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Danno da black out: la Cassazione esclude la risarcibilità del danno non patrimoniale
Il danno non patrimoniale, derivante dalla lesione dei diritti inviolabili della persona, come tali costituzionalmente garantiti, è risarcibile – sulla base di una interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 2059 c.c. - anche quando non sussista un fatto-reato, né ricorre alcune delle altre ipotesi in cui la legge consente espressamente il ristoro dei pregiudizi non patrimoniali, a tre condizioni: a) che l'interesse leso - e non il pregiudizio sofferto - abbia rilevanza costituzionale; b) che la lesione dell'interesse sia grave, nel senso che l'offesa superi una soglia minima di tollerabilità; c) che il danno non sia futile, vale a dire che non consista in meri disagi o fastidi, ovvero nella lesione di diritti del tutto immaginari, come quello alla qualità della vita e alla felicità. [massima non ufficiale]. “Non è risarcibile il danno non patrimoniale subito dall'utente in conseguenza dell'interruzione della somministrazione di energia elettrica addebitabile al gestore della rete di distribuzione, ove la parte non indichi, né provi, quale sia lo specifico diritto inviolabile costituzionalmente garantito, leso in modo serio”[massima non ufficiale]. Cass. civ., sez. VI, sent., 28 febbraio 2013 n. 509
La proprietà della terra inquinata : responsabilità, circolazione e garanzie
Il volume affronta il tema della responsabilità del cd. "proprietario incolpevole" in relazione agli obblighi di bonifica previsti dal Testo Unico dell'Ambiente (art. 253, D.Lgs. n. 152 del 2006), inquadrando tale problematica all'interno della disciplina delle situazioni di appartenenza. A tal fine viene condotto uno studio comparato del modello europeo previsto dalla direttiva 2004/35/CE e del modello statunitense disciplinato dal "Comprehensive Environmental Response, Compensation, and Liability Act" (CERCLA). Il volume si completa con l'analisi della norme rilevanti in tema di circolazione delle terre inquinate, con particolare riguardo al sistema di garanzie previsto dalla disciplina della vendita
Vittime di reati intenzionali violenti: il Tribunale di Milano estende l’indennizzo alle situazioni interne
È presupposto indispensabile per dare effettiva attuazione alla direttiva 2004/80/CE la predisposizione, da parte del legislatore italiano, di un sistema idoneo a garantire l’indennizzo delle vittime di tutti i reati intenzionali violenti nelle situazioni cd. interne. Pertanto l’Italia risulta inadempiente per aver omesso di dare attuazione al disposto dell’art. 12, comma 2, della Direttiva 2004/80/CE, da cui consegue il diritto delle attrici al risarcimento del dann
Rubare per vendere : la nozione di ordinary course of business negli acquisti a non domino
Allocazione del rischio tra clausole penali e autonomia contrattuale
In un precedente studio si è dimostrato come la regola di responsabilità volta al risarcimento dell’interesse positivo del contraente sia ottimale dal punto di vista degli incentivi sulle parti. Nel presente studio si cercherà invece di identificare la regola ottimale di responsabilità sul piano della allocazione del rischio. Si mostrerà in particolare come il risarcimento dell’intero interesse positivo abbia dei limiti non solo quando vengano considerate situazioni di propensione al rischio dei contraenti, ma anche in situazioni in cui entrambe le parti o il debitore siano avversi al rischio. La scelta dei meccanismi contrattuali, tra cui la stipulazione della clausola penale a copertura dei danni da inadempimento, non potrà in tali ipotesi ottimizzare simultaneamente i due fronti del rischio e degli incentivi, dovendosi invece raggiungere un bilanciamento di obiettivi diversi tra loro incompatibili. D’altra parte, si mostrerà come le frequenti clausole penali che superano, nel quantum, la misura dell’interesse positivo appaiono ingiustificate dal punto di vista dell’eal
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