1,721,011 research outputs found
"Freeze, Miami Vice!": sull'adattamento lingua-culturale in italiano della prima stagione delle serie TV
Riconosciuta nelle ultime decadi la rilevanza degli studi riguardanti il linguaggio audiovisivo e la relativa traduzione in campo antropologico, socio-culturale e linguistico, maggiore interesse è stato dedicato a tale ambito di ricerca, mirando a comprendere come la sceneggiatura rappresenti il microcosmo dei personaggi inclusi nel prodotto audiovisivo e a investigare le strategie traduttive. Sebbene molteplici approcci siano stati efficaci per studiare sia il testo di partenza sia il testo di arrivo, l’adattamento dei riferimenti culturali si è dimostrato essere uno tra i temi costantemente analizzati, data la difficoltà di trasposizione nella cultura di arrivo. Partendo da tale presupposto, il contributo in oggetto presenta un’analisi comparativa (lingua originale – versione doppiata italiana) della prima stagione della serie TV americana “Miami Vice”, trasmessa in Italia tra il 1986 e il 1990. Il presente studio si concentra sulla traduzione dei riferimenti microculturali, investigando se e come tali specificità collegate alla contesto culturale di partenza siano state fedelmente riportate nella versione per il pubblico italiano. L’analisi qualitativa degli esempi inclusi nel contributo, suddivisi in sottocategorie, quali riferimenti culturali a celebrità/figure pubbliche/personaggi famosi americani, a oggetti personali, vestiti, accessori e cibi, e infine a festività tipicamente americane, dimostra che le specificità culturali incluse nel testo originale tendono a essere indebolite e/o neutralizzate nella versione tradotta. Tale scelta indubbiamente favorisce la fruizione del prodotto da parte del pubblico di arrivo ma tende a snaturare l’originale rappresentazione del contesto americano in cui la serie TV è ambientata
Proprietà neurotrofiche e neuroprotettive della leptina : studio in modelli sperimentali di ischemia cerebrale
nul
Negotiating corpus identity: from body to web
The paper explores some of the issues raised by the notion of the web-as-corpus (Kilgarriff-Greffenstette 2003; Baroni – Bernardini 2006) on both theoretical and applicative grounds. The basic assumption is that the very existence of a trend within corpus linguistics that can be freely labelled as web-as-corpus does not simply question the way we conceive of a corpus in modern linguistics, but rather “serves as a magnifying glass for the methodological issues that corpus linguists have discussed all along” (Hundt et al. 2007), and possibly mirrors also changes taking place in society at large.
The idea of considering the web as a corpus presupposes a definition of what a corpus is and possibly entails a renegotiation of what a corpus can be. The paper thus revises some key issues in corpus linguistics such as “authenticity”, “representativeness”, “size” “content” (Sinclair 1991; McEnery-Wilson 2001: Tognini Bonelli 2001; Hunston 2002) in the light of the peculiarities of the web as a ‘spontaneous’, ‘self-generating’ collection of texts, and explores some of the new issues which the emerging notion of the web-as-corpus seems to raise, such as “dynamism”, “reproducibility”, “relevance and reliability”, “distributed architecture” (Fletcher 2004; Baroni 2006; Lüdeling 2007). These theoretical issues are then tested on applicative grounds through case studies based on the most common tools and methods devised to exploit the enormous potential of the web as a linguistic resource, either via ordinary search engines or through linguistically-oriented tools such as WebCorp or BootCat (Kehoe – Renouf 2002; Baroni - Bernardini 2004 and 2006).
This ongoing process finally leaves room for further investigations. While the reasons for turning to the web as a corpus may have in fact been pre-eminently opportunistic at the outset (size, low cost, ease of access...), it is also self-evident that the web has also imposed itself to the linguists’ attention as an object of scientific enquiry thanks to its intrinsic peculiarities as “a social phenomenon ... whose chief stock-in-trade is language” (Crystal 2006). Indeed, the ‘changing face’ (Renouf 2006) of corpus linguistics clearly signifies the “convergence of technologies and standards in several related fields which have in common the goal of delivering linguistic content through electronic means” (Wynne 2002), and can be seen as the outcome of a wider process of redefinition in terms of flexibility, multiplicity and complexity which corpus linguistics is undergoing along with other fields of human activity
Evidentialität in wissenschaftlichen Texten
Eine der Grundfunktionen von Texten im Allgemeinen und von Fachtexten im Besonderen besteht in der Vermittlung von Informationen. Diese Informationen können aus verschiedenen Quellen stammen; sie können aus einer Beobachtung seitens des Sprechers oder aus Indizien abgeleitet sein oder von einer oder mehreren anderen Personen dem Sprecher mitgeteilt worden sein. Sieht sich der Textproduzent veranlasst die Herkunft seines Wissens sprachlich zu kennzeichnen, bezeichnet man dieses Phänomen als videntialität. Im Folgenden werde ich das Konzept der Evidentialität und eine Klassifikation ihrer sprachlichen Formen vorstellen, um dann in einer empirischen Untersuchung die evidentiellen Formen in wissenschaftlichen Zeitschriftenaufsätzen deutscher Sprache erfassen und funktional beschreiben zu können
Pearl Buck nel catalogo Mondadori, 1933-1960 : l’Oriente favoloso’ di un Nobel americano
Il saggio è dedicato alla fortunata vicenda editoriale italiana del Nobel americano Pearl S. Buck, prolifica autrice di una serie di best-seller di ambientazione cinese dagli anni Trenta fino agli anni Sessanta. Grazie alla consultazione dei documenti conservati presso la Fondazione Mondadori di Milano (pareri di lettura, carteggi tra autrice e Presidente, tirature, bolle commerciali), il saggio descrive la parabola della ricezione italiana di Pearl Buck dagli anni Trenta – il “decennio delle traduzioni”, secondo la celebre definizione di Cesare Pavese – alla fine degli anni Cinquanta, analizzando i vari contesti storici, politici e culturali in cui si colloca la produzione dell’autrice all’interno della Mondadori. Degli anni Trenta sono così restituiti la relativa incolumità dei romanzi di Buck rispetto alla censura fascista e l’impronta indelebilmente “cinese” della sua produzione; del decennio successivo la difficoltà di fare i conti con i romanzi “americani” della stessa autrice; degli anni Cinquanta la breve “rinascita” grazie alla pubblicazione del romanzo storico Donna imperiale, ultimo suo grande successo. Comuni ai tre decenni tirature e dati di vendita altissimi che, unitamente ai moltissimi titoli in catalogo, fanno di Buck una delle autrici più commercialmente feconde della Mondadori degli anni Trenta e del dopoguerra. Quanto alle dinamiche intellettuali interne alla casa editrice milanese che emergono dallo spoglio dei pareri di lettura su Buck, il saggio fa notare tanto un pregiudizio di genere abbastanza scoperto nei confronti di un’opera informata dalla “struttura del sentimento” e quindi relegata a uno statuto letterario per così dire inferiore rispetto alle opere di altri autori americani contemporanei che proprio in quegli anni si vanno scoprendo in Italia (Faulkner, Hemingway, Caldwell, Steinbeck, per fare i nomi più noti) quanto una sorta di rimozione dell’“Americanness” dell’autrice a favore della dimensione orientale delle ambientazioni dei suoi romanzi più conosciuti
Conditional constructions in Modern English legal texts
Over the last few decades, conditional constructions have been mapped extensively with reference to their structural features and to their distribution and functions inthe wide spectrum of different genres, both synchronically and diachronically. However, so, far, little attention has been awareded to their pragmatic function in legal language, particularly with regar to ther verbal forms, within the framework of the history of English. Indeed,the verbal pattern is a clear signal for the interpretation and disambiguation not only of the conditional construction, but also of its contextual value, as far as the interlocturos's degree of knowledge and to the type of reasoning winvolved when uttering the condition are concerned
Conflict in linguistically asymmetric business negotiations: the case of interpreter-mediated encounters
- …
