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    Le Parti Communiste Italien et l’administration locale à Bologne (1945-1977)

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    LE PARTI COMMUNISTE ITALIEN ET L'ADMINISTRATION LOCALE A BOLOGNE (1945-1977), par SEBASTIANO PORCU Les communistes bolonais mettent en œuvre depuis la Libération des politiques administratives qu'ils ont tenté d'adapter aux conditions socio-économiques locales. Durant cette longue période de pouvoir ininterrompu la structure sociale de la ville s'est assez profondément transformée. Quel rapport peut-on établir entre la modification de cette structure sociale et l'assentiment donné par les Bolonais au PCI en évaluant cet assentiment selon deux critères : les suffrages électoraux et les adhésions au Parti ? [Revue française de science politique XXIX (1), février 1979, pp. 33-52.] THE ITALIAN COMMUNIST PARTY AND LOCAL GOVERNMENT IN BOLOGNA 1945-1977 SEBASTIANO PORCL Since the Liberation the Bolognese communists have been implementing administrative policies that they have endeavoured to adapt to loca socio-economic conditions The social structure of the city has changed fairly appreciably during this long period of unbroken power What relationship can be established between the change in the social structure and the approval given by the Bolognese to the Italian Communist Party this approval being assessed on the basis of two criteria electoral votes and membership of the Party Revue fran aise de science politique XXIX 1) février 1979 pp 33-52.LE PARTI COMMUNISTE ITALIEN ET L'ADMINISTRATION LOCALE A BOLOGNE (1945-1977), par SEBASTIANO PORCU Les communistes bolonais mettent en œuvre depuis la Libération des politiques administratives qu'ils ont tenté d'adapter aux conditions socio-économiques locales. Durant cette longue période de pouvoir ininterrompu la structure sociale de la ville s'est assez profondément transformée. Quel rapport peut-on établir entre la modification de cette structure sociale et l'assentiment donné par les Bolonais au PCI en évaluant cet assentiment selon deux critères : les suffrages électoraux et les adhésions au Parti ? [Revue française de science politique XXIX (1), février 1979, pp. 33-52.]Porcu Sebastiano. Le parti communiste italien et l'administration locale à Bologne (1945-1977). In: Revue française de science politique, 29ᵉ année, n°1, 1979. pp. 33-52

    Invecchiamento della popolazione, stato di salute e domanda di servizi

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    Il saggio affronta uno dei temi più ricorrenti, a livello internazionale, nella letteratura scientifica sull’invecchiamento (da quella propriamente gerontologica a quelle di riferimento sociologico, psicologico-sociale e d’analisi dei sistemi di politica sociale): il forte impatto del processo di senilizzazione e delle connesse modificazioni del corso della vita sull’intero assetto dell’organizzazione sociale. In primo luogo esso focalizza le principali generalizzazioni che è possibile trarre dagli studi condotti, in particolare a partire dagli anni ’90, nei Paesi occidentali in cui più evidente s’è rivelata la stretta relazione tra il mutamento socio-culturale ed una discontinuità degli aspetti quantitativi e qualitativi dell’invecchiamento, che, in particolare nella società italiana, non ha precedenti storici di uguale portata e profondità: l’eterogeneità interna alla popolazione che invecchia tende a crescere in misura proporzionale all’attenuarsi delle differenze tra la popolazione adulta e quella che convenzionalmente ancora si definisce la popolazione anziana (over 65); tale eterogeneità si diffonde progressivamente nell’intera popolazione anziana, rispettando sempre meno, cioè, la distinzione tra anziani e vecchi; il processo di senilizzazione si presenta sempre più come un fenomeno segnato da una forte ambivalenza: la contestuale crescita degli “anziani attivi” e delle persone (i “grandi anziani”), prevalentemente appartenenti alle classi d’età più avanzata, in stato di fragilità a riguardo sia dello stato di salute e dell’autonomia funzionale, sia dello status socio-economico e del grado d’integrazione funzionale. Si tratta di generalizzazioni che il saggio utilizza, nello sviluppo dell’analisi, come chiavi di lettura del trend più recente del processo di senilizzazione della società italiana. L’analisi sociologica di tali trasformazioni, peraltro, non solo è diretta alla focalizzazione di alcuni fra i tratti più distintivi dell’attuale società contemporanea ma ha anche evidenti motivi di “spendibilità” nella messa in luce delle implicazioni che tali mutamenti hanno sulle politiche di welfare. Da tale analisi emerge come la radicalità del processo di senilizzazione, più che dai suoi ritmi sempre più accelerati, sia da ricondurre, anche in Italia, ai due fenomeni che l’hanno accompagnata: la differenziazione crescente del processo d’invecchiamento e la sempre più evidente eterogeneità della popolazione anziana. Si tratta di due caratteristiche che risultano dall’analisi delle diverse e correlate dimensioni del processo di senilizzazione. L’emergenza di una società italiana caratterizzata da un’ormai vasta presenza di “nuovi anziani” e di una “galassia anziani”, infatti, è così interpretata come il risultato di un’interazione di un insieme di fenomeni quali, in primo luogo: i mutamenti della struttura demografica della popolazione dal punto di vista della composizione per età; i cambiamenti dell’organizzazione sociale del corso della vita (in particolare a riguardo delle soglie di transizione dall’età adulta a quella “involutiva”); le trasformazioni delle microreti di relazione sociale (da quelle familiari a quelle parentali, di vicinato e di “comunità”), con un forte impatto a livello sia dei sistemi d’integrazione sociale degli anziani sia del sistema del lavoro di cura informale; i cambiamenti dei modelli socio-culturali di riferimento, sia nell’ambito delle relazioni di vita quotidiana e di uso del tempo, sia nella partecipazione sociale e negli stessi comportamenti di consumo; le trasformazioni, qualitative e quantitative, della domanda di cure e di servizi alla persona da parte della popolazione anziana d’oggi che si sono determinate ed espresse in stretta relazione con i mutamenti di cui sopra e che si manifestano, in particolare, nella crescita della domanda di prestazioni ad alta intensità assistenziale, sia in ambito propriamente sanitario, sia nei servizi socio-assistenziali

    Invecchiamento e disuguaglianze di salute

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    Il contributo presenta i risultati di un’indagine svolta – nell’ambito del Progetto Prin 2008 dal titolo “Le disuguaglianze sociali in sanità” (coordinatore nazionale il prof. Costantino Cipolla, dell’Università di Bologna) – sul tema delle disuguaglianze di salute tra la popolazione anziana della provincia di Macerata a cura di un’equipe coordinata da Sebastiano Porcu. La ricerca è stata realizzata su un campione rappresentativo di 200 anziani, composto da 114 donne e 86 uomini, d’età superiore a 65 anni e stratificato in cinque classi di età. Ad essi è stato somministrato direttamente un questionario composto da 128 item, suddivisi in 7 sezioni, attraverso cui si è indagato sui fattori socio-economici e socio-culturali delle disuguaglianze di salute e dell’accesso ai servizi socio-sanitari

    A post McLuhanian paradigm for public administration communication: case studies in old and new media

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    Digital media, web 2.0, social networks had and still have a great -in an incredibly fast period of timeimpact in the way in which individuals and organizations communicate. Public organizations (schools, institutions, health services) arrived late to embrace the need for more transparency, more involvement, participation required by their public/target. Nevertheless new media and new scenarios represent a great opportunity for the public governments and can lead them to move towards new horizons. To make this possible, it is certainly necessary a paradigm change that can break the ordinary flow of information (from the institution to citizens), in favor of a different framework (a participative communication between institution and citizens). This means that institution should, on the one hand, adopt innovative strategies to use traditional communication practices and, on the other hand, implement effective strategies of using digital and social media. This is not always the case (Gola, Meloni, Porcu, 2018; Lovari, 2017). Our goal is to show some examples (in three different fields: public administration, health and cultural heritage/education) of best practices in public communication that have been implemented in the last few years. Our theoretical conclusion is that the paradigm change affects one of the most famous principle of communication affirmed by Marshall McLuhan: “The medium is the message”. We aim to show that in the nowadays media environment, instead, the message defines the medium and structures the relationship (Gola, Meloni, Porcu, in preparation)

    New classes of spectral densities for lattice processes and random fields built from simple univariate margins

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    Quasi arithmetic and Archimedean functionals are used to build new classes of spectral densities for processes defined on any d-dimensional lattice Zd and random fields defined on the d-dimensional Euclidean space Rd , given simple margins. We discuss the mathematical features of the proposed constructions, and show rigorously as well as through examples, that these new classes of spectra generalize celebrated classes introduced in the literature. Additionally, we obtain permissible spectral densities as linear combinations of quasi arithmetic or Archimedean functionals, whose associated correlation functions may attain negative values or oscillate between positive and negative ones. We finally show that these new classes of spectral densities can be used for nonseparable processes that are not necessarily diagonally symmetric.This study was initiated when Emilio Porcu was research fellow at the Universitat Jaume I, department of Mathematics. He also acknowledges the support of the research fund FOR-916 Statistical Regularization. Jorge Mateu and Pablo Gregori acknowledge the support of MTM2010-14961 from the Spanish Ministry of Science and Education
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