55 research outputs found
Accanto allo schermo. Il repertorio musicale de Le Giornate del Cinema Muto.
La tesi di dottorato utilizza queste considerazioni come premessa per ricostruire e studiare una collezione particolare e circoscritta di musica per il cinema muto: il repertorio di partiture eseguite al Festival internazionale Le Giornate del Cinema Muto, dal 1982 al 2010. L’accuratezza filologica dimostrata da tale Festival nella presentazione e nella divulgazione delle pratiche musicali del muto offre infatti una solida base per studi di questo genere. Inoltre, Le Giornate del Cinema Muto hanno già espresso, nel 2009, l’intenzione di fondare concretamente un archivio come quello sopra descritto, in seguito ad un suggerimento da me avanzato nel corso del XI Collegium di studi organizzato dalla manifestazione.
La tesi è divisa in due parti. La prima include un capitolo introduttivo, dove vengono discussi problemi riguardanti la conservazione archivistica delle fonti musicali pertinenti alla musica per il muto; dopodiché, un primo capitolo tratta della storia della musica per il muto, scegliendo un approccio non lineare guidato dallo sviluppo delle pratiche musicali, e non da una consequenzialità cronologica; infine, la prima parte si conclude con un capitolo descrivente l’estetica della musica per il muto, nel quale si offre una rassegna della letteratura sull’argomento ed una descrizione delle strategie audiovisive utilizzate dai compositori.
La seconda parte presenta il repertorio della musica che è stata eseguita a Le Giornate del Cinema Muto sulla base di partiture scritte. Si tratta di un elenco di 115 film, coprente la 29 edizioni del Festival e completo di informazioni filmografiche. Ogni scheda di film è accompagnata da una breve analisi delle principali strategie audiovisive.
Le fonti di questa ricerca sono principalmente le registrazioni audiovisive delle proiezioni a Le Giornate del Cinema Muto conservate presso La Cineteca del Friuli, Gemona. Altri dettagli si sono ottenuti tramite conversazioni (di persona o tramite email) con alcuni degli autori delle musiche: Gillian B. Anderson, Neil Brand, Günter A. Buchwald, Philip Carli, Antonio Coppola, Berndt Heller, Stephen Horne, Maud Nelissen, Donald Sosin e Gabriel Thibaudeau
«Oh... Musica moderna!». Hollywood, satira e ‘modernismo’ nella musica di Giuseppe Piazzi per I fratelli Dinamite
“Le fasi della ‘Luna’. I colori ritrovati e le nuove sonorità di Le voyage dans la Lune di Georges Méliès”
Václav Trojan. Music Composition in Czech Animated Films
This book explores the Czech composer Václav Trojan (1907-1983) and his compositions for Jiri Trnka's films, a very influential puppet stop-motion animator. Trnka is regarded as one of the finest outcomes of Czech art in the aftermath of the Second World War and inspiration for contemporary directors like Tim Burton and companies such as Aardman or Laika. Trojan's music for animation sets a great artistic model in European animation, at least as meaningful as Carl Stalling's music for Warner Bros. cartoons in the USA. Trojan was an eclectic artist, which encompassed folk songs, jazz and blues influences, neoclassical symphonic and chamber works, opera and more
Cantar vagabondo. Charlie Chaplin, il cinema muto e la canzone
The production of songs about beloved film stars was one of the earliest commercial ways of
exploiting cinema. Such songs were aimed at amateur musicians, but they were also used in shows
and performances. They are consequently important sources of knowledge about the audience
and context of early cinema.
Charlie Chaplin’s Tramp was the character that this repertoire celebrated the most. The many songs
about him usually focus on one of three main topics: his funny walk, his capacity to use
comical attitudes to induce laughter and his seductivity abilities, especially
for female members of the audience.
This article describes how the Tramp is portrayed in such songs. It outlines the image
of this character as it was constructed by the interaction between the market and the audience in the
1910s. The analysis suggests that the songwriters used the Tramp as an almost abstract icon to both
attract buyers and to talk about the general experience of going to the cinema. It is the latter,
which reveals itself to be the real “attraction” at the core of those songs
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