della disputa medievale. Con un argomentare rigoroso e serrato, Walwyn tematizza e difende la libertà di opinione e scrive una pagina importante nella storia della tolleranza

    "Presentazione" a: Dal "De jure naturae et gentium" di Samuel Pufendorf alla Codificazione prussiana del 1794

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    La “Presentazione” ricostruisce lo svolgimento dei lavori del convegno internazionale di studi, spiegandone la genesi e l’occasione, illustrando temi e problemi toccati e trattati, alla luce di due monografie pubblicate da Franco Todescan (su Samuel Pufendorf) e da Damiano Canale (intorno alla Codificazione Prussiana) che diedero occasione agli studiosi invitati di approfondire e sviluppare ulteriori e originali indagini e di intrattenersi nel dibattito scientifico - ripercorso nei suoi tratti principali nella Presentazione stessa
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