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Rigenerazione urbana a Milano: gli scali ferroviari.
Il dibattito sulla riqualificazione delle aree liberate dalla dismissione di sette scali ferroviari a Milano. Una trasformazione urbanistica e territoriale che interesserà nel complesso una superficie di più di un milione di metri quadrati
Gli scali ferroviari, alle radici della rigenerazione contemporanea a Londra
I Rail Yards sono stati lo starting point della rigenerazione urbana oltremanica. Seppure i Docklands sono stati esclusivo emblema per molto tempo del nuovo corso delle politiche urbane londinesi (icone del riuso e della valorizzazione immobiliare delle aree dismesse, la trasformazione dei King’s Cross Sta. Railyards, nel cuore della città e primo esempio di alienazione, riconversione e radicale trasformazione del tessuto urbano tardo ottocentesco, rappresenta non solo l’approdo di quella strategia anche nelle aree più centrali ma soprattutto la pervasività di quel modello di intervento che diventerà in capo a pochi anni, l’unica modalità di rigenerazione che si affermerà nella capitale inglese.Se molto si può obiettare sui caratteri delle strategie con cui viene portata avanti la rigenerazione a Londra, non è possibile non rilevare come la costruzione dei progetti di rigenerazione delle aree degli scali ferroviari avviene con una particolare capacità di esaltare al massimo la natura di queste aree, riconoscendone il valore aggiunto dato dalla loro collocazione in una rete che va debitamente integrata e connessa: nodo e rete diventano così non solo elementi della valorizzazione immobiliare delle superfici che entrano in gioco, ma soprattutto il fattore strategico di una più generale riorganizzazione urbana, che è il vero oggetto di una visione urbana ambiziosa ma soprattutto coraggiosa
Il DNA Mitocondriale e il sesso: i sistemi a Eredità Uniparentale Doppia (DUI) nei molluschi bivalvi.
Alcune specie di molluschi bivalvi possiedono due differenti genomi mitocondriali collegati al sesso (M ed F) (Eredita’ Uniparentale Doppia, DUI; Zouros et al, 1994). Mentre l’mtDNA F è trasmesso ed ereditato per via matrilineare, analogamente a quanto avviene negli altri metazoi, l’mtDNA M è trasmesso per via paterna, attraverso gli spermi. Si realizza così un meccanismo di trasmissione in cui le varianti M ed F vengono trasmesse separatamente dai due genitori (uniparentalità doppia). Questo peculiare meccanismo di trasmissione è stato messo in relazione con la determinazione del sesso: i mitocondri derivati dallo spermio sarebbero implicati nella mascolinizzazione della gonade, negli individui geneticamente maschili (Saavedra et al., 1997). I sistemi DUI rappresentano un importante modello sperimentale per lo studio dei meccanismi evolutivi e della trasmissione del mtDNA: la distribuzione delle varianti M ed F nei tessuti dell’adulto (gonadi, tessuti somatici) e l’analisi dei tassi di variabilità permette di valutare le differenti forze selettive che agiscono sul mtDNA nei due sessi. In definitiva tale sistema permette di analizzare gli effetti del genere sessuale sull’evoluzione del genoma mitocondriale. Le analisi svolte nel nostro laboratorio, tra l’altro, si sono concentrate sulla specie Musculista senhousia (Mytilidae). Questa specie presenta un pattern di eteroplasmia compatibile con la DUI, ma anche alcune inaspettate caratteristiche. Innanzitutto il genoma M ha mostrato livelli di variabilità significativamente inferiori al genoma F. Questo contraddice il più importante assunto teorico dei sistemi DUI secondo il quale il genoma M, dovendo essere funzionale solo negli spermi, sarebbe sottoposto a pressione selettiva rilassata. Inoltre, l’analisi nei tessuti somatici dei livelli di variabilità del mtDNA F, ha evidenziato che questo è significativamente più variabile nei maschi che nelle femmine, suggerendo che possa esistere un meccanismo di riduzione del tasso di mutazione nei tessuti femminili. Questo fenomeno è in perfetto accordo con le previsioni evoluzionistiche: i complessi genici dei fattori antiossidanti, evoluti a protezione dei mitocondri dai danni della loro stessa attività ossidativa, sarebbero sotto pressione rilassata nei maschi, dato che i loro mtDNA F non sono destinati ad essere trasmessi alla progenie, come per altro in tutte le specie non DUI.
Saavedra C, Reyero M, Zouros E (1997) Genetics 145: 1073 - 1082
Zouros E, Oberhauser Ball A, Saavedra C., Freeman KR (1994) Nature 368: 817 - 81
An unusual case of Gender-Associated Mitochondrial DNA heteroplasmy: the Mytilid Musculista senhousia (Mollusca: Bivalvia).
A new case of Doubly Uniparental Inheritance (DUI) of mitochondrial DNA is described in the mussel Musculista senhousia (Mollusca: Bivalvia: Mytilidae). Its heteroplasmy pattern, showing male (M) and female (F) mitochondrial haplotypes, is in line with standard DUI. However, one trait appears absolutely unexpected: F haplotypes sequence variability is significantly higher than that of M haplotypes. This is the first time that such feature is observed in a DUI system, and it is challenging most of the rationales proposed to account for sex-linked mtDNA evolution.
Moreover, the system, tested for F mtDNA variability in somatic tissues, shows that F mitochondrial haplotypes experience a higher mutation rate in males than in females, thus suggesting that there might be some mechanism to keep a low mitochondrial DNA mutation rate in females. This fits well with evolutionary predictions: antioxidant gene complexes, evolved to protect mitochondria from oxidative damages, might be under relaxed selection in males.
Phylogenetic analysis clusters together M and F types, suggesting that M. senhousia may have experienced ‘masculinization’ events, occurring in the lineage leading to the taxon; this also suggests that during the evolutionary history ‘masculinization’ might have been present in mytilids, other than Mytilus
Scali ferroviari, da infrastrutture di trasporto ad aree urbane
C’è un grande tema, nella progettazione urbana degli anni duemila: è il recupero delle grandi aree produttive dismesse, e in particolare degli scali ferroviari non più utilizzati per il sistema del trasporto merci. Storicamente le ferrovie sono state concepite per svolgere il servizio viaggiatori e quello delle merci nell’ambito dello stesso impianto. Infatti l’impostazione ottocentesca delle stazioni, che si è mantenuta fino a pochi decenni fa, prevedeva un fabbricato viaggiatori in adiacenza ai binari di circolazione e sosta dei treni per il trasporto di persone e, a poca distanza, un fascio di binari adibiti alle operazioni sui convogli adibiti a quello che, nei manuali di procedura, veniva definito “trasporto delle cose”. Quest’ultimi convogli venivano scomposti e ricomposti, negli scali, a cura dei manovratori, e in fine rispediti per le varie destinazioni. La trasformazione organizzativa di fine Novecento ha portato alla concentrazione dei treni merci (pochi, purtroppo, dato il ben noto squilibrio a favore del trasporto stradale) in appositi centri intermodali e il progressivo abbandono degli scali, presenti pressoché in tutte le stazioni. Questi, ormai inutilizzati, hanno continuato a separare parti di città, generando trascuratezze e sempre più evidenti situazioni di degrado.
La consapevolezza di una possibile rigenerazione di quelle aree è stata acquisita, ma solo di recente e da una cerchia ristretta di amministratori. L’idea poi che quei “vuoti” possano costituire il fulcro per la progettazione di nuove aree urbane pulsanti di vita appartiene solo agli amministratori capaci di agire in una prospettiva a medio-lungo termine, di confrontarsi con una molteplicità di soggetti, di aprirsi alle idee innovative di architetti e urbanisti. Con un impegno che, al di là del consenso immediato, sia rivolto al futuro.
In questo numero dedicato al tema della trasformazione degli scali ferroviari vengono proposti dopo alcune riflessioni di carattere generale, tese a riaffermare il ruolo strategico che queste aree potrebbero svolgere nella riorganizzazione urbana complessiva, i casi di Milano (l’unica città dove gli amministratori hanno elaborato, d’intesa con le FS, progetti concreti per i sette scali merci dismessi, e ne hanno avviato l’attuazione), una panoramica che abbraccia il Veneto, con un primo piano su Verona, quindi sull’Emilia Romagna e le città di Genova e Napoli, ma anche alcuni casi esemplari stranieri, in Inghilterra, in Francia e Germania
Which are important targets in development of S.aureus mastitis vaccine?
Staphylococcus aureus represents one of the leading causes of mastitis in dairy cows worldwide. S. aureus IMI have variable outcomes due to virulence of the strain involved, immune defenses of the host, and by antibiotic resistance. The difficulty in eradication and the increasing concerns on antibiotics usages underscore the interest in developing new tools to control S. aureus mastitis. Vaccination represents one of the most studied of these tools but, so far, no vaccine seems to provide reliable protection. This review summarizes current knowledge on the major vaccine targets, including surface proteins, capsular polysaccharides, biofilm, and toxins. Finally, the present status of vaccination against S. aureus and the future of vaccines design were discussed,includi ng how differences among in vivo models may influence vaccines development.Fil: Scali, F.. Universita Degli Studi Di Milano; ItaliaFil: Camussone, Cecilia María. Instituto Nacional de Tecnología Agropecuaria. Centro Regional Santa Fe. Estación Experimental Agropecuaria Rafaela; Argentina. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Centro Científico Tecnológico Conicet - Santa Fe; ArgentinaFil: Calvinho, L. F.. Universidad Nacional del Litoral. Facultad de Ciencias Veterinarias; Argentina. Instituto Nacional de Tecnología Agropecuaria. Centro Regional Santa Fe. Estación Experimental Agropecuaria Rafaela; ArgentinaFil: Cipolla, M.. Universita Degli Studi Di Milano; ItaliaFil: Zecconi, A.. Universita Degli Studi Di Milano; Itali
gli scali ferroviari di Milano, oggi prima di domani
Documentazione dello stato degli scali ferroviari di milano dopo la dismissione degli anni 80 e la trasformazione delle aree limitrofe prima degli interventi di recupero urbano.
Luogo: Casa dell' energia, Fondazione AEM, Milano
14 giugno - 28 dicembre 201
Doubly Uniparental Inheritance in Bivalvia: a noteworthy variation to matrilinear inheritance of the Mitochondrial Genome.
Doubly Uniparental Inheritance (DUI) represents an outstanding exception to matrilinear inheritance of Mitochondria, typical of most Metazoa. Some bivalve mollusks posses two different mitochondrial DNA genomes (the so-called M and F mtDNAs) and realize a double mechanism of transmission in which M and F mtDNAs are inherited by father to sons and by mother to daughters, respectively. DUI provides an intriguing system for addressing aspects of molecular evolution and intermolecular recombination of Mitochondrial DNA, in both DUI and non-DUI species. Therefore, studies on DUI bivalve species may have a pivotal role in understanding the evolution of the metazoan mitochondrial genome.
DUI was found in a few mussel species (Mytilidae), as well as in several unionids (Unionidae). In our lab, we started a large analysis aimed to detect gender-associated mtDNAs in additional bivalves. A venerid (Tapes philippinarum) and a mytilid species (Musculista senhousia) showed a mitochondrial heteroplasmy pattern, which is in line with a DUI model of mtDNA inheritance.
Analyses on T. philippinarum DUI system were useful to test for selection on mtDNA genes under DUI, as well as for mitochondrial DNA recombination. Furthermore, the finding of mtDNA heteroplasmy in a venerid showed that DUI also occurs in phylogenetically distant families and suggested that it might be widely distributed among bivalves. The DUI system of M. senhousia revealed some unexpected traits, different from any previously known ones. Because of its peculiarity, this system challenged most of the rationales proposed to account for mitochondrial genome evolution under DUI
La richesse référentielle dans le corpus
Cohen-Scali M., Marcellesi Christiane. La richesse référentielle dans le corpus. In: Langue française, n°32, 1976. Aspects socio-culturels de l'enseignement du Français, sous la direction de Christiane Marcellesi. pp. 29-39
Automatic Detection of Stiction in Actuators: A Technique to Reduce the Number of Uncertain Cases.
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