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    L’aberrometria come metodica per lo studio del ruolo ottico del film lacrimale

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    Gli Autori riportano brevemente come siano state effettuate numerose riceche sulle aberrazioni nella Sindrome dell’occhio secco. I risultati dimostrano che il tempo in cui si verificano le variazioni delle aberrazioni è accelerato nei pazienti che presentano questa anomalia con un fattore approssimativo di 2.5 causato dall’irregolarità del film lacrimale che tenederbbe a sviluppare una maggiore quantità di aberrazioni sferiche positive. La visione indistinta associata alla Sindrome dell’occhio secco potrebbe essere riferita all’aumento delle aberrazioni ottiche che in essa si verificano, con conseguente riduzione della qualità ottica. Dopo l’instillazione di sostituti lacrimali nell’occhio secco si verifica una riduzione della mappa delle aberrazioni delle linne di contorno del fronte d’onda ed un miglioramento del PSF e una riduzione nel valori di aberrazione ottica di un fattore approssimativo di 2 o 3. questo suggerisce che le lacrime artificiali riducono le aberrazioni ottiche e migliorano la qualità della visione in questi occhi. Una di queste, la carbossimetilcellulosa, ha dimostrato di avere molteplici proprietà e numerosi studi ne hanno riportato i vantaggi

    Idrogel polimerici per lenti a contatto come mezzo di rilascio dei farmaci

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    Dopo una ampia descrizione delle caratteristiche delle lenti a contatto (lac) gli Autori fanno il punto sull’interesse delle lenti a contatto come mezzo di rilascio di farmaci. In effetti, solo il 5% del farmaco instillato è biodisponibile e attualmente i colliri rappresentano oltre il 90% della farmacopea oftalmologica. La biodisponibilità può essere migliorata mediante l’impiego di lenti a contatto in grado di rilasciare un principio attivo. Vengono utilizzati vari materiali: polimeri di idrogel convenzionali, polimeri di idrogel utilizzati in piggyback con un farmaco strutturato a lamine o una soluzione terapeutica, polimeri modificati per isolare il principio attivo alla superficie della lente, polimeri di idrogel nei quali viene incluso il farmaco nella struttura colloidale, polimeri di idrogel con ligandi ionici, polimeri di idrogel molecolarmente preformato che conferiscono alla lente una elevata affinità e una elevata selettività per un dato farmaco. Vengono descritti i vantaggi e gli inconvenienti di ciascun metodo

    Le distrofie corneali

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    Gli Autori con questo lavoro fanno una distinzione delle singole patologie delle distrofie corneali, permettendo di comprendere meglio la loro patogenesi facilitandola scelta di un adeguato trattamento

    Danneggiamento mediato dai coni e dai bastoncelli nell'adattamento al buio nella maculopatia età correlata: correlazione con la misura della densità ottica del pigmento maculare usando tre differenti fotometri eterocromatici flicker

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    Nello studio di Owsley et al. (2007) dell'adattamento al buio è stata evidenziata l'importanza del danno mediato soprattutto dai bastoncelli nella prevenzione dell' ARM. Infatti, i danni mediati dai bastoncelli nella parafovea nell' adattamento al buio sono caratteristici dell' ARM nella fase iniziale. Tali risultati sono stati confermati anche da Dimitrov et al. (2008) utilizzando una tecnologia CRT. Inoltre, per misurare la densità ottica del pigmento maculare, importante fattore nel prevenire il danneggiamento dei bastoncelli nello sviluppo dell' ARM, sono stati sviluppati diversi strumenti HFP (fotometri eterocromatici flicker) in modo da poter quantizzare i carotenoidi xantofillici che, come è noto, prevengono lo sviluppo di questa patologia

    Neuroprotezione nel glaucoma: ruolo della citicolina

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    Il glaucoma è una patologia degenerativa che colpisce le cellule gangliari retiniche del nervo ottico dando luogo ad una progressiva escavazione della papilla ottica, dal punto di vista anatomopatologo, che si traduce nella progressiva perdita del campo visivo. Essendo una patologia ad andamento progressivo gli sforzi clinici e medici mirano a raggiungere l’arresto della degenerazione cellulare attraverso quella che viene chiamata neuroprotezione. Numerose sostanze sono state e sono tutt’ora oggetto di studio per raggiungere tale scopo in modi e tempi differenti. La citicolina, a questo proposito, sembra avere un’azione neuroprotettiva, confermata, da studi in vivo ed in vitro, nei confronti delle cellule gangliari retiniche che vanno incontro ad apoptosi. Questa molecola è un nucleoside endogeno precursore della fosfatidilcolina, componente indispensabile per la sintesi dei fosfolipidi, che ha varie azioni all’interno della cellula, tra cui il mantenimento di una membrana plasmatica e mitocondriale strutturalmente integre e l’azione antiossidante che impedisce la degradazione della fosfatidilcolina in acidi grassi con conseguente produzione dei radicali liberi dell’ossigeno

    Blefaroptosi pediatrica : come, quando e perchè trattarla

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    Nel bambino la gestione e il trattamento della blefaroptosi risultano essere più complicati che nell’adulto per una serie di ragioni che comprendono la maggiore frequenza di ambliopia e strabismo nella ptosi congenita, le condizioni dell’operazione chirurgica che prevedono un anestesia generale e la tendenza dei genitori a rimandare l’intervento di correzione fino all’età scolare. Invece, la precoce valutazione del paziente con blefaroptosi congenita è necessaria a causa della più alta incidenza di errori rifrattivi e strabismo rispetto alla popolazione generale e per prevenire lo sviluppo dell’ambliopia. In generale, il tasso di successo dell’intervento chirurgico, scelto in base alla quantità residua funzionale del muscolo elevatore della palpebra interessata, in base alla severità del grado di ptosi al momento della diagnosi e in relazione all’occlusione dell’asse visivo dell’occhio interessato, risulta buono nella maggior parte dei casi. Le complicanze riportate riguardano la presenza di lagoftalmo notturno e di erosioni corneali superficiali e solo in un caso è stato riscontrato la presenza di granuloma da sutura in un paziente operato con la procedura di La Mange in una recente review. La sutura di mersilene, invece, materiale sintetico utilizzato nell’intervento di sospensione al frontale, sembra dare risultati molto incoraggianti con un basso tasso di complicazioni. Infine, dato che la maggior parte dei casi noti di ricaduta della palpebra dopo la prima operazione ricorre solitamente entro i primi 6 mesi, viene raccomandato in tutti i pazienti pediatrici che si sottopongono ad un intervento di blefaroptosi un follow-up di almeno 6 mesi. I parenti e i pazienti dovrebbero essere avvertiti che, nonostante un buon risultato iniziale, vi è la possibilità che la ptosi si ripresenti in un secondo tempo nell’arco della vita
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