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Re-reading The Geographical Study of Population Groups by M. Aurousseau
The pages that follow are taken from an article published in 1923 in the Geographical Review, the official journal of the American Geographical Association. The author, Marcel Aurousseau, was born in Australia in 1891 and was a geographer and geologist. He wrote hismost important geographical papers on population problems and settlements between1920 and 1924, when he worked at the Geophysical Laboratory of the Carnegie Institution in Washington DC. and for the American Geographical Society of New York
La sostenibilità : declinazioni scientifiche e didattiche
Il concetto di Sostenibilità, pur nella sua precisa e chiara indicazione definitoria, si presta a molteplici possibili declinazioni disciplinari e, nello specifico, trova spazio sempre più ampio in campo didattico in tutti gli ordini di scuola, consentendo di tracciare percorsi formativi ricchi di significato e fortemente coinvolgenti per i discenti. I concetti di Economia, Equità e Ambiente, nelle loro più ampie accezioni, sono, infatti, protagonisti in tutti i livelli della formazione e rendono importante il confronto e il dialogo delle discipline geografiche, sociali e storiche per condividere e confrontare i rispettivi saperi
Aspetti demografico-sociali dell'epidemia di "Spagnola" a Milano nell'ottobre del 1918
La relazione tra popolazione e malattie infettive ha radici profonde nella storia dell’umanità e spesso ha contribuito a condizionare la distribuzione degli uomini sulla terra e la loro crescita numerica. La "Spagnola" viene descritta come la prima malattia veramente globale della storia» dilaga in tutto il mondo tra la primavera del 1918 e i primi mesi del 1919, infettando oltre un miliardo di persone e uccidendone decine di milioni. Lo scopo di questa ricerca è cercare di ricostruire ciò che accade a Milano nell’inverno del 1918 quando la città, provata da tre anni di guerra e angosciata dagli esiti, sempre più sanguinosi e incerti, del primo conflitto mondiale, è sconvolta dalla “spagnola” a cui paga un tributo di vite più elevato di quello preteso dalla guerra stessa
La gran morìa : l'epidemia di "spagnola" a Milano nell'inverno del 1918
La prima guerra mondiale induce profonde modificazioni nelle condizioni sanitare e sociali della popolazione milanese provocando un peggioramento generale del tenore di vita e della salute dei cittadini, alimentando la recrudescenza di malattie che ormai si credevano sotto controllo e aprendo la via al dilagare di nuove manifestazioni patologiche che raggiungono il culmine con lo scoppio dell’epidemia influenzale di “spagnola” nell’autunno del 1918. In soli 120 giorni, da ottobre 1918 a gennaio 1919 la pandemia influenzale contagiò, nel mondo, oltre un miliardo di persone provocando la morte di oltre 20 milioni di malati (alcune stime più recenti ipotizzano la cifra di 40 milioni) e superando in mortalità qualsiasi altra malattia epidemica. La città di Milano, così come l’Europa e il resto del mondo, fu duramente colpita con oltre 850 morti per influenza o complicazioni polmonari già a settembre 1918, quasi 3.000 morti nel solo mese di ottobre, quasi 800 a novembre e oltre 900 nel successivo mese di dicembre. Un totale di oltre 5.550 in 120 giorni. Da parte di molti studiosi si sottolinea come la caratteristica più sconcertante della spagnola fu la sua labilità, il fatto che una volta passata non ne rimase traccia. La ricerca si prefigge di delineare il quadro qualitativo e quantitalivo della morbilità e della mortalità nella città di Milano nel biennio 1918-1919 nonchè le implicazioni di natura demografica, sociale ed economica collegate alla diffusione del morbo
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