1,721,069 research outputs found

    Un quadro di dati sull'Università (nella sezione su La guerra dei numeri)

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    Come viene già evidenziato nella premessa editoriale, i dati sull’università italiana sono stati spesso presentati in modo erroneo nei media, e talora anche in documenti accademici; l’errore è sempre una colpa, ma in qualche caso si è trattato di dolo. Tra le motivazioni che hanno indotto alla costruzione del presente dossier vi è stata l’esigenza di fare chiarezza. Presentiamo perciò, anzitutto, un insieme di dati. Ci soffermiamo, in particolare, su quelli sui quali più si è discusso o polemizzato, nonché su altri che poco sono stati esaminati, ma che sono importanti per avere una visione corretta della situazione. Altri elementi quantitativi sono presenti all’interno dei testi dovuti ai diversi autori dei contributi presenti nel dossier

    Il lavoro dei laureati di primo livello

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    In questo saggio viene esaminata la condizione occupazionale dei laureati italiani di primo livello che costituisce una delle problematiche legate alla realizzazione della European Higher Education Area (ehea). I dati europei sull’occupazione dei laureati di primo livello mostrano valori inferiori, ma non di molto, rispetto ai laureati di secondo livello. Poiché in Italia l’opinione pubblica è stata spesso indotta a pensare – sulla base di affermazioni non documentate – che tali laureati trovino occupazione solo in casi particolari (professioni sanitarie), si è voluto qui fornire i dati che invalidano questa convinzione: a un anno dal titolo, l’occupazione è presente in misura notevole, anche se con forti differenze tra gruppi disciplinari e aree territoriali. Inoltre, tra le richieste di assunzioni nel settore privato la quota attribuita ai laureati del primo ciclo è in forte crescita nell’ultimo quinquennio

    Bachelor degree owners’ employment in Italy and in other European Countries

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    Traditionally, Italy had just one long-cycle university degree; the two-tier system has been introduced as implementation of the Bologna Process (1999). We are interested in examining how the new first level degree, Bachelor in Europe and “Laurea L” in Italy, has worked in our country, mainly as far as employability is concerned. Our analysis has been framed in the European context, particularly looking at Bachelors in countries where traditionally there was only one level. The basic question is: has the new first-cycle degree been accepted by the labour market, or is it considered merely as an intermediate step in a route leading to a Master degree? As expected, there are differences in the countries under scrutiny, but there are also common indications. Answers for Italy are found analysing in detail existing surveys, which give precise indications about working and study conditions of 2007 and 2008 graduates, interviewed one year after graduation. Employment rate is not negligible, even if it is of course lower for L than from second level graduates; sometimes, work is combined with prosecution of studies. Effects of the crisis are present for both types of graduates. Some preliminary conclusions are drawn, and possible developments of the research are indicated
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