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Analysis of Stray EM Fields Generated by Induction Cooktops
Induction cooking units work by generating a radio frequency (RF) magnetic field for heating purposes. Concerns have been expressed from time to time about whether induction cookers may present a health hazard to humans. The first paper, “Analysis of Stray EM Fields Generated by Induction Cooktops”, authored by Marco Bullo, Fabrizio Dughiero and Elisabetta Sieni of Padova University, Italy, aims to evaluate possible biological effects to the human body due to an RF magnetic field emitted by the induction cooktop. The measurement results of several models of cooktops have shown that most of the induction cooktops do comply with the exposure limits given in the International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection (ICNIRP) standard. The results have also shown that the emitted field is much lower if the pot is centered at the cooktop, as the pot bottom serves as a shield that blocks the magnetic field from the induction coil. For the users of induction cooking units, you will pick up some useful tips to minimize the exposure risk
Introduzione alla struttura e alle finalità della ricerca
Il fenomeno delle collaborazioni tra imprese può essere
giuridicamente formalizzato attraverso diversi contratti e/o
combinazioni di contratti tra loro collegati; nell’ambito di tale
fenomeno, il presente volume prende in considerazione, sotto
diversi profili, una specifica figura di cooperazione tra imprenditori,
quella disciplinata mediante il contratto di rete introdotto
dal legislatore italiano con l’art. 3, comma 4-ter e ss.
del d.l. n. 5 del 10 febbraio 2009 convertito con l. n. 33 del 9
aprile 2009 e successivamente modificato a più riprese nel
corso degli anni.
La presente ricerca ha ad oggetto esclusivamente il contratto
di rete tra imprese quale definito dalla normativa sopra
indicata; sono, pertanto, escluse dal perimetro della presente
indagine le reti tra professionisti e le reti c.d. miste recentemente
nominate, anche se non disciplinate, dal legislatore
nell’art. 12 della l. 81/2017 (c.d. Jobs Act), legge intitolata
“Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale
e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi
e nei luoghi del lavoro subordinato”.
Come sopra delimitato l’ambito oggettivo della presente
ricerca, consideriamo ora la struttura della stessa: al riguardo
il presente volume è suddiviso in due parti, la prima intitolata
“Categorie giuridiche e strutture economiche a confronto” e
la seconda intitolata “Dalle categorie ai profili applicativi”.
Nell’ambito di ciascuna parte sono stati selezionati alcuni
tra i profili e le tematiche più rilevanti sotto il profilo giuridico
e/o economico.
Nella prima parte, dove le categorie giuridiche si confrontano
con le strutture economiche in un’ottica interdisciplinare, vengono analizzati il rapporto
tra il contratto di rete e la discussa nozione di operazione
economica; le diverse opzioni contrattuali concesse alle parti
nella regolamentazione del loro accordo di rete, tenuto conto
sia delle sottostanti dinamiche economiche e relazionali che legano
tra loro le imprese, sia delle diverse fasi in cui si svolge il
ciclo di vita del contratto di rete, che è un contratto di durata;
viene, altresì, considerata l’incidenza che la prescritta pubblicità
presso il Registro delle Imprese ha sia in termini di efficacia
iniziale del contratto, sia di sua opponibilità ai terzi, che di
eventuale costitutività tanto della fattispecie rete di imprese
che della destinazione patrimoniale (in presenza di rete dotata
di fondo comune); specifica attenzione è, infine, rivolta al ruolo
che assume la formalità pubblicitaria in ordine al riconoscimento
della soggettività giuridica; viene preso in considerazione
il tema della responsabilità patrimoniale nelle reti di imprese
c.d. strutturate, siano esse dotate o meno di soggettività giuridica;
la parte prima si chiude poi con due contributi dedicati
uno al tema del contratto di rete nel settore agricolo, forestale e
agroalimentare e uno al “delicato” tema del rapporto tra contratto
di rete e concorrenza.
Nella seconda parte le categorie vengono ricondotte ai
profili applicativi e i profili applicativi sono, a loro volta, governati
dalle categorie in un percorso virtuoso: in questa seconda parte, il contratto di rete
è, indi, analizzato sotto il profilo dell’efficienza dello strumento
a promuovere le aggregazioni tra imprese e a porsi
quale strumento di politica industriale in un contesto produttivo
di media e piccola impresa quale è quello italiano;
in un’ ottica di utilizzo della leva fiscale per la promozione
delle aggregazioni tra imprese, vengono analizzate
le agevolazioni fiscali per l’acquisto di beni strumentali previste
nel Piano Nazionale Industria 4.0; un contributo specifico
è dedicato all’applicazione del distacco del lavoratore
nelle reti di imprese; vi sono, infine, altri due contributi,
uno dedicato all’incidenza della strutturazione civilistica della
rete di imprese in relazione alle modalità di partecipazione
agli appalti pubblici e l’altro dedicato al contratto di rete concluso
in modalità totalmente informatica e dematerializzata
attraverso l’utilizzo del c.d. Modello Standard di trasmissione
al Registro Imprese, modello standard sottoscritto digitalmente
dagli imprenditori ai sensi dell’art. 24 del CAD.
La suddivisione in due parti del volume riproduce, anche
tipograficamente, la distinzione tra il mondo delle categorie e
dei concetti attinenti alla sfera scientifica, da un lato, e il mondo
della prassi attinente all’area dell’attività d’impresa dall’altro:
si tratta di due aree che sono distinte, sebbene non separate
e incomunicanti
Isotropic and Anisotropic Electrostatic Field Computation by means of Cell Method
The paper presents two different approaches for the
computations of isotropic and anisotropic electrostatic problems by
means of the cell method. The results obtained by this technique are
compared with those obtained by a first order FEM based algorithm
Optimal design of an inductor for MFH: From models to laboratory-scale prototype
The paper presents the design of a new device to heat a magnetic nanofluid for in-vitro experiments using cell cultured in Petri dishes. The design of the device was carried out using a modified version of the Migration-Non-dominated Sorting Genetic Algorithms (M-NSGA) algorithm. The proposed algorithm uses a self-adaptive mechanism to manage migration based on movement of utopia point and stability of the front. The optimization algorithm is coupled to a Finite Elements (FE) model of the device. The uniformity of the magnetic field in the region where the Petri dish is positioned is searched for
Contratto di rete e operazione economica nel volume I contratti di rete e le nuove frontiere del contratto: modelli giuridici e strutture economiche a confronto
Premessa la distinzione tra il concetto di rete di imprese da un lato quale concetto attinente al mondo economico e al mondo della analisi dei sistemi di organizzazione della produzione e la nozione di contratto di rete dall’altro quale qualificazione giuridica, il contributo si focalizza sull’analisi della c.d. giuridicizzazione del fenomeno “economico” delle reti di imprese.
Partendo dalla rete di imprese quale categoria economica intesa come lo strumento per analizzare la produzione di valore scaturente dal coordinamento di attività tra imprese, si osserva come il legislatore italiano abbia tradotto tale produzione di valore nei termini di crescita, individuale e collettiva, della capacità innovativa e della competitività sul mercato di ciascuna impresa.
Il lavoro parte della constatazione delle peculiarità di un contratto definito, o tipizzato che dir si voglia, in funzione dello scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la capacità innovativa e la competitività di ciascuna impresa aderente, anziché – come di regola accade - nella tipizzazione di un determinato scambio ovvero, in alternativa, nella tipizzazione dell’esercizio in comune di una attività economica.
Scambio, collaborazione ed esercizio in comune di attività economica sono, invero, dopo il 2010, elementi che possono coesistere nell’oggetto del contratto di rete.
Tre sono essenzialmente le fasi temporali che hanno scandito la creazione e la disciplina del contratto di rete tra imprese e sono le fasi corrispondenti agli interventi normativi susseguitisi nel 2009, nel 2010 e nel 2012.
Successivamente all’introduzione nel 2009 della prima definizione legale di contratto di rete, la l. 180/2011, c.d. Statuto delle imprese ha introdotto la prima definizione normativa di rete di imprese, sottraendo tale espressione all’area economica e definendo reti di impresa le aggregazioni funzionali tra imprese che rientrano nelle definizioni recate dal decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e dall'articolo 42 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
In tal modo, la categoria normativa della rete d’imprese sembra, dunque, circoscritta dalla l. 180/2011 alle sole aggregazioni funzionali tra imprese che rientrano nella definizione prevista dalla normativa italiana sul contratto di rete.
Dalla sua introduzione nel 2009 sino ad oggi, ampio è stato il dibattito, specie tra i civilisti ma non solo, circa la natura giuridica del c.d. contratto di rete quale risultante dalla definizione datane dal legislatore italiano all’art. 3 commi 4ter e ss. del d.l. 5/2009 a seguito del complesso percorso iniziato appunto nel 2009: sono, infatti, note le discussioni se il contratto di rete, menzionato nella legislazione speciale dal legislatore italiano, sia realmente un nuovo tipo contrattuale (e in tal caso il dibattito si focalizza ulteriormente sul successivo quesito se si tratti di un contratto plurilaterale associativo o meno) o non dia, invece, luogo ad una fattispecie c.d. “Trans-tipica” che pone in crisi la tradizionale contrapposizione tra contratto di scambio e contratto per l’esercizio in comune di attività economica, se non addirittura ad una disciplina avente mera rilevanza tributaria, assimilando in un certo qual modo la funzione del termine “rete” a quelle che nell’ambito degli enti no-profit assume l’acronimo “Onlus”.
Con la consapevolezza delle argomentazioni e dei diversi esiti cui è pervenuta la dottrina civilistica e giuscommercialistica nell’analisi della figura del contratto di rete sotto i profili di cui sopra, lo scopo del presente contributo è stato quello di analizzare l’impatto che l’introduzione di questa nuova poliedrica figura–ha assunto nel dibattito sulla crisi del contratto come categoria generale da un lato e in ordine alla discussione sulla rilevanza dell’operazione economica nella teoria del contratto dall’altro.
Negli anni recenti il dibattito concernente il valore, sul piano dell’ordinamento, della nozione di operazione economica quale categoria concettuale e giuridica è stato intenso e spesso sollecitato dagli interventi legislativi degli ultimi anni, interventi caratterizzati, da un lato, da un processo di superamento del tipo tramite la tecnica del raggruppamento dei contratti finalizzata all’applicazione di un determinata disciplina protettiva e, dall’altro, ad una aggregazione nell’unità formale del tipo di operazione di fattispecie distinte, altrimenti riconducibili a diverse figure tipiche.
E’ noto che il fatto economico acquista rilevanza giuridica e diventa, quindi, un fenomeno giuridico attraverso il contratto, ma il contratto, specie se disciplinato per tipi contrattuali legali predeterminati, non sempre è in grado di “esprimere l’unità dell’affare e quindi dell’atto di autonomia privata”, specie in un’economia complessa e interdipendente come quella attuale.
Spesso i singoli tipi contrattuali non sono in grado, singolarmente e isolatamente presi, di dare adeguata regolazione agli interessi sottostanti: il che è evidente nelle relazioni complesse, dove spesso l’unità dell’affare si coglie nel fenomeno del collegamento negoziale e quindi nella dipendenza dei rapporti contrattuali da un lato e nella rilevanza della causa in concreto dall’altro.
La rilevanza dell’operazione economica non si limita al profilo ermeneutico, ma - come è stato osservato - assurge anche a tecnica legislativa di tipizzazione, ora diretta ora indiretta, per comprendere in una unità formale, spesso a tutela della parte debole, una pluralità di interessi, come è accaduto, ad esempio, con la disciplina sull’abuso di dipendenza economica: come è stato osservato dal fautore della operazione economica quale categoria ordinante il diritto dei contratti, negli anni recenti si è assistito al passaggio dalla tipizzazione del contratto alla tipizzazione per operazione economica e, conseguentemente il contratto, non è più soltanto una “veste giuridica” , ma diventa esso stesso “realtà economica”.
La fattispecie del contratto di rete quale delineata dal legislatore italiano rappresenta uno strumento giuridico cui le imprese possono ricorrere per disciplinare in maniera unitaria e coordinata i loro complessi rapporti relazionali e le loro rispettive attività d’impresa, componendo in un unico schema formale interessi individuali e interessi collettivi, in cui la trama unificante è data dal perseguimento dello scopo di accrescere individualmente e collettivamente la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato.
Prima dell’introduzione dello specifico strumento del contratto di rete, le imprese che avessero voluto coordinare le loro attività di impresa dovevano ricorrere ad altri strumenti, dall’ambito applicativo e dalle potenzialità più ridotte, quali ad esempio il contratto di consorzio, e spesso dovevano ricorrere ad una combinazione di contratti tra loro collegati per formalizzare i reciproci rapporti di collaborazione, di scambio e di esercizio in comune di una o più attività, segmentando artificiosamente le “formalizzazioni giuridiche”, nonostante l’unitarietà del progetto economico condiviso dalle imprese in funzione della loro crescita individuale e collettiva.
Il contratto di rete viene, dunque, a ricondurre ad unità gli interessi individuali e collettivi delle imprese e, come è stato efficacemente detto rappresenta un processo di tipizzazione diretta di un’operazione economica e consente di dare rilievo sia alle circostanze di fatto e di diritto che permeano l’affare, sia alle caratteristiche soggettive dei contraenti sia al contesto in cui l’affare si realizza.
Il prezzo da pagare per tale tipizzazione per operazione economica, come è stato sopra osservato, è stato quello di rinunciare ad ogni regolamentazione contenutistica preventiva da parte del legislatore del contratto di rete: nella fattispecie contratto di rete il legislatore, infatti, non individua né diritti, né obblighi né doveri delle parti, né prestazioni caratteristiche, tant’è che taluni autori, con riguardo a tale figura contrattuale hanno parlato di atipicità del contenuto.
La tipizzazione per tipi contrattuali è finalizzata all’individuazione e alla distribuzione degli effetti legali naturali propri del tipo, ove non esclusi dalle parti; nel contratto di rete, invece, dove la tipizzazione ha ad oggetto più l’operazione economica in sé, che non il paradigma contenutistico ovvero la combinazione formale delle prestazioni, assistiamo ad un contratto dove il testo del regolamento contrattuale, per essere completo, deve essere delineato e possibilmente anche esplicitato in tutti i suoi elementi all’interno del perimetro tipologico offerto dal legislatore: il contratto di rete, infatti, come si è visto, si presenta quale tipo contrattuale solo quanto all’aspetto definitorio, essendo (volutamente) carente la disciplina legale dello stesso sotto il profilo contenutistico.
L’ampio spazio riconosciuto all’autonomia privata dallo strumento del contratto di rete rappresenta da un lato uno strumento molto versatile e duttile, ma dall’altro costituisce anche una sfida per i privati, affidando un ruolo determinante ai modelli contrattuali e alla combinazione di clausole elaborati dalla prassi.
Nel mutato panorama delle fonti del diritto che non vede più il monopolio del legislatore nella produzione del diritto e dove il diritto non si riduce alla legge, diventa pertanto sempre più rilevante – specie con riguardo a figure contrattuali come appunto il contratto di rete - il ruolo svolto nella creazione e interpretazione del diritto non solo dalla dottrina e dalla giurisprudenza, ma anche dai professionisti delle aree giuridiche i quali devono essere consapevoli del loro ruolo, anche creativo del diritto, nella attuale società globalizzata, società profondamente incisa nei suoi assetti produttivi e sociali dalla preponderanza della tecnologia e dell’informatica
7-nitro-2,1,3-benzoxadiazole derivatives, a new class of suicide inhibitors for glutathione S-transferases - Mechanism of action of potential anticancer drugs
Spectroscopic and rapid kinetic experiments were performed to detail the interaction of human glutathione S-transferases GSTA1-1, GSTM2-2, and GSTP1-1 with 6-(7-nitro- 2,1,3-benzoxadiazol-4-ylthio) hexanol ( NBDHEX). This compound is a representative molecule of a new class of 7-nitro- 2,1,3-benzoxadiazole (NBD) derivatives (non-GSH peptidomimetic compounds) that have been designed both to give strong GST inhibition and to accumulate in tumor cells avoiding the extrusion mechanisms mediated by the multidrug resistance protein pumps. We have recently shown that submicromolar amounts of NBDHEX trigger apoptosis in several human tumor cell lines through the dissociation of the JNK (.) GSTP1-1 complex ( Turella, P., Cerella, C., Filomeni, G., Bullo, A., De Maria, F., Ghibelli, L., Ciriolo, M. R., Cianfriglia, M., Mattei, M., Federici, G., Ricci, G., and Caccuri, A. M. ( 2005) Cancer Res. 65, 3751-3761). Results reported in the present study indicated that NBDHEX behaves like a suicide inhibitor for GSTs. It bound to the H-site and was conjugated with GSH forming a sigma complex at the C-4 of the benzoxadiazole ring. This complex was tightly stabilized in the active site of GSTP1-1 and GSTM2-2, whereas in GSTA1-1 the release of the 6- mercapto1-hexanol from the sigma complex was the favored event. Docking studies demonstrated the likely localization of the sigma complex in the GST active sites and provide a structural explanation for its strong stabilization
A distributed simplex algorithm and the multi-agent assignment problem
In this paper we propose a novel distributed algorithm to solve degenerate linear programs on asynchronous networks. Namely, we propose a distributed version of the well known simplex algorithm. We prove its convergence to the global lexicographic minimum for possibly fully degenerate problems and provide simulations supporting the conjecture that the completion time scales linearly with the diameter of the graph. The algorithm can be interpreted as a dual version of the constraints consensus algorithm proposed in [1] to solve abstract programs when the last is applied to linear programs. Finally, we study a multi-agent task assignment problem and show that it can be solved by means of our distributed simplex algorithm
Numerical prediction of currents produced in human models by induction cooking appliances
The distribution of the magnetic flux density near a cook-top appliance is investigated. The current density induced inside a cylindrical phantom is also evaluated in order to verify the compliance with the exposure limits in force. The computations are performed using two different strategies based respectively on the Finite Element Method and the Boundary Element Method. A comparison between the two different methods is also proposed and discussed
Network Abstract Linear Programming with Application to Cooperative Target Localization
We identify a novel class of distributed optimization problems, namely a networked version of abstract linear programming. For such problems we propose distributed algorithms for networks with various connectivity and/or memory constraints. Finally, we show how a suitable target localization problem can be tackled through appropriate linear programs
Heavy metals contamination in soils and their transfer to common wheat (Triticum aestivum L.): a case study.
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