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Abuso alcolico : indicatori analitici e loro diverso ruolo diagnostico - EtG : casistica ed esperienze applicative
Viene presentata la casistica della Sezione di Tossicologia Forense dell’Università degli Studi di Milano che, nell’ambito della collaborazione con le Commissioni Mediche Locali di Milano, dal 2010 ha ampliato la sua attività con la determinazione dell’EtG in matrice pilifera.
La casistica presentata riguarda due anni di attività e complessivamente si compone di 2200 casi relativi ad una selezione operata direttamente dalle CML che ha stabilito, quale necessità di approfondimento diagnostico, una delle seguenti condizioni: 1) CDT% non determinabile per l’esistenza di varianti genetiche; 2) recidiva; 3) titolarità di patenti di categoria superiore; 4) violazione dell’art. 186 C.d.S. per etilometria superiore a 1,5 g/L. Oltre a questi sono stati esaminati 56 soggetti inviati dai NOA di Milano e provincia.
Quale matrice pilifera sono stati considerati solamente i capelli ed il prelievo è stato eseguito solamente per lunghezze non inferiori a 3 cm. Le determinazioni dell’EtG sono state eseguite con tecnica LC/MS/MS sull’idrolisato idro-metanolico, in presenza dello standard interno (EtG d5). Per la valutazione della positività si è fatto riferimento al valore di 30 pg/mg proposto dal Consensus on Alcohol Markers della SoH
Rilievo comparativo di sostanze d'abuso in matrici pilifere prelevate in diverse sedi corporee
L'evoluzione nel contenuto di principi attivi nella Cannabis, le attuali coltivazioni forzate o geneticamente modificate
A partire dalla metà degli anni ’90 del secolo scorso, la diffusione del commercio on-line di semi selezionati di Cannabis ha condotto alla proliferazione di coltivazioni domestiche con produzione di piante ad elevato tenore di delta-9-THC. Verosimilmente, gli intermediari del traffico internazionale hanno, per ovvii motivi economici, incentivato l’utilizzo della tecnologia OGM migliorando la resa delle coltivazioni e immettendo sul mercato dei derivati (marijuana) di qualità superiore.
Sulla base dei dati chimico-tossicologici, derivanti da osservazioni personali, gli Autori delineano il profilo delle concentrazioni dei Cannabinoli nei campioni vegetali di piccola e media entità sequestrati in diverse realtà territoriali del Nord Italia
GHB : problematiche in emergency toxicology
Le attuali problematiche della tossicologia dell'emergenza relativa al GHB sono connessi a due aspetti tra essi complementari. Il primo è quello relativo agli aspetti clinici e, in particolare, nell'obiettivazione di segni nel paziente che giunge al P.S. e che possono indirizzare verso una diagnosi d'intossicazione acuta da GHB. Infatti, la condivisione con altre sostanze (alcool, stupefacenti, farmaci psicoattivi) degli effetti sia sul SNC, sia a livello cardiovascolare rende pressocchè impossibile, in assenza del dato di laboratorio, una diagnosi clinica differenziale. Per contro, la scarsa conoscenza sui molteplici usi di questa sostanza( scopi voluttuari, doping e come mezzo disabilitante di terzi) e sulla sua diffusione, fa sì che il GHB non rientri nel pannello delle sostanze che vengono richieste al laboratorio. Il secondo aspetto è quello analitico ed è rappresentato dal fatto che attualmente gli screening che vengono applicati in emergenza nella tossicologia clinica non lo comprendono. Solamente l'applicazione di processi analitici con tecniche gascromatografiche accoppiate alla spettrometria di massa permette di determinare il GHB nei liquidi biologici, ma con tempi di produzione del risultato non rapidi
La determinazione di nicotina e cotinina nei capelli di bambini esposti al fumo di sigaretta
Il dato quantitativo nell'analisi di sostanze stupefacenti nel capello : potenzialità e limiti
Contributo chimico-tossicologico alla diagnosi post-mortale di chetoacidosi metabolica
Postmortem diagnosis of diabete ketoacidosis is a complex process. As suggest by the specialist literature, circumstantial data must be supported by toxicological and chemical findings. The Authors describe two cases of death in insulin-dependent men where the autopsy revealed no significant findings in determining the causes of death. Blood and urine werw submitted for glucose analysis and showed for both cases level exceeding 500 mg/dL. No drugs were detected in toxicological screening. Glucose was also confirmed on pretreated samples of blood by fully-scan gaschromatography -mass spectrometry (GC/MS) with a previous derivation with BSTFA. The femoral blood samples of each case were divided in two portions. One of these was preserved in a glass tube with sodium fluoride and investigated for volatile compounds by headspace gaschromatographic technique. Acetone and isopropanol have been detected in each case. No ethanol was detected. The second portion of femoral blood was placed in a glass tube without preservative, stored at 4°C and analysed two months later for volatile compounds and glucose. The analysis showed for both cases the absence of glucose and the presence of ethanol. That can attributed to postmortem phenomena. This cases report point out as the postmortem diagnosis of diabetic ketoacidosis can be supported by the chemical and toxicological investigations, above all when the antemortem clinical data and suitable biological samples are not available
Study of the light stability of nifedipine in a drop formulation under therapeutic use conditions
A concd. soln. (drop formulation) of nifedipine (I) [21829-25-4] was dild. 50-fold (for clin. use) with H2O, exposed for 1-10 min to normal lab illumination, and analyzed for degrdn. products by HPLC. More than 95% of I was still intact after 10 min, a time sufficient for normal diln. The relative std. deviation for the HPLC method was 2.78%
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