5,532 research outputs found
Stazione d'Orleans a Palermo: progetto sulle mura
Esito dei Laboratori di sintesi finale, coordinati dai professori C. Ajroldi, M. Aprile, F. Cannone, G, Guerrera, A. Sarro, presentati al Festival dell'Architettura di Parm
Concorsi di progettazione di massima per la riqualificazione di piazza Bagolino e di piazza della Repubblica a Alcamo, Palermo
Pubblicato in: Aa. Vv., Alcamo. Due Concorsi di Architettura, Progetti selezionati, Assessorato all’Urbanistica-Tipolitografica Sarograf, Alcamo 1997;
M. Aprile, Dal giardino al paesaggio. Annotazioni sul giardino, sulla città, sulla campagna, Flaccovio Editore, Palermo 1998
ARCHEOLOGIA E ALTRO
Il paesaggio è spesso considerato come lo scenario inerte e immutabile di una serie di eventi a esso esterni e, anzi, riguardati come negativi.
Al paesaggio siciliano si sovrappone, in più, l’immagine - largamente accreditata presso gli altri, ma anche condivisa dai suoi abitanti - di una Sicilia assai poco reale.
Bisogna, dunque, introdurre brevemente alcuni parametri utili a orientare il discorso, prima di entrarvi nel merito e di mostrarlo sotto una forma e da un punto di vista diversi da quelli usualmente praticati. E ciò allo scopo di fornire chiavi di lettura e riferimenti rispetto a luoghi, eventi e situazioni che si devono conoscere e approfondire in ragione di una corretta valutazione dei caratteri del paesaggio.
I parametri sono due, il «luogo comune» e il «mito»: si intrecciano e condizionano a vicenda, intreccio e condizionamento difficili da rompere o disattendere.
E perché non si muova solo su un piano strettamente teorico, il discorso sarà integrato da immagini della Sicilia tratte sia dal patrimonio iconografico aulico che da quello comune
Riflessioni a margine della didattica del progetto
RAGIONAMENTO SULLE TECNICHE E METODOLOGIE PER LA DIDATTICA DEL PROGETTO ARCHITETTONIC
Intorno alle procedure e ai criteri del progetto contemporaneo
L'articolo contiene una breve trattazione delle modificazioni ordinamentali delle facoltà di architettura in ragione della loro influenza sulla didattica del progetto
Percorso didattico AGPP
indicazioni sulle modalità di conduzione del laboratorio di progettazione del paesaggio, sviluppato durante il master di 2° livello in Progettazione e gestione per la conservazione dei BB.CC.AA., percorso didattico Architettura di giardini e progettazione del paesaggi
Extended Formulations from Communication Protocols in Output-Efficient Time
Deterministic protocols are well-known tools to obtain extended formulations, with many applications to polytopes arising in combinatorial optimization. Although constructive, those tools are not output-efficient, since the time needed to produce the extended formulation also depends on the number of rows of the slack matrix (hence, of the exact description in the original space). We give general sufficient conditions under which those tools can be implemented as to be output-efficient, showing applications to e.g. Yannakakis' extended formulation for the stable set polytope of perfect graphs, for which, to the best of our knowledge, an efficient construction was previously not known. For specific classes of polytopes, we give also a direct, efficient construction of those extended formulations. Finally, we deal with extended formulations coming from certain unambiguous non-deterministic protocols.DISOP
Progetti di paesaggio
Gli esiti progettuali del master di 2° livello in «Architettura di giardini e progettazione del paesaggio», poiché incrociano ambiti e situazioni eterogenee - addestramento professionale, rapporti con altre istituzioni, ricerca applicata - consentono di riflette- re da altri punti di vista sulla questione del paesaggio, a conclusione di questo volume.
Per consuetudine, gli argomenti - sviluppati nel laboratorio di progettazione del master e fissati dagli enti partner del corso - provengono da programmi o da esigenze che si manifestano occasionalmente. Nei tre anni di attività, si sono affrontate le questioni più disparate: la bonifica di una discarica di rifiuti solidi urbani; il riuso di una cava di prestito ancora in esercizio; la costruzione di un nesso logico tra le autostrade del mare e i giardini urbani; la modificazione di un litorale per rapporto alla trasformazione del porto esistente e alla presenza di «giacimenti» archeologici sottomarini.
Questa condizione, che può apparire destabilizzante dal punto di vista didattico, si è rivelata, invece, molto interessante: si è, infatti, esplorato compiutamente il progetto di paesaggio, pur facendo i conti con le ambiguità e le contraddizioni contenute nella nozione; si è sperimentata una modalità di lavoro, in cui professionalità diverse diventavano capaci di lavorare assieme, arricchendo il patrimonio già posseduto e costruendo una «interfaccia» comune
- …
