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    M. Barbi, Razionalismo e misticismo in Dante

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    Groult P. M. Barbi, Razionalismo e misticismo in Dante. In: Revue néo-scolastique de philosophie. 41ᵉ année, Deuxième série, n°60, 1938. pp. 603-605

    M. Barbi, Razionalismo e misticismo in Dante

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    Groult P. M. Barbi, Razionalismo e misticismo in Dante. In: Revue néo-scolastique de philosophie. 41ᵉ année, Deuxième série, n°60, 1938. pp. 603-605

    Sorveglianza delle PFA in Lombardia

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    M. Barbi, Per la storia della poesía popolare in Italia, in Studi letterari e linguistici dedicati a Pio Rajna, 1911

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    Bertoni G. M. Barbi, Per la storia della poesía popolare in Italia, in Studi letterari e linguistici dedicati a Pio Rajna, 1911. In: Romania, tome 41 n°161, 1912. pp. 124-127

    Dante Alighieri, II Convivio. Ridotto a miglior lezione e commentato da G. Busnelli e G. Vandelli, con introd. di M. Barbi

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    Groult P. Dante Alighieri, II Convivio. Ridotto a miglior lezione e commentato da G. Busnelli e G. Vandelli, con introd. di M. Barbi. In: Revue néo-scolastique de philosophie. 42ᵉ année, Deuxième série, n°61, 1939. pp. 140-142

    ACQUISIZIONE DELL'INFEZIONE DA CYTOMEGALOVIRUS IN NEONATI TRASFUSI NELLE PRIME SETTIMANE DI VITA

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    La trasfusione di sangue nel neonato, in particolare in quello pretermine e di basso peso (sga), costituisce una procedura a rischio per la trasmissione dell'infezione da CMV. A tale infezione è legata una considerevole morbosità, soprattutto in nati da madre CMV-sieronegativa trasfusi con sangue da donatore positivo Le misure di controllo proposte (deplezione dei globuli bianchi, selezione di donatori sieronégativi, impiego M un solo donatore per bambino) non sono applicate, per motivi diversi, in tutte le situazioni in cui è richiesta la somministrazione di sangue o di frazioni ematiche a neonati critici. Nel corso degli anni 1994, 1995 e dei primi due mesi del 1996 sono stati esaminati per l'accertamento di laboratorio di infezione da CMV 27 bambini (età media 4 mesi; range 25 giorni- 8 mesi) trasfusi nelle prime settimane di vita Ventitre di essi sono risultati affetti da infezione citomegalica, in 14 casi accompagnata da sintomi prevalentemente a carico del fegato (epatomegalia, ittero). In 2 casi su 12 si è potuto escludere, analizzando le Guthrie card raccolte alla nascita, che l'infezione evidenziata fosse da ascrivere alla trasfusione, in quanto questi bambini risultavano congenitamente infetti. Nonostante i dati presentati appaiano frammentari e relativi ad una piccola casistica essi indicano che la possibilità di acquisire in epoca neonatale un'infezione da CMV con le trasfusioni è ancora lungi dall'essere totalmente prevenuta

    IMPIEGO DELLE GUTHRIE CARD PER LA DIAGNOSI DI INFEZIONE CONGENITA DA CMV

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    La diagnosi di infezione da cytomegalovirus in neonati di età di 14 settimane con sintomatologia attribuibile ad infezione da CMV non consente di definire se l'infezione accertata sia stata acquisita in utero o in epoca peri/postnatale. Il nostro gruppo di studio ha recentemente messo a punto una tecnica che permette di diagnosticare le infezioni congenite da CMV rilevando la presenza del DNA virale nel sangue neonatale che viene routinariamente raccolto nei primi 7 giorni di vita ed essiccato (DBS) su cartoncino (Guthrie card) per la diagnosi precoce delle malattie genetiche e metaboliche. (Barbi et al., l996)• Allo scopo di valutare l'applicazione del test su cartoncino alla definizione della natura di infezioni citomegaliche accertate in neonati sintomatici di età >1 mese, sono stati saggiati i DBS di 26 neonati nell'ambito dell'attività diagnostica nel periodo Gennaio 1994- Febbraio 1996. Il DNA estratto a caldo dai DBS è stato sottoposto a PCR per l'amplificazione di 2 regioni del genoma di CMV (geni 1E1 e gp58),I prodotti della PCR sono stati evidenziati mediante elettroforesi in gel di agarosio contenente bromuro di etidio. La dimostrazione della natura congenita dell'infezione citomegalica è stata ottenuta in 5 neonati (età 26gg-238gg), 4 sintomatici e I asintomatico; due dei neonati erano stati trasfusi nei primi giorni di vita. La possibilità di accertare la natura dell'infezione, tramite la tecnica indicata, può consentire di: a) instaurare un programma di monitoraggio clinico per la rilevazione precoce delle sequele nei casi di infezione congenita; b) definire il molo dell'esposizione a procedura a rischio (es. trasfusioni) nei casi di infezione post-natale; c) migliorare la conoscenza della storia naturale dell'infezione da CMV
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