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    I depositi alluvionali e il pericolo di subsidenza. Un caso esemplare: Via Giustiniano Imperatore, Roma

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    I depositi alluvionali rappresentano circa il 20% di tutte le formazioni affioranti sul territorio della Città di Roma all’interno del Grande Raccordo Anulare. Durante l’ultima glaciazione l’abbassamento del livello del mare ha causato una prevalenza, nei corsi d’acqua, dell’attività erosiva rispetto a quella deposizionale. Il Tevere ed i suoi affluenti hanno così, approfondito il loro alveo prima nei depositi vulcanici albani e sabatini e successivamente nei depositi dell’antico corso del Tevere, fino a giungere alle argille Plioceniche (Formazione di Monte Vaticano). Con la fine del Wurm e l’innalzamento del livello del mare, nei fiumi inizia a prevalere l’attività deposizionale e le profonde incisioni della fase fredda sono colmate da depositi alluvionali. Ai depositi alluvionali sono associate “pericolosità geologiche” che si manifestano sia in condizioni dinamiche sia in condizioni statiche. In condizioni “dinamiche”, ovvero in presenza di un sisma, tali formazioni sono sede di amplificazioni delle onde sismiche a causa della differenza di impedenza tra il bedrock ed il deposito alluvionale stesso. In situazioni “statiche” alcuni dei depositi alluvionali possono manifestare fenomeni di subsidenza e di relativo cedimento delle strutture edificate sulla loro superficie, in quanto tali formazioni si presentano frequentemente ancora in fase di consolidazione. Viene trattato un caso empblematico a Roma, relativo ad un’area del settore sud-orientale della Città

    Un’eco lontana da cogliere e interpretare: proposte per un’analisi statistica dell’utenza degli archivi attraverso il caso di studio dell’Archivio di Stato di Milano

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    A partire dai dati dell'utenza dell'Archivio di Stato di Milano, il saggio propone un approccio metodologico all'analisi dei comportamenti dell'utenza degli istituti archivistic

    Fra «tribunali ed are»: Il consolidamento dello stato civile dalla Repubblica Cisalpina al Regno d’Italia napoleonico

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    L'articolo studia l'evoluzione della tenuta della documentazione dello stato civile nell'Italia napoleonica

    L’Archivio di Stato di Milano e i suoi fondi durante la Seconda guerra mondiale nelle carte di Guido Manganelli

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    Il saggio analizza, attraverso fonti inedite, le vicende occorse al patrimonio dell'Archivio di Stato di Milano durante la Seconda guerra mondiale e i gravi danni subiti da numerosi fondi in occasione dei bombardamenti che colpirono l'istituto nel 1943

    Archivi in bilico. Distruzioni, danneggiamenti, furti e dispersioni della nostra memoria storica

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    Attingendo alla bibliografia di settore e alla cronaca, ma anche alle esperienze personali dell'autore e al mondo della fiction, il saggio presenta 18 storie riguardanti la distruzione, il furto o la dispersione di archivi e documenti, soffermandosi sul ruolo fondamentale che questi possono rivestire nella nostra società e illustrando alcune delle possibili cause che nel tempo hanno condannato all'oblio parte della nostra memoria storica. A emergere è la natura stessa della documentazione, strumento di conoscenza potente, ma al tempo stesso fragilissimo

    Maria Pia Donato, L’archivio del mondo. Quando Napoleone confiscò la storia

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    La recensione il volume di Maria Pia Donato dedicato alla politica archivistica napoleonica

    Borlenghi Aldo. banca dati / inventario

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    Banca dati inventariale del fondo personale del poeta e critico letterario Aldo Borlenghi

    «Quale miglior archivio? Quale archivista migliore?». Il nuovo metodo di riordinazione degli archivi di governo ideato da Luca Peroni

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    A partire da un testo inedito di Luca Peroni, il saggio analizza lo sviluppo e la diffusione del metodo di ordinamento per materia noto come peroniano

    Tra teoria e prassi: riflessioni intorno ad alcuni precursori del ‘metodo di ordinamento storico’

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    Il saggio analizza tre interventi di ordinamento di archivi avvenuti tra XVIII e XIX secolo basati su criteri apparentemente simili al metodo di ordinamento storico affermatosi nella seconda metà dell'Ottocento

    Alexander Masters, Una vita scartata, traduzione di Valeria Gorla

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    La recensione sottolinea gli aspetti archivistici dell'opera
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