266 research outputs found

    Studi sull'utente

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    Il saggio propone lo sviluppo del concetto di studi sull’utente, insieme di saperi e di metodi di ricerca che – sia nella loro continuità storico-critica (il tema dell’utente come destinatario del progetto) che negli sviluppi attuali dello user centred design – sono parte integrante della cultura e della pratica progettuale corrente. In generale, gli user studies costituiscono l’insieme della varietà di metodi di ricerca fondati sull’esame degli utenti effettivi o di altre persone rappresentative di categorie di utenti. Il saggio si concentra sulle considerazioni che rimandano al campo della progettazione di prodotti, dove l’espressione user studies (in italiano studi sull’utente o anche ricerca sull’utente), integra teorie, metodi, strumenti che possono concorrere all’indagine riguardante ogni attività umana che ha rilevanza (informativa, culturale, orientativa, operativa, applicativa) per lo sviluppo di prodotti, servizi, sistemi. Il contributo si propone di approfondire i due generi di attività che queste indagini comportano abitualmente: cioè osservare, cogliere e capire l’esperienza delle persone e formalizzare il sapere derivato dallo studio sul campo. In breve, gli user studies for design cercano di cogliere, comprendere e rappresentare a tutto tondo la complessità e la ricchezza dell’esperienza delle persone nelle loro relazioni con i prodotti

    Utente/user

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    Il saggio affronta il tema della definizione e ridefinizione del termine utente per le discipline progettuali, che accolgono al loro interno il termine utente, sia nella sua accezione neutra che specialistica; così avviene nel linguaggio dell’architettura e della pianificazione urbanistica, con il significato di utenti come attori e fruitori dello spazio costruito, nel linguaggio dell’ingegneria dei programmi e nel linguaggio della concezione dei prodotti, area della progettazione per l’industria deputata a rispondere appunto ai bisogni del mercato nelle figure degli utenti, clienti, consumatori, utilizzatori, soggetti, persone. Nell’estendere il discorso all’entità sempre più sfaccettata verso la quale si stanno ridefinendo sia le strategie produttive che i metodi del progetto dei prodotti industriali, si parte da un’essenziale descrizione degli utenti, più che da una definizione: gli utenti sono degli attori sociali, e in particolare degli attori sociali che considerano un prodotto in relazione alle loro aspettative e alle loro attività . Alcuni utenti preferiscono mantenere invariati e costanti degli schemi d’uso dei prodotti, altri sono continuamente alla ricerca di novità e queste differenze ben emergono dalle tradizionali ricerche di mercato. Nello stesso tempo gli utenti sono coloro che accumulano esperienza, ciò che conta sia per valutare le qualità dei prodotti esistenti, sia per inventarne di nuovi . Questo attore sociale ha assunto nel mercato nomi e ruoli diversi: il saggio propone una lettura diacronica di questi cambiamenti nell’arco degli ultimi tre decenni, lungo una sequenza che va dal ruolo passivo di cliente a quello attivo di co-progettista, passando attraverso le figure del consumatore, dell’utente, del partecipante

    Introduzione

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    Testo di apertura al primo volume dell'opera "Argomenti di ergonomia. Un glossario" che mette in evidenza come la scelta di un glossario è dipesa essenzialmente dal bisogno di parlare “ergonomia”, tra specialisti e non specialisti, non necessariamente parlando “di” ergonomia. Eludendo il rigido assetto di una impostazione monodisciplinare, le voci raccolte nel testo suggeriscono – appunto nella loro prospettiva extra e post ergonomia – forme multipolari e integrative di modi di studiare le persone, di comprenderne i bisogni nella loro relazione con i prodotti, i sistemi, gli ambienti, di progettarne le possibili soluzioni. I lemmi sono in massima parte legati agli argomenti che molti tra gli autori affrontano abitualmente nelle rispettive discipline di insegnamento: per qualcuno si è trattato di commentare ancora una volta, magari da un punto di vista pluridisciplinare, lemmi che sono parte del proprio lessico di studio quotidiano; per altri di introdurre lemmi – nuovi e meno nuovi – che trovano nell’ergonomia peculiari connotazioni oppure ne arricchiscono il linguaggio. In comune fra tutti i contributi vi è il disegno condiviso di una riflessione, a partire da vari vertici di osservazione, su una materia in cambiamento e sulle invarianze e variazioni del suo lessico. Una riflessione non semplice, connotata com’è dalla necessità per un lato di articolare conoscenze e terminologie specialistiche, e per l’altro di produrre quella chiarezza estrema che si vorrebbe quando ci si appresta a proporre nuovi quadri intorno a saperi già formalizzati

    Naturale/artificiale

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    Artificiale è detto di ciò che è prodotto o ottenuto con artificio in contrapposizione a naturale, o di quanto è fatto a imitazione della natura con un procedimento tecnico. Il termine presenta una sfumatura peggiorativa che risalta se si guarda ai sinonimi più generici come non naturale, artificioso, artefatto, finto, fittizio, falsificato, contraffatto, non spontaneo. Nell’apertura del suo Le scienze dell’artificiale, Herbert Simon alla voce artificiale riporta: «prodotto con artificio, in opposizione a ciò che è opera di natura; non genuino o naturale; artificioso, che non riguarda l’essenza. I suoi sinonimi sono: affettato, fittizio, manufatto, falso, finto, simulato, spurio, inventato, innaturale». L’aggettivo artificiale evoca quindi un alone di negatività associato a qualcosa di falso o alla funzione di surrogato o sostitutivo di una qualità vera che starebbe altrove, cioè nella naturalità: nei materiali naturali, nell’alimentazione naturale, nei comportamenti naturali. Pur affrancato dalla sfumatura peggiorativa, artificiale si definisce in contrasto a naturale, sicché artificiale può essere inteso come «fatto dall’uomo in opposizione a naturale». Seguendo questa impostazione, l’estensore di questa voce ha scelto di riferirsi costantemente anche al concetto di “naturale”. L’articolazione degli argomenti di questo saggio, intesi come sequenza di notazioni relativamente autonome, tratteggiano per il lettore alcuni spunti, poco più che accennati, sui temi de • l’artificiale come categoria concettuale, • la criticità della relazione naturale/artificiale, • i processi di contaminazione e di ibridazione tra natura e artificio, con massima enfasi sull’artificializzazione del corpo umano e dell’ambiente

    Introduzione

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    Testo introduttivo al secondo volume del'oera "argomenti di ergonomia. Un glossario", nel costante rimando al cardine del concetto di progettazione antropocentrica che rispecchia la continuità col programma collettivo che dà senso all’opera. Gli scritti raccolti in forma di glossario continuano infatti un discorso “intorno all’ergonomia” a partire da quella prospettiva eccentrica – extra e post ergonomia – con la quale i docenti, ricercatori e studiosi coinvolti (estensori dei testi e colleghi di ricerca) si propongono di studiare e comprendere i bisogni delle persone nella loro relazione e interazione con i prodotti, i sistemi, gli ambienti, prefigurandone sviluppi, implicazioni, ricadute, non solo nell’ambito del progetto ma anche nel quadro più generale del complesso sociale, culturale ed economico in cui gli studi di impianto ergonomico si innestano. Si mantiene inoltre la volontà di includere alcuni lemmi che – nel loro apparente estraniamento – possano ampliare il respiro e allargare l’orizzonte della riflessione rispetto al primo volume dell'opera

    The least informative distribution and correlation coefficient of measurement results

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    Correlations play a significant role in data analysis and the evaluation and expression of the uncertainty, yet estimating them is often difficult. This paper provides examples of how to infer the measurand value, given only the uncertainties and correlation ranges of the measurement results. The least informative data-distribution is not Gaussian, but the marginal distributions are. Explicit results are given in the case of a data pair, where the inferred correlation coefficient is the midpoint of the given range

    Superconducting Nb3Sn wires: a sensitivity analysis

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    An accurate estimation of the strain state of a strand inside a coil is a crucial point in the prediction of Nb3Sn conductor performance, since Nb3Sn strands show a strain-dependence of their critical parameters. This paper describes the results of a complex, nonlinear thermo-mechanical model suitably developed for superconducting wires. It is based on virtual testing of a properly chosen representative volume element. Provided that correct boundary conditions are considered, it is founded on a reliable and consistent micro-macro approach. To obtain the homogenized properties, seven boundary-condition elementary problems have to be solved at each chosen reference temperature. To exemplify the method, the equivalent properties of some ITER relevant strands are reported, for the mechanical and thermal field. Despite being an homogenization approach, it is possible to extract the strain values of the filament areas as well as of the other wire components in a easy way, and strain maps are shown. Furthermore, it is important to underline that initial material properties are unavoidably affected by uncertainties. In the same way, a certain variability is recorded on the measured data, depending upon many factors, e.g. handling of samples, different production billets, difficulties in measurements etc. Therefore, a great effort has been done to perform a sensitivity analysis of the influence of the material characteristics on the overall stress-strain behavior of the wire. This parametric study is reported in detail. Finally, to validate the method, homogenization results are compared with available experimental tests

    Commento. Essere tecnico

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    Commento in tema di riflessione sui modi di pensare la tecnica, articolato sui nodi dell'oggetto tecnico e della relativa lettura di Simondon, sui processi generativi dell'oggetto tecnico, sul concetto di tecno-evoluzione di Hottois, su una lettura neo-darwiniana di tecnologia, sullo studio delle tecniche come elemento di una sociologia dinamica

    Pensare insieme "corpi e macchine", "tecnica e cultura", "natura e artificio"

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    Gli sguardi antropologici che sottolineano come la nostra cultura non possa che essere tecnica e sociale al tempo - come ricorda Umberto Fadini nel suo saggio - ripropongono, con nuove profondità, prospettive e aspettative, un’idea di pensare insieme tecnica e cultura, corpi e macchine, artificio e natura, che può essere considerata parte della cultura tecnica stessa. Quale contributo in forma di breve commento, qui si sceglie di ripercorrere brevemente, per punti - lungo un arco temporale che guarda forse più alle spalle che al futuro - alcuni dei nodi che questo “pensare insieme” ha offerto come materia di riflessione ad un più generale dibattito in tema di sistemi socio-tecnici

    Fenomenologie dell'abbandono: rifunzionalizzare il vuoto/ Phenomenologies of abandoned buildings: emptiness reconverted

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    Il tema della scomparsa di particolari identità urbane, architettoniche e sociali può essere ricondotto al caso di specifiche tipologie di edifici dismessi. La problematica della riconversione degli spazi abbandonati nella metropoli contemporanea costituisce il retroterra allargato del contributo qui focalizzato su casi di ex edifici di industria leggera e del terziario, con emblematici esempi di architetture “vuote” riconvertite a tipologia abitativa o mista. Si tratta di persistenze nel tessuto urbano che sfuggono una demarcazione netta tra presenza e assenza, tra presente e passato: relitti dalla fisicità ingombrante, sono contemporaneamente spazi dell’assenza. Il contributo è inteso ad annotare un repertorio di tratti comuni o peculiari derivati dall’analisi di casi nelle città di Milano, Buenos Aires, Lisbona, Londra, Tokyo, Rio de Janeiro, con storie di dismissioni e esiti di riconversioni, tratteggiati sulla falsariga del potenziale ruolo del design negli interventi di riuso e dell’accenno alle pratiche di coinvolgimento degli utenti nella trasformazione partecipata degli spazi recuperati.Pieces of urban, architectural or social identity disappearance are often paradoxically sided by their physical persistence: as it is for abandoned buildings or urban areas once their original functions are dismissed, turning into architectures containing emptiness. The conversion of abandoned areas and buildings in contemporary metropolis, as well as the specific case of the reuse of abandoned industrial and tertiary settlements, stand as the background for this contribution which more narrowly fosters reflection on a selected number of case studies of “empty” architectures reconverted to housing or mixed use along the last two decades. Selected cases (located in Milan, Buenos Aires, Lisbon, London, Tokyo, Rio de Janeiro) are intended to serve as a repository for critical reflection. Such cases are also meant to provide exemplars where the disciplinary contribution of industrial design proved to play an integrative role, while envisioning co-designed solutions in virtue of end-user participation and involvement
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