84,456 research outputs found

    Oh! che bel castello...

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    Il Castello Baronale svolge un ruolo di catalizzatore rispetto alla città da un punto di vista spaziale, ma anche culturale, in quanto sede di musei, una biblioteca ed attività musicali. Il progetto esprime e potenzia questa caratteristica: a livello funzionale, infatti, esso propone per il sottotetto una destinazione culturale (studio di registrazione con emeroteca, area multimediale,bar). A livello spaziale, invece, organizza i diversi elementi compositivi in modo da amplificare la sensazione di un movimento a spirale che, impresso dalla mole tondeggiante del castello, risucchia la città nella piazza e poi fin dentro il palazzo stesso. L’attuale separazione tra le piazze Castello e Renella viene così superata da un’organizzazione spaziale che, pur garantendo varietà di usi, elimina la frammentarietà esistente, creando uno spazio continuo e recuperando all’uso urbano anche il fossato

    Media che cambiano, parole che restano

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    Il libro si propone di tracciare lo status quaestionis dei nuovi fenomeni che si stanno manifestando nell'universo dei media e della comunicazione. La realtà dei media è in costante trasformazione. Spesso emergono nuove piattaforme o nuove tendenze che non si fa in tempo a metabolizzare e contestualizzare prima che si esauriscano e smarriscano la propria energia propulsiva. Quello che occorre è uno sguardo, insieme descrittivo e riflessivo, che si soffermi ad analizzare ciascuna di queste nuove emergenze tentando di valutarne attentamente le conseguenze sociali e culturali, al di là di mode effimere o di interessi di corto respiro. Più che un lessico sui media, questo libro intende costruire un repertorio di temi per leggere il presente attraverso i fenomeni che interessano la comunicazione: quali le dinamiche della contemporaneità, le linee di tendenza che costituiranno la nuova agenda setting di chi riflette e si interroga sul destino della società e delle correnti che alimentano i new media? Si tratta di un libro collettaneo, scritto da studiosi che si sono occupati di temi rilevanti per l'interpretazione del mondo-media: per ciascun concetto viene esplicitato da quando se ne parla, in quali termini, quali sono gli elementi di problematizzazione nel dibattito attuale, quali le prospettive e le implicazioni sul piano dei mutamenti socio-culturali. E' un libro agile, uno strumento utile per fare il punto sulle nuove tendenze che emergono nel panorama dei media oggi, ma anche uno stimolo prezioso per contribuire ad allargare lo spettro dei fenomeni oggetto di studio dei “comunicazionisti”, nella convinzione che essi possano dire molto della società in cui viviamo a condizione di abbandonare la riserva protetta dello specialismo disciplinare. Un libro sulla comunicazione, certo, ma anche al di là della comunicazione, ovvero al di fuori della provincia finita in cui i media studies stanno negli ultimi tempi rischiando di arroccarsi con l'effetto di sbiadire la loro intrinseca vocazione ad interpretare il mondo contemporaneo.The book aims to track the status questionis of the new phenomena that are occurring in the world of media and communication. The reality of the media is in constant transformation. Often emerging new platforms or new trends that you do not have time to metabolize and contextualize before they sell out and stray from its kinetic energy. What is needed is a look, both descriptive and reflective, that is to stop analyzing each of these new emergencies trying to assess carefully the social and cultural consequences, beyond the passing fads of interests or short respiro.Più that a lexicon on media, this book intends to build a repertoire of themes to read this through the phenomena that affect the communication such as the dynamics of the contemporary, trend lines that will form the new agenda setting and reflects who wonders about the fate of the company and currents that feed the new media? It is a book of collected, written by scholars who have dealt with issues relevant to the interpretation of the world-media: for each concept is explained by when they are spoken, in what terms, what are the elements of problematization in the current debate , what are the prospects and implications of socio-cultural changes. It 'sa book agile, a useful tool to take stock of the new trends that emerge in the media landscape today, but also a valuable stimulus to help widen the spectrum of the phenomena under study of "comunicazionisti" in the belief that they can say a lot about the society we live in a condition to leave the protected reserve of disciplinary specialism. A book on communication, of course, but also beyond the communication, ie outside the province ended up in the media in recent times studies are threatening to fade away with the fading effect of their intrinsic vocation to interpret the contemporary world

    Che cosa manca all'Europa?

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    La parola che cura è parola che educa?

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    Il principio di beneficenza della cura – il fare del bene all’altro – implica una dimensione generativa che si esplicita anche sul piano educativo. La cura, nella sua dimensione educativa, non solo si prefigge di accompagnare il “soggetto-paziente”, supportandolo e sostenendolo nell’attraversamento della fase di malattia, ma si interroga sui percorsi possibili che possano valorizzare, sempre e comunque, un suo spazio di autonomia e autodeterminazione, in direzione di rispetto del suo essere “essere-umano” e di valorizzazione di una sua emancipazione. Questo è, infatti, il fine ultimo dell’educazione: valorizzare le potenzialità di ciascuno, non uno di meno, verso la realizzazione del proprio progetto esistenziale e supportarlo nell’acquisizione di quegli strumenti e di quelle competenze che sono necessari affinché l’esistenza acquisti un significato e persegua un senso, nonostante la sua finitudine. In altre parole, è ciò che si definisce con “deontologia pedagogica” (Contini, Demozzi, Fabbri et al. 2014), il “dover essere” dell’azione educativa in termini kantiani, ossia l’imperativo categorico che si pone come universale ed assoluto (Kant 1785). Ogni educatore, infatti, così come ogni professionista della salute, ha un grande “potere” all’interno della relazione di cura e la sua deontologia nasce dalla necessità di evitare (quando non di sanzionare) quei comportamenti e quelle azioni che possono nuocere all’altro (molto simile è il principio di beneficenza e non maleficenza della deontologia medica). L’impegno alla cura – sia essa strettamente sanitaria o educativa – si confronta, inevitabilmente, con molti livelli di complessità, a partire dalle condizioni iniziali in cui si trovano i soggetti della relazione. Sposando la prospettiva del problematicismo pedagogico (Bertin, Contini 1983), l’obiettivo fondamentale dell’educazione (e, quindi, la sua deontologia) corrisponde alla necessità di promuovere nei soggetti una progettualità esistenziale, ovverosia un impegno ad essere, per quanto possibile, protagonisti della propria esistenza – anche in condizioni di malattia – decostruendo i condizionamenti e, pur nella precarietà e nell’incertezza della propria finitudine, cercando di scegliere le strade da percorrere, non limitandosi a camminare su quelle tracciate da altri. Ecco, quindi, che la deontologia dei professionisti della cura educativa e sanitaria può (e dovrebbe) rispondere alla proposta di “fare spazio al possibile per tutti, nessuno escluso” (Contini 2014: 38), ossia promuovere nei soggetti la capacità di volgersi e di realizzare la propria emancipazione, rimandando alla loro libera scelta, pur nella complessità che questo stesso scegliere comporta. Il futuro di un malato non sta solo nella sua diagnosi e nemmeno nella prognosi, ma nell’accoglienza delle sue nascoste possibilità che l’atto di cura, il gesto e la parola del medico – e degli altri operatori sanitari – devono saper promuovere e sviluppare. Sperare per un malato implica il riappropriarsi della propria vita senza doverla più delegare ai tecnici della cura. Far sperare per un medico comporta, invece, favorire quelle circostanze che possono permettere agli ammalati di aver fiducia in se stessi, per riacquistare autonomia, potere e dignità (Benini 2014: 163)

    Educhiamo(ci) al bene che forma e che accomuna,

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    Secondo Ricoeur, lo Stato moderno poggia ormai su «fragili convergenze», affidandosi ad un arco di valori che dovrebbero essere sostenuti da un consenso diffuso, rigorosamente separato, però, dalle fonti originarie che li hanno generati e che possono legittimarli e alimentarli. Mutilati delle loro radici, questi valori sono oggi per noi«come dei fiori recisi in un vaso», destinati a diventare, più che pericolose armi ideologiche, degli orpelli retorici inodori e insapori, ai quali la politica si affida stancamente quando si sente in debito d’ossigeno nei confronti del Paese, ma che non possono raccontare nulla intorno al giardino che li ha cresciuti o alle mani che li hanno coltivati. A partiore da questa considerazione, il contributo intende misurarsi con questo processo di disseccamento, provando a rintracciarne alcuni motivi di fondo e segnalando alcuni obiettivi irrinunciabili per un coerente impegno educativo: l’ideale dell’autonomia e l’orizzonte ampio dentro il quale collocare il suo valore educativo; la contrazione degli orizzonti temporali, che sembra frutto di una ammiccante lusinga dell’immediato; la neutralizzazione dell’”essere tra noi”, alla quale rispondere con l’innalzamento dell’ordine del bene, l’ampliamento in senso inclusivo della vita sociale e la profondità spirituale della vocazione umana

    Jamil, M S Che

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    Che Guevara and revolutionary Christianity in Latin America

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    The thesis, firstly, examines the degree to which revolutionary Christianity in Latin America was influenced by Che Guevara and, secondly, seeks to identify aims and objectives shared by Che Guevara and revolutionary Christianity in Latin America. The four expressions of revolutionary Christianity studied in the thesis are: Camilo Torres in Colombia, "The Movement of Priests for the Third World" in Argentina, "Christians for Socialism" in Chile, and revolutionary Christianity during the Sandinista revolution in Nicaragua. These groups and individuals cover the period of the emergence and development of revolutionary Christianity in Latin America from the mid 1960s to the mid 1980s. The research has identified three key points of influence, three shared aims and three shared objectives. I argue that Guevara was influential (1) as a revolutionary icon, (2) as one who legitimised Christian participation in revolutionary struggle and (3) as one whose concept of the "new man" was used and developed by some Christian revolutionary thinkers. The three shared aims are identified as (1) socialist/communist society, (2) national liberation and (3) the emergence of the "new man". The three shared objectives are identified as (1) revolutionary unity, (2) taking power and (3) conscientisation. The thesis concludes with a summary of the research findings and an examination of Guevara's "new man" alongside the Christian concept of the "new being in Christ". The thesis proposes a synthesis of Guevara's "new man" with the "new being in Christ" by means of the establishment of small scale Christian co- operatives

    Bi- and three-dimensional urban change detection using sentinel-1 SAR temporal series

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    Urban areas are subject to multiple and very different changes, in a two- and three-dimensional sense, mostly as a consequence of human activities, such as urbanization, but also because of catastrophic and sudden events, such as earthquakes, landslides, or floods. This paper aims at designing a procedure able to cope with both types of changes by combining interferometric coherence and backscatter amplitude, and provide a semantically meaningful analysis of the changes detected in both city inner cores and suburban areas. Specifically, this paper focuses on detecting multi-dimensional changes in urban areas using a stack of repeat-pass SAR data sets from Sentinel-1A/B satellites. The proposed procedure jointly exploits amplitude and coherence time series to perform this task. SAR amplitude is used to extract changes about the urban extents, i.e. in 2D, while interferometric coherence is sensitive to the presence of buildings and to their size, i. e. to 3D changes. The proposed algorithm is tested using a time-series of two years of Sentinel-1 data, from May 2016 to October 2018, and in two different Chinese cities, Changsha and Hangzhou, with the aim to understand both the temporal evolution of the urban extents, and the changes within what is constantly classified as “urban” throughout the considered time period

    Possibilities and Limits of Urban Change Detection Using Polarimetric SAR Data

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    This paper introduces the topic of urban change detection by means of fully and dual polarized multitemporal spaceborne SAR data. The aim is to be able to detect not only urban extent expansion/shrinking phenomena, but changes that may affect both the two- and the three-dimensional landscape. For fully polarized SAR, we further validate and refine a recently introduced approach based on superpixel segmentation followed by the computation of selected polarimetric parameters and the analysis of the difference among feature vectors using specialized distance metrics. As for dual polarized SAR data, a combination of interferometric and polarimetric features within the same framework is proved to perform decently, but no real advantage if using polarimetry is obtained. Test cases using UAVSAR and Sentinel-1 data are presented in support of the proposed techniques
    corecore