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L’altra giustizia : I lodi arbitrali a Genova (secc. XII-XIII): arbitri, notai, documenti
Il contributo è dedicato all’analisi della documentazione relativa alla procedura stragiudiziale a Genova tra la seconda metà del XII secolo e il primo quarto di quello successivo. Si è rivolta l’attenzione alla struttura e alle forme di convalidazione dei pochi lodi arbitrali pervenuti in originale i quali presentano tra loro una disomogeneità che dà vita a una pluralità di esiti difficilmente riconducibile entro uno schema. L’inserimento a inizio Duecento della peticio all’interno del tenor dell’arbitrato e alcuni dossier presenti nei protocolli notarili hanno permesso di ampliare il discorso alla procedura che
sta a monte delle sentenze. Dal confronto tra i lodi arbitrali e le sentenze emanate dalla giustizia ordinaria è infine emersa per entrambi una evoluzione che procede in modo pressoché sincrono su binari paralleli, una concomitanza questa che non può essere casuale ma della quale rimangono sconosciute le ragioni.The contribution is dedicated to the analysis of the documentation concerning the extrajudicial procedure in Genoa between the second half of the 12th and the first quarter of the following century. Attention has been paid to the structure and forms of validation of the few arbitration sentences that have come down to us in original form, whose lack of homogeneity gives rise to multiple outcomes that are difficult to place within a fixed scheme. The inclusion of the peticio in the tenor of the arbitration at
the beginning of the 13th century and certain dossiers in the notarial protocols have made it possible to extend the discussion to the procedure underlying the sentences. A comparison between arbitration sentences and judgments issued by ordinary justice has finally revealed an almost synchronous evolution on parallel paths, a coincidence that cannot be accidental, but the reasons underlying it remain unknown
Il testamento e l’inventario dello scriba Stefano di Giovanni di Guiberto (Genova, 5 e 7 novembre 1231)
Il breve saggio è dedicato all’edizione e all’analisi del testamento e del relativo inventario dello scriba Stefano, figlio del notaio Giovanni de Guiberto, rogati il 5 e 7 novembre 1231 dal collega Enrico de Bisanne, poiché non sono molti gli atti di ultima volontà di questi professionisti – figure centrali nella vita quotidiana della società bassomedievale – e ancora più rara è in genere la possibilità di disporre del relativo inventario dell’eredità.The short essay analyses, and provides an edition of the will and related inventory of the scribe Stefano, son of notary Giovanni de Guiberto, drawn up on the 5 and 7 November 1231 by his colleague Enrico de Bisanne. The document is particularly relevant since last wills and testaments of notaries – who were central figures in late medieval society – are rare and the possibility of finding the related inventory of the inheritance is even rarer
Il cartolare del notaio Stefano di Corrado di Lavagna : Chiavari-Lavagna (1288)
Edizione critica di un frammento dei protocolli del notaio Stefano di Corrado di Lavagna. Si tratta in totale di 194 imbreviature rogate a Chiavari e a Lavagna nel 1288. L’edizione è corredata dal repertorio cronologio degli atti, degli inserti e delle notizie oltre che dall’indice dei nomi di persona, di luogo e delle cose notevoli.Critical edition of one fragment of the protocols of the notary Stefano of Corrado of Lavagna. A total of 194 imbreviature written in Chiavari and Lavagna in the 1288. The edition is accompanied by the timing of the repertory acts, inserts and news as well as the index of personal names, places and remarkable things
Un registro fidelitatum dell'arcivescovo di Genova Ottone di inizio Duecento
L’articolo è incentrato sullo studio di un piccolo registro, già pubblicato nel 1862 da Luigi Tommaso Belgrano in appendice al primo Registro della Curia genovese e del quale si fornisce una nuova edizione critica, contenente dodici giuramenti di fedeltà prestati dai famuli del territorio di Molassana all’arcivescovo di Genova Ottone negli anni 1204-1218. L’analisi diplomatistica condotta sulla particolare tradizione degli atti e sulla struttura degli stessi ha consentito di comprenderne i tempi e i modi di realizzazione e, soprattutto, ha portato a nuove considerazioni sulla sua committenza, non la Curia arcivescovile genovese ma i consoli di giustizia del Comune, ribaltando così totalmente il significato di questa operazione.This paper aims to re-edit a short registrum, once edited by Luigi Tommaso Belgrano in 1862 as an appendix of the first Registro della Curia of Genoa, including twelve fidelitates sworn by famuli of the district of Molassana to archbishop Otto between 1204 and 1218—on strict request of the Commune, not of the genoese Curia as was once thought
Una falsa donazione adelaidina per il monastero di Santo Stefano di Genova
L’articolo è incentrato sull’analisi paleografica e diplomatistica del controverso documento che tramanda la donazione da parte della contessa Adelaide al monastero benedettino di Santo Stefano di Genova di Villaregia, territorio corrispondente all’odierno comune di Santo Stefano al Mare in provincia di Imperia.The article focuses on the palaeography and diplomatistic analysis of the controversial document that handed the donation by the Countess Adelaide to the Benedictine monastery of Santo Stefano di Genova of Villaregia, a territory corresponding to the modern town of Santo Stefano al Mare in the province of Imperia
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