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Intrecci e rimandi nella "Historia von D. Johann Fausten"
Il contributo mira a mettere in luce alcune tecniche compositive della terza parte della "Historia" pubblicata nel 1587 da J. Spies. Enucleando i singoli motivi che caratterizzano i diversi episodi di questa parte, si arriva a rintracciare una serie di riprese e variazioni da cui emerge una particolare struttura compositiva dietro all'apparente casualità nella successione degli episodi stessi
Oltre la formula : il viaggio di Rigr tra mito e storia
Nel carme norreno "Rigsthula" le singole "thulur" sono collegate da stanze che riportano il percorso compiuto dal dio. Un''attenta analisi delle formule che vi ricorrono, ha messo in luce una serie di richiami ad altri poemi eddici, da cui emerge, accanto alla sapienza compositiva del poeta, la sua concezione del venire in essere della regalità che, originatasi in una dimensione mitica, deve ora confrontarsi con il lato violento del potere
Studia theodisca Philologica. 2
Studi sulla tradizione manoscritta e sulle fonti di tre testi tedeschi del XIV-XVI secolo: un ricettario plurilingue, la raccolta di Proverbi di Agricola e alcune attestazioni della "lode del corpo di Maria
Il sogno di Daniele in Annolied e Kaiserchronik
A un'introduzione storico-letteraria fa seguito il confronto puntuale tra la narrazione biblica e l'esposizione dei due testi oggetto dell'analisi; gli interventi operati dall'autore della "Cronaca" appaiono così decisamente mirati a rendere il passo perfettamente funzionale all'opera nel suo complesso
Il destino in un nome. "Ett Faustspel" di Gunnar Beskow
The essay describes the main features of the contemporary version of the myth of Faust presented in the poetic drama Ett Faustspel (A play on Faust, 1936) by the Swedish writer Gunnar Beskow. The analaysis starts observing how the intertextual link to the model of Goethe’s Faust is explicitly thematized in the text. It then moves to studying three characters playing an essential role in Faust’s evolution from hedonistic selfishness to ethic concern and sympathy with a humankind deprived of any form of supernatural justice. These figures are the unnamed “friend”, who takes over Mephistopheles’s task, and two women: Faust’s assistant Margit, who corresponds to Goethe’s Gretchen, and his wife, the most original addition to the traditional set of characters
Un povero diavolo nella Germania riunificata, ovvero la funzione di Mefistofele nel romanzo "Neue Leben" di Ingo Schulze
Il problema della translatio imperii nella Kaiserchronik
La "Kaiserchronik" è un'opera notoriamente composita; tuttavia ponendo l'attenzione su determinate formule o particolari ricorrenti è possibile individuare linee di impostazione trasversali. Così il problema della translatio imperii ad Francos, fondamentale per la legittimazione degli imperatori del Sacro Romano Impero della Nazione tedesca, anche se non esplicitato e dibattuto teoricamente, viene riproposto e ottiene una motivazione proprio nell'elaborazione delle vicende degli ultimi imperatori romani e nella strutturazione dell'episodio dedicato a Carlo Magno
«Eine schlaue Scharade mit mehreren Lösungen» : percorsi faustiani nel teatro di Bertolt Brecht
Il 25 aprile 1952 va in scena a Potsdam una rielaborazione di "Urfaust" approntata da Brecht e dai suoi collaboratori; dopo una manciata di rappresentazioni, lo spettacolo tace per qualche mese prima di essere ripreso nel marzo 1953, con qualche variazione, al Berliner Ensemble: anche nel teatro di punta della capitale la rivisitazione del dramma goethiano è destinata a brevissima vita. Il lavoro collettivo, che porta come prima firma quella del giovane Egon Monk, finisce nelle strette della politica culturale della neonata Rdt similmente a quanto succede al contemporaneo progetto d’opera di Hanns Eisler Johann Faustus (1952). A sessant’anni di distanza, le riflessioni proposte nel contributo mirano a descrivere preliminarmente il complesso confronto brechtiano con Goethe in quanto classico fin dagli anni Venti (1.), a ricostruire la diffusa, non del tutto riconosciuta presenza di echi faustiani nella sua drammaturgia “prima” (2.) per concentrarsi infine sul tardo adattamento di "Urfaust" (3.), altamente rappresentativo della terza stagione produttiva di Brecht, quella del “poeta regista” alla guida di un collettivo dedito al “fare teatro” in un contesto politico-culturale crescentemente avverso alle soluzioni non ortodosse del suo lavoro sull’“eredità letteraria”
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